
La Porta della Vita
Apri questa porta!
Chiese un viandante assetato, e la voce che era alle spalle della porta rispose:
Non è per te questo luogo, torna quando sarai pronto!
Ti ho detto apri questa porta!
Gridò l’uomo..
Questa porta che tu intravedi non ha in verità consistenza materiale, puoi tu sfondare un muro fatto d’aria?
Pazzo, apri questa porta, non vedi che il sole mi acceca, ed ho la gola che mi arde, vuoi mica che muoia?
Cammina ancora in avanti, di certo qualcuno ti aprirà la sua porta.
L’uomo era troppo stanco per ribattere alle parole della voce, e decise di andare via. Quando si fu allontanato solo di alcuni passi, bussò alla stessa porta un altro uomo anch’esso accecato dal sole e assetato dicendo:
Vi prego apritemi ho sete e il sole mi acceca.
E l’uscio si aprì immediatamente. L’uomo fu fatto entrare, e il viandante che aveva assistito alla scena, ormai fuori di se per la rabbia, tornò indietro e con i pugni chiusi prese a battere sulla porta.
A lui hai aperto e a me no, spiegami il perché, merita forse lui più di me? Perché a me ne è stato fatto divieto?
Rispondi invece tu alla mia domanda disse la voce, sei tu alito di vento tra i fiori del mondo?
Si, io sono alito di vento sui fiori del mondo!!! E’ pertanto merito più chiunque altro di entrare.
Uomo che hai oltrepassato la soglia rivolgo a te la stessa domanda. Sei tu alito di vento tra i fiori del mondo?
No!!!
Rispose l’uomo scandalizzato. Ed aggiunse con voce sommessa e il capo chino in segno di grande rispetto:
E’ alito di vento tra i fiori del mondo solo Colui che è, io sono solo un fiore del suo immenso giardino!
Vedi uomo – disse la voce - questa è la differenza. Nel tuo cammino non hai saputo conservare l’umiltà, cosa che invece fa da corona a questo uomo, è questo il motivo per il quale a lui la porta si è schiusa e a te no. Abbi fede avanza ancora nel cammino e stavolta cerca la tua umiltà, essa è un semplice ma prezioso monile tra i mille peccati del vivere, forse al tuo guardare potrà sembrare un inutile cosa, ma è invece è la chiave per aprire questa porta.
A queste parole la porta che era apparsa nel deserto scomparve e l’uomo che aveva solo potuto sfiorarla rimase a disperarsi. Dopo qualche momento di disperazione una donna lo raggiunse chiedendo della porta e l’uomo disse:
Sono io la porta vieni con me, ti porterò alla fonte della vita eterna, seguimi!
La donna lo seguì senza eccepire parola, era troppa l’arsura, e nella disperazione che la devastava avrebbe creduto ad ogni cosa. Mentre i due s’incamminavano nel deserto un boato li spaventò facendoli voltare, ed una voce disse:
Dove vai donna, cosa cerchi?
E’ la donna ancora sconvolta per lo spavento disse:
Cerco la porta, ma tu chi sei, la luce che emani è troppo forte che non mi permette di vedere!
Sono una delle porte.
Disse la voce.
Ma l’uomo che mi è accanto, aveva detto d’essere lui la porta? A chi credere ora?
Chiese la donna.
E la luce rivolgendosi all’uomo disse:
Qual è il primo insegnamento che un maestro deve dare?
L’uomo era oltremodo confuso, incominciò col dire:
E’ forse l’umiltà? O l’amore, l’amore per il prossimo? O forse la pazienza?
La luce disse:
Sei in errore! Un maestro deve insegnare la consapevolezza, cercati e poi sarai cercato. A te donna che cammini, segui la scia della tua stella e non guardare ai falsi bagliori terreni, nessun uomo potrà mai condurti alla tua fonte di vita, quella strada è già tracciata nel tuo cuore e solo i tuoi passi potranno raggiungerla.
L’uomo era infiammato dall’odio e disse:
Riconosco la tua voce tu sei l’uomo che è entrato attraverso la porta.
E la voce disse:
Uomo, Donna o entrambi in una stessa Essenza, che conta quando si diviene parte di un grande cuore. Ricorda chi ha ben camminato troverà dimora nel cuore generoso del vivere, avanza nel passo è ancora lungo il tratto che devi percorrere.
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Le Favole della Vita
Un libro per bambini dai 12 ai 99 anni.
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Sul tempio di Delphi è scritto: conosci te stesso. Siamo nella Grecia del 400 a.c. Da lì partì la filosofia. Poi venne la favola, quella della vita, poi venne Cleonice Parisi e oggi c’è lei, Cleonice. Io sono approdato qua.
Cosa ho fatto per meritare la tua benevolenza, me lo chiedo tutti i giorni, non trovo una risposta con la mente, ma il cuore la sente.
Ecco, dopo essere stato un razionalista convinto, un seguace del cosiddetto ” pensiero debole” in filosofia, uno studioso di filosofia del linguaggio e di epistemologia. Insomma l’ archeologia del sapere, dovevo andare più in alto e ho visto in te l’altezza giusta per me: la vita che incontra l’anima, che si esprime non più con la mente, ma col cuore.Ma il tuo cuore lo sapeva già.