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La Danza della Costanza

Se della vita vorrai imparar la danza,
abbracciar dovrai la Costanza.

E fu così che Costanza entrò nella stanza, era lenta e attenta e si avvicinò al Cuore con uno sguardo pieno d’Amore.

Io sono la Costanza.

Disse senza baldanza, e le sue parole ebbero profonda risonanza.

Benvenuta Costanza in questa tetra stanza!

Disse il Cuore dal triste umore.

Tutto è tetro, quando si ha lo sguardo rivolto all’indietro!

Rispose Costanza.

Dove dovrei guardare? Lontano è il Mare, e vicino l’altare a cui tutto sacrificare!!!

Caro Cuore, nel trascorso hai ormai trovato posto, ma se non vivi il presente, nel futuro tu sarai assente.

Assente? Cosa vuoi dire Costanza?

Disse spaventato il Cuore.

Il tuo voler  indietro guardare non ti sta facendo avanzare, lasciandoti nel passato a camminare, e  quando il Domani avrà messo le mani sulla terra dell’Oggi, a te verrà a mancare la terra su cui i piedi poggi.  Il passato è la radice della tua matrice, solo se nell’oggi la forgi.

Costanza, ma io voglio esserci nel domani, insegnami la tua danza!

Disse il cuore  preso da disperazione.

Abbracciami!

Disse Costanza.

E il Cuore corse tra le braccia della Costanza, chiudendo gli occhi.

Costanza, terrò gli occhi chiusi affidandomi ciecamente alla tua guida!

Disse il Cuore.

Fu  lenta la danza del Cuore e della Costanza, tanti piccoli passi, fatti in avanti e fatti indietro,  e un giorno il Cuore continuando a tenere gli occhi chiusi, disse:

Costanza, ma così non si avanza? Per un passo fatto in avanti, indietro ne abbiam fatti altrettanti!

Apri gli occhi Cuore!

Disse Costanza.

Il Cuore aprì gli occhi e si trovò a danzare, non più nella sua tetra stanza, ma su una candida spiaggia nei pressi del Mare.

Costanza è l’altare sul quale tutto avrei dovuto sacrificare?

Chiese stupito il Cuore.

Cuore lo hai superato nel saper danzare, ora lascia me e abbraccia il Mare, è qui che ogni Cuore deve arrivare.