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La Nuvola e la Betulla – La favola della Nuvola Nera

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La Nuvola e la Betulla

Non c’è pioggia, non c’è nuvola che non abbia in animo d’accrescere il tuo essere.

E’ giunse la primavera, Betulla era nata sotto una strana e buia nuvola, che non si era mai spostata da sopra il suo capo, eppure di tempeste ne erano venute tante che con i loro tifoni e le loro tormente l’avrebbero potuta spazzare via, ma niente quella nuvola nefasta era rimasta sempre lì come inchiodata su di lei. Ma qualcosa stava cambiando e Betulla sentiva la primavera fiorirle nel cuore, e non potendo ancora goderne a causa di quella brutta nuvola che le ostacolava ogni cosa, prese ad inclinarsi un pochino, e credete per un albero non era una cosa facile.

Non è il caso che ti sforzi tanto!

Disse una voce, proveniente dalla nuvola nera.

E’ giunto il tempo che io ti lasci!

E detto ciò la nuvola prese a singhiozzare come commossa, la Betulla restò senza parole, in tanto tempo non aveva mai sentito parlare la sua nuvola nera, eppure lei di “parole” gliene aveva dette tante, e nessuna di esse era stata gentile. Ancora confusa, si raddrizzò dicendo:

Ma tu parli?

Certo che parlo.

Rispose la nuvola.

E piangi pure?

Aggiunse la Betulla.

Si piango! Piango perché sto per andare via, e so che mi mancherai troppo.

La Betulla aveva odiato con tutta se stessa quella impietosa nuvola nera, che non le aveva mai lasciato tregua, ma ora le iniziava quasi a dispiacere.

Mi spiace averti trattata sempre tanto male, se avessi saputo che potevi ascoltarmi, avremmo ragionato insieme e parlato, ti avrei chiesto del perché di tanta pioggia proprio su di me.

Cara ma il tuo grido di dolore era per me un eterna domanda, alla quale io ho sempre cercato di rispondere, ma purtroppo invano, tu non eri ancora pronta ad ascoltare le parole di una nuvola.

La betulla carezzò con i suoi rami la morbida nuvola, e la nuvola accolse quella carezza come un dolce addio, incominciando ad allontanarsi.

Nuvola, nuvoletta ed ora dove andrai, ti ricorderai di me?

Non potrò mai dimenticarmi di te, sei cresciuta al mio insegnamento e del tuo divenire io sono pregna di orgoglio. Vado lontano verso le terre del domani, dove sono ancora addormentati i semi del vivere, ne ascolterò le preghiere innalzate al cielo e sceglierò chi ha nel cuore un albero, e quello che tu sei divenuta, mi darà la forza per continuare la mia missione. Tu sei il mio più grande successo.

Un successo? Perché dici così?

Vedi i semi in terra sono tanti, e tutti hanno in se potenzialità, c’e’ il seme che darà vita ad un semplice filo d’erba ed averlo portato sino al realizzo della sua natura sarà il compito della brezza che lo alimenterà, c’è il seme destinato a divenire fiore e la pioggia sottile lo avvolgerà sino al suo sbocciare, ma tu eri destinata a diventare albero, un compito assai gravoso, e per te sono dovuta giungere io la tua nuvola nera, ed averti portata sino al realizzo della tua natura, è per me un grandissimo successo. Ora non c’è più necessità che io resti qui, devo andare via.

Addio nuvola.

Disse piangendo la Betulla, aveva imparato a voler bene anche al suo dolore, era divenuto parte di lei.

Non piangere, non volevi vedere il sole, ora guardalo splende su di te.

Disse la nuvola. La Betulla prese a guardare il cielo e finalmente potè scorgere la sua chiara luce, e quando ritornò a guardare la nuvola, essa era svanita per sempre, anche dal suo orizzonte.

Fu in quell’istante che accadde un fatto strano, la Betulla incominciò a fiorire anche se fuori stagione, e del profumo dei suoi fiori l’aria circostante s’impregnò tutta, giunse poi un vento misterioso che ne diffuse il meraviglioso aroma in ogni luogo, annunciando alla vita che un altro albero era nato.

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  1. elisa montinaro says:

    In ognuno dei nostri giorni è presente una Nuvola Nera, persino quando ciò che noi chiamiamo Sole splende negli azzurri cieli. In ognuno dei nostri giorni siamo chiamati a vivere il “distacco” dalle cose e persino da noi stessi, è una legge universale, ma, ogni volta che verrà “concesso” quel vitale scambio di energia, non rifiutiamolo, sia esso con una nuvola o con un sicomoro o con una betulla o con un fiore o con un filo d’erba o con una formica o con un moscerino! Siamo comunque affluenti dello stesso Fiume!
    A presto! Elisa

  2. Bellissime parole Elisa, complimenti sono le specchio di un amore universale.

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