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Newsletter del 23 giugno 2009 – L’Abito Eterno

11 comments

Tempeste e tagli di teste

non strapperanno via la veste,

all’uomo che dall’abito è abitato,

e non solo lo veste.



Ausonia e l’abito eterno

Quando il grande armadio della vita avrà a te schiuso le sue porte, scegli pure con serenità il tuo abito, sarà la tua essenza ad impreziosirlo e non l’inverso. Il tuo vivere non è in quello che avrai scelto di fare ma è nel come lo farai. Vivi con amore e qualsiasi abito tu abbia indossato, prenderà a brillare di una luce unica quanto rara, la tua luce.L’armadio è aperto, indossa l’eternità, illumina la vita di te.

Si aprì il grande armadio della vita, di fronte agli occhi di Ausonia, mille e più abiti dai svariati colori e fantasie, ed una voce che continuava a ripeterle:

Scegli! Scegli!

La donna non sapeva proprio da dove cominciare, prese a guardare gli abiti uno ad uno, le piacevano quasi tutti, ma li avrebbe dovuti indossare per sapere quale fosse il più adatto.

Posso provarli?

Chiese con rispetto e la risposta fu un secco “no”.

Ma come faccio obiettò Ausonia, non potrò mai sapere se un abito fa realmente per me, se non lo indosso.

Scegli è basta!

Le intimò la voce. Il bel sorriso che illuminava gli occhi di Ausonia si spense, la donna prese ad osservare ogni abito con grande attenzione mista a tensione, sapeva che da quella scelta dipendeva tutto il suo futuro e non voleva sbagliare. Gli abiti erano talmente tanti e il compito tanto importante, che cominciò a sentire la mente confusa. E quando stanca si sedette in un angolo dell’armadio per riposare, chiuse gli occhi un istante ritrovandosi proiettata in un vivere diverso, dove nella felicità indossava un abito meraviglioso, fatto interamente di luce.

Riaprì gli occhi e con eccitazione riprese a cercare, ora sapeva bene a cosa doveva mirare, ma purtroppo nessun abito possedeva la luce che aveva intravisto nel suo sogno.

In questo immenso armadio non c’è l’abito che cerco.

Disse Ausonia e fece per chiuderne le porte.

Fermati, non chiudere le porte, l’abito che hai visto in sogno è ciò che sarà quando avrai indossato uno degli abiti presenti nell’armadio, sarà la tua essenza ad illuminare l’abito che avrai scelto, e non l’inverso. Scegli il tuo abito Ausonia!

Ausonia scelse un abito senza porsi troppe domande, indossandolo tra le lacrime di gioia, e fu in quello stesso istante che l’abito si accese di luce.
Aveva preso un abito a caso da quell’immenso armadio che era il vivere, illuminandolo del suo amore per la vita. La sua era stata una scelta giusta, l’unica scelta possibile, quella dell’amore. La donna riprese a camminare nel vivere, indossando con amore il suo abito. E diffondendo la sua luce ovunque andasse, realizzò la sua esistenza.

Quando il grande armadio della vita avrà a te schiuso le sue porte, scegli pure con serenità il tuo abito, sarà la tua essenza ad impreziosirlo e non l’inverso. Il tuo vivere non è in quello che avrai scelto di fare ma è nel come lo farai. Vivi con amore e qualsiasi abito tu abbia indossato, prenderà a brillare di una luce unica quanto rara, la tua luce.

L’armadio è aperto, indossa l’eternità, illumina la vita di te.

L’abito che ti abita

Vestiti per come sei,
sii semplicemente te,
anche se semplice non sei.

Fedele ai tuoi colori,
fedele ai tuoi istinti,
fedele ai tuoi umori.

Anche se fuori dagli schemi,
anche se stonato nel contesto
resta te stesso,
e la tua personalità
avrà voce nella realtà.

Usa “l’abito” che ti abita
resta te stesso
non conformarti al resto.

La moda è quel pretesto
che ci rende uguali al resto,
sii fedele a te stesso
distinguiti presto.


Indosserai la vita solo se con amore l’avrai cucita

Una donna antica era seduta sul tronco di un albero mozzato, col capo chino era intenta in un lavoro certosino, cucire un Abito Eterno.

Donna antica, quanta fatica in questo tuo lavoro, questo abito varrà oro?

La donna alzò lo sguardo per considerare chi le avesse rivolto la domanda, ma il bosco era immutato, nessuno era passato da lì , allora guardò tra i rami degli alberi e anche li all’apparenza era rimasto tutto immutato, prese allora a guardare nei cieli ma neanche lì niente.

Da dove proveniva quella voce?

Disse tra se la donna, e non riuscendo a darsi una risposta, concluse nel pensare d’averla solo immaginata, e di nuovo affondò l’occhio nell’abito.

Donna antica lavorar tanto ti avrà concesso poco vanto, riposati ogni tanto!

Stavolta la donna, si alzò di scatto dal tronco, lasciandosi sfuggire l’abito dalle mani:

Chi sei? Stavolta non mi inganni, ho sentito chiaramente le tue parole!

Sono quel che tu ami tanto, son quello per cui lavori senza vanto.

Gli occhi della donna corsero subito all’abito che ora era in terra, e nel raccoglierlo abbracciandolo, disse con voce vellutata e materna:

Abito mio, ma tu hai voce?

La donna antica era commossa sino alle lacrime, il suo abito era vivo.

Ti amo abito mio, ti amo come non saprei spiegartelo, sei la mia unica ragione di vita, sono seduta su questo tronco spento da tanto tempo, solo per te, solo per renderti la luce che meriti.

L’abito si animò, e lasciando le mani della donna antica si elevò verso il cielo, la donna così potè ammirare il lavoro fatto, era un abito lungo intarsiato di perle di mare, pizzi preziosi lo rendevano elegante e sofisticato, diamanti luminosi ne circondavano la scollatura , la donna antica restò senza fiato nel guadare il lavoro fatto.

Sei bellissimo!!! Ora va, non perdere tempo, tu sei un abito degno di una regina!

L’abito però rimase sospeso tra terra e cielo, come in attesa:

Vola dalla tua regina?

Ripetè la donna.

Donna antica sei tu la regina che dovrà indossare questo abito, nella vita si indossa l’abito che si è saputo cucire con le proprie mani, non pensare che quel che hai fatto con tanto amore possa essere indossato da altri, io sono il tuo abito, io sono il frutto del tuo amore, indossami.

La donna antica si avvicinò di qualche passo, e carezzando la lunga gonna dell’abito disse:

Abito mio ti sbagli, tu non sei mio ma sei di Dio.

Donna antica sei tu che sbagli, se credi che Dio abbia commissionato un abito per lasciarlo poi invecchiare nel armadio di un vivere senza tempo, indossa il tuo abito, è tempo.

Alla parola “è tempo”, una stella di giorno prese ad illuminarsi, una rosa in boccio si schiuse:

Sono segni abito quelli che vedo?

Si donna antica, sono i segni che attendevi, il cielo e la terra ti hanno detto che è tempo di indossare il tuo abito.

La donna indossò l’abito che aveva cucito con tanto amore e il bosco in un istante divenne castello di luce, dove la donna antica regnò per sempre come regina incontrastata della propria vita.

Ogni nascita ha bisogno della sua gestazione, semina e attendi il fiorire del tuo vivere, attraverso i sentieri difficili del cuore avrai confezionato il tuo abito eterno, indosserai la vita solo se con amore l’ avrai cucita.

Semina Cuore

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Ogni uomo, è un abito che andrà rivoltato, quel che è fuori portato dentro e quel che è dentro messo fuori.

Delle tue catene vestiti, un abito pesante renderà il tuo passo intrigante ed ogni tua conquista farà di te un gigante.

Serena settimana.

CLEONICE PARISI

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  1. elisa montinaro says:

    Sarebbe auspicabile che ogni uomo, a testa china lavorasse solo ed esclusivamente a, realizzare il suo “prezioso abito nuziale” per giungere “degnamente” e a testa alta ad indossarlo, senza lo strascico, però, degli affanni e, senza timore nei confronti dello Sposo Eterno, nel “SILENZIO” dell’aurora di un nuovo giorno, camminando sui colori dell’arcobaleno!

  2. Ciao Cleò è li nell’eterno silenzio” dove regna sovrano il buio profondo,aspettando invano l’aurora di un nuovo giorno,camminando sui colori di un arcobaleno, in un estremo desiderio volgo lo sguardo verso l’infinito e mi perdo per sempre nei colori di un tramonto… Così eternamente vivo è l’amore che io nutro nel leggere i tuoi scritti, paragonabili ad un dolcissimo canto dell’anima.
    By caravaggggio.

  3. MARIA BONARIA FANUNZA. says:

    CARA CLEO,MI PIACE IL FARSI L’ABITO DA SPOSA TUTTA LA VITA,LAVORANDOCI SOPRA Fiche SI Vivrà, MA QUESTO LO FACCIAMO DI Già OGNI PENSIERO,OGNI GESTO, OGNI AMORE, OGNI TENSIONE, OGNI ATTO DI Carità, OGNI ATTO DI Umiltà,OGNI SORRISO DATO QUANDO UN UOMO è NELLA NERA TRISTEZZA, QUESTO è COME FARSI L’ABITO NUZIALE PER PORTARLO ALLO SPOSO IL GORNO CHE CI Chiamerà.SAREMO COME QUELLE SPOSE CHE TENEVANO LE LAMPADE ACCESE ATTENDENDO LO SPOSO FINCHÉ’ EGLI ARRIVERÀ. SAREMO SEMPRE ATTENTE AFFINCHÉ NON CI TROVI IMPREPARATE E CON LE LAMPADE SENZA L’OLIO DELLA BONTÀ VIVREMMO Così ETERNAMENTE NELLA GIOIA PER TUTTA L’ETERNITÀ.MARIA BONARIA FANUNZA.

  4. Cara Maria, il tuo abito da sposa lo hai già cucito e forse non lo sai, ma lo indossi nel quotidiano, elargendo perle di bontà a tutte le persone che aiuti nel tuo cammino. Sei Meravigliosa!

    Ti saluta Luigi Leone dice che sei simpaticissima…

  5. A Candido ed Elisa, non so che dire…o forse lo so siete poeti d’anima le vostre parole hanno il colore dell’arcobaleno, dovreste farne delle raccolte e pubblicare dei libri…affinchè possano restare “Scolpiti nel Vento” della vita…

  6. Approposito grazie a tutti d’aver depositato le parole del cuore, in questo cuore.

  7. Parlare dell’eternità con semplicità è spiritualità? Credo di si. Certo c’è anche il resto.

  8. Quando l’Amore ci abita, la vita si accende della luce del cuore, è il primo segnale sono le parole.

  9. Carissima cleo, adesso che ho tempo rispondo alla tua bellissima poesia L’abito che ti abita.
    La moda e una bellissima interpretazioni per ogni persona e’ anche la nostra passioni per sentirti bene
    per dentro e fuori.

  10. Maria Bonaria Fanunza. says:

    Cara Cleo, voglio scriverti questa Poesia Preghiera.
    NATALE DI SERENITA’
    o è già Pasqua?
    il legno del Presepio è duro,
    come il legno della croce.
    Il freddo ti punge
    quasi corona di spine.
    L’odio dei potenti ti spia e ti teme.
    Fugaaffannosa nella notte.
    Sangue innocente di coetanei,
    presaggio del tuo sangue.
    Lamento di madri desolate,
    eco del pianto di tua Madre.
    Quanti segni di morte,Signore,
    in questa tua nascita.
    Comincia così il cammino tra noi,
    la tua ostinata decisione
    di essere Dio,non di sembrarlo.
    Le pietre non diverranno pane.
    Non ti lancerai dalla dorata cima del tempio.
    Non conquisterai i regni dell’uomo.
    Costruirai la tua vita di ogni giorno
    raccogliendo con cura meticolosa,
    con paziente amore,
    tutto quello che noi scartiamo:
    gli stracci della nostra povertà,
    le piaghe del nostro dolore,
    i pesi che non sappiamo portare;
    le infamie che non vogliamo riconoscere.
    Grazie, Signore, per questa ostinazione,
    per questo sparire,
    per questo ritrarti,
    che schiude un piccolo spazio
    per la mia libera decisione di amarti.
    Dio che ti nascondi,
    Dio che non sembri Dio,
    Dio degli stracci e delle piaghe,
    Dio dei pesi e delle infamie,
    Io Ti Amo.
    Non so come dirtelo,
    perchè talvolta mi spavento
    e ritiro la parola;
    epure sento che devo dirtelo:
    Io Ti Amo.
    In questa possibilità di amarti,
    che la tua povertà mi schiude,
    divento veramente donna,
    non di sembrarlo.
    Il Tuo Natale è il mio natale.
    Nella gioia di questo nascere,
    nello stupore di poterti amare,
    nel dono immenso di vivere insieme,
    io acetto, io voglio, io chiedo
    che anche per me, Signore,
    sia subito Pasqua.
    Finendo codì di soffrire,
    risuscitando da morte,
    per farci tornare dal Padre
    in armonia con Te e con
    lo Spirito Santo Amen.
    Maria Bonaria Fanunza.
    09,11,2009.

  11. E’ una preghiera che tocca il cuore Maria…perchè è scritta col cuore.

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