


Sogno, Speranza e Illusione – La favola del Sogno primario Bisogno

Sogno, Speranza e Illusione
Sogno, regina del luminoso Castello della Vita, diede alla luce due creature, Speranza ed Illusione.
Le due piccole erano molto litigiose sin dalle fasce, tanto che la madre fu costretta, dapprima a tenerle separate in due culle diverse, e ben presto al muovere dei primi passi, persino a dividerle di stanza.
Speranza era bella come una dea, e più cresceva, più questa sua qualità si accentuava. Illusione invece era più scarna, meno vitale, ma in compenso aveva una forza mentale superiore a quella della sorella.
Le due creature, seppur figlie di una grande Regina di Luce, avevano nel cuore il male, e nascoste dietro falsi sorrisi, convinsero la madre ad abdicare.
Sogno cedette lo scettro solo per amore, credendo alla sincerità delle sue creature, ma da quel momento il loro volto da dolce, divenne truce e senza luce.
Per Sogno non ci furono più sorrisi, i giorni passavano tristi e la regina spodestata, fu relegata nell’ultima stanza di un altissima torre, incominciando a sentirsi stranamente debole.
Madre bevi questa tisana, vedrai che ti sentirai meglio!
Diceva Illusione.
Ma le sue condizioni si aggravavano di ora in ora, una febbre altissima la stava consumando, era ormai in preda al delirio, quando le sue figlie credendola incosciente, presero a ridere soddisfatte dicendo:
Speriamo muoia presto!
In quel istante Sogno comprese la verità, le sue amate figlie l’avevano avvelenata, portandola alla morte, e la comprensione di questa amara verità, fu più disgustosa di qualsiasi veleno.
Sogno morì sola, rinchiusa in quella torre buia, implorando il Signore di perdonare le sue creature, ingrate e malefiche, ma pur sempre il frutto del suo grembo.
Speranza ed Illusione divennero le incontrastate regine del regno, ma il castello di luce era tale solo perché regnava il Sogno, e con la sua dipartita le stanze divennero tetre, e il castello cadde in miseria.
Speranza ed Illusione furono perciò abbandonate da tutti. Speranza non affascinò più nessuno con la sua bellezza, ed Illusione non soggiogò più nessuno con la sua forza mentale.
Le due sorelle presero a litigare selvaggiamente, l’una accusava l’altra d’aver voluto la morte della madre, avevano purtroppo compreso che senza il Sogno, le Illusioni e le Speranze non potevano vivere. Erano come due fiori senza radice, ora che il Sogno si era spento, e fu così che appassirono in breve tempo lasciando la Vita. Quel giorno nell’elevarsi al cielo una accanto all’altra, così come erano nate, trovarono Sogno ad attenderle a braccia aperte e con il cuore colmo d’Amore. Sogno aveva chiesto al Signore una grazia:
Signore ti prego lasciale esistere, sono il frutto del mio grembo.
E il Signore dall’alto della sua immensa misericordia disse:
Sogno tu sei la stella più bella del creato, sia fatta la tua volontà, da oggi Speranza e Illusione ritorneranno ad appartenerti, e tu tornerai a risplendere nei cieli del mondo.
Sogno aprì il suo largo mantello trapuntato di stelle, e le sue creature per la prima volta impaurite, si rifugiarono sotto il manto della madre, rimanendoci per sempre.
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Hello! Cleo. e bello vivere sempre con illusioni, desiderio, e sognare immaginando cose meglio per il domani.
Come sempre bello leggerti.
Cari saluti.
Questa è psicanalisi freudiana a dimostrare che la favola è terapeudica. L’interpretazione dei sogni è lo strumento per arrivare all’inconscio. Ma l’interpretazione è lunga e laboriosa e, qualche volta, dolorosa. La favola, questo tipo di favola, evoca, facilmente, dei significati da noi già elaborati e quindi che sentiamo immediatamente nostri, senza l’elaborazione della nostra mente.
Grazie Peppino…il Sogno e la sua preziosità…