Il disincanto
La Luna aveva smesso di cantare, e la Vita senza il canto della Luna non aveva occhi.
Luna perché più non canti, così i miei occhi sono spenti!
Disse la Vita.
Solo attraverso il tuo canto io vedevo tanto.
Vita non canto, perché quel che ora vedo non è vanto.
Luna ma se tu canti solo di quel che alla Vita vanti, io avrò gli occhi sempre spenti.
Si lo so Vita, ma se tu sapessi quel che la mia luce scorge, vedresti dove la vita più non sorge.
Anche se occhi non ho, io già so.
Rispose la Vita.
Sai? E come è possibile se te l’ho sempre celato questo lato.
Non si cela quel che appartiene al creato, il suo fiato è il mio fiato, non è semplicemente un lato.
E fu così che la Luna alla Vita cantò, anche dove cuore non trovò.
Vita hanno appena offeso un cuore e lui se ne muore per il dolore!
E la Luna disse:
Prendimi per mano e accompagnami da chi è stato offeso e sente sul cuore il peso.
La Luna prese per mano la Vita e la condusse sino al cuore offeso e vilipeso:
Uomo dammi il peso che porti nel cuore!
Disse la Vita mentre l’uomo era ormai alla deriva.
Chi sei splendida creatura, cieca per natura e chi è che ti affianca e tra le cui mani mai lanterna manca?
Io sono la Vita e al mio fianco c’è la Luna, non aver paura alcuna, concedimi di poter abbracciar il tuo peso.
L’uomo offeso e vilipeso, prese il peso che aveva sul cuore e la Vita lo strinse al petto con amore.
La Luna guardava stranita la Vita che sembrava quasi inebetita, quel peso era stato un duro colpo, la Vita si piegò per un attimo indebolita e quando si riebbe, guardò la Luna dicendo:
Oggi vedo e non più solo sento! Nel tormento io ho trovato sentimento.
Vita che accade?
Chiese la Luna intimorita.
Ora so cosa vuol dire essere Vita, perché l’ho sentita scorrermi tra le dita. La Vita cieca rimane sin tanto solo del vanto ascolterà il canto, il creato è variegato, talvolta grato, altre ingrato, ma la vita non è solo prato, ma è anche fiume straripato, ponte crollato, cielo oscurato, è nell’alternanza la sola danza, la vita cieca non avanza.
Vita perdonami se ti ho resa cieca.
Disse la Luna rattristata.
Non sia triste il tuo cuore, lo hai fatto per amore, e seppur in errore ti riconosco onore.
E fu così che la Vita incominciò a vedere anche quel che non avrebbe voluto vedere, e la Luna a cantare anche quello che non avrebbe mai voluto cantare, e quel mare che era il creato fu completamente osservato sotto ogni suo lato, e la Vita capì che il creato era ammalato e che doveva essere sanato.
Solo se vedi il male, lo puoi poi curare. Luna adorata canta la vita che non incanta, nel disincanto la strada verso il vero vanto!
Disse la Vita ormai rinsavita.






















