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Sangue, Lacrime e Terra – La favola della Vittoria

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Sangue, Lacrime e Terra

Padre voglio morire!

Impara a perdere, è stato un giusto combattimento!

Disse un Cuore trafitto da mille spine.

E’ tanto il dolore da non farmi sopportare più questa esistenza.

Una pietà infinita giunse al cuore del Padre di ogni Pensiero, nell’udire quella disperata preghiera, ma quelle stesse parole carpite invece dal Padre di ogni Vento, seppero accenderne la sete, e come una fiera impazzita all’odore del sangue che pulsa caldo da una vittima predestinata, chiamò a se il suo più spietato assassino per raccogliere il frutto dei suoi malefici semi incarnati. Presto un altro “morto vivente” si sarebbe unito al suo già grande esercito.

Giunse il Dolore nel vivere di quel Cuore, e richiamando a se i suoi artigli, lo liberò dal suo calvario, faceva sempre così prima di imprigionarne l’Essenza per sempre.

Il Cuore ferito e piangente continuò a camminare nel perdere rivoli di sangue, lungo il suo sentiero. Le sue lacrime si mescolarono al sangue e la mano invisibile del Padre di ogni Pensiero che era accorso in suo aiuto, plasmò con la sua terra, un coraggioso ed ardito cavaliere, che incominciò a seguire nel silenzio il Cuore.

E quando il Dolore scendendo con violenza gli tagliò il cammino, il Cuore rassegnato alla sua fine non smise di camminargli incontro, convinto dal suo vivere di sofferenza a sacrificargli la vita.

Vieni! – disse il Dolore con voce ferma- La tua richiesta è stata accolta, abbraccia il dolore e ti solleverai da questo vivere inutile ed insensato. La vita è un illusione, e da tempo che te lo insegnano le spine che ti ho conficcato nel cuore. Infine hai capito cosa il vivere insegna, sofferenza e dolore, sofferenza e dolore. Vieni e fa che io ti abbracci per l’eternità.

Il Dolore schiuse le sue braccia per accogliere quel Cuore, in un abbraccio che avrebbe spento per sempre il suo seppur fievole respiro.

Il mistico cavaliere, plasmato dalla mano del cielo, fatto di lacrime, sangue e terra, nel vedere ancora una volta piegare quel cuore addolorato, fu colto da grande ira e nell’aprire le sue due grandi ali volò, planando tra il Cuore e il Dolore, sguainando spada e scudo in sua difesa.

Non porterai via nessuno, oggi ci sono io a difendere questo Cuore e tu sai benissimo che non accetto interferenze, apri le tue nere ali è vola lontano da questa vita, io la difenderò oltre il tempo, io le apparterrò in eterno, io sono il Cavaliere della sua Anima.

Mi fai ridere e chi saresti tu, se non sangue, lacrime e terra, cosa puoi tu contro me che sono il DOLORE.

E così dicendo allungò le sue dita spinose verso il Cuore, provocandogli sofferenza, il piccolo cuore prese a gridare negli spasimi piegandosi nuovamente al dolore.

Ti prego Cavaliere dell’Anima – mentre il travaglio lo divorava – lasciami andare non rischiare la tua preziosa vita per me, io sono il nulla.

Il Cavaliere dell’Anima, diede un urlo potente alzando spada e scudo verso il cielo come consacrandoli ad una luce che il Dolore non poteva scorgere e un raggio di Sole scese colpendo le sue armi. Il Cavaliere dell’Anima triplicò la sua dimensione, e di fronte agli occhi sorpresi quanto spaventati dal Dolore, con la sua stessa spada si aprì il costato e nel raccogliere il Cuore dolorante lo posizionò al centro del suo petto, che ebbe a chiudersi immediatamente.

Il Dolore capì che quella terra non era più terra di conquiste, ora che il bene aveva triplicato la sua forza, aprì le sue ali per fuggire, ma il cavaliere lo catturò con una mano stringendolo sino a stritolarlo e facendone polvere ne concimò la sua terra.

Il Padre di ogni Vento, quando non vide far ritorno il suo spietato assassino con la vittima predestinata, capì, e colto da incontenibile rabbia, chiamò a raccolta il suo intero esercito per radere al suolo quell’esistenza, ma quando impartì l’ordine nessuno lo ascoltò, e una voce dall’alto riecheggiò potente:

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  1. elisa montinaro says:

    Carissima Cleonice, il tuo cammino illumina gli impervi e sconosciuti sentieri che molti percorrono ogni volta che decidono di intraprendere le vie che conducono alle profondità dell’Essere. Attendere, sperare, meravigliarsi, vivere per come la vita concederà, porterà
    di sicuro alla Gioia Immensa!

  2. Se siamo energia, come io credo, abbiamo già perso nascemdo. Diventiamo una parte troppo piccola dell’universo, ma purtroppo pensiamo di essere grandi e la lotta è sempre asimmetrica. Neanche Archimede con la sua leva ha vinto, è stato ucciso dai pregiudizi. Non c’è un giusto combattimento, perchè la giustizia è altrove, dove non lo so.

  3. La tua positività, elisa inebria. :) )

  4. Se siamo energia, come io credo, abbiamo già perso nascemdo.

    Queste parole colpiscono nel profondo, ma se nel nascere compissimo una qualche missione per il “tutto” del tipo rendergli la consapevolezza di quel che è?

    “Quel mare doveva prendere coscienza di se, e il Sole ebbe un idea meravigliosa! Se non sai di esistere in realtà non esisti e fu così che il mare escogitò un piano, per fare il modo che il mare si riconscesse tale.” Tratto dalla STORIA DEL VASO

    http://www.cleopa.it/2009/04/21/la-storia-del-vaso-la-favola-dellessenza-che-fa-di-se-esperienza/

    Le teorie in merito sono tante, nel mare magnum una in più non fa male :) )))

  5. Cleonice, potrei scrivere un trattato sull’argomento, ma dico che dopo la filosofia, che è cresciuta sulla critica delle religioni, la tua *Favola Spirituale* è oggi la risposta che cercavo. Spinoza, il filosofo panteista, parlava proprio di “tutto”. Spirito o energia? Dobbiamo solo scegliere la parola,ma la sostanza è che la *Favola Spirituale* è il nostro presente, ADESSO, tu capisci, lo so.
    Ok

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