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Notte e Giorno – La favola del ritorno

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fata-dellalba

Notte e Giorno


Esisteva solo la notte nera e le sue creature che alla luce delle stelle cercavano di calmar le loro paure, quando dal cuore oscuro di chi ormai si sentiva al sicuro, nell’aver sollevato tra il buio e la luce un muro, una nuova essenza aveva di se compresa la valenza, e della notte buia decise di far senza.

Rivelami il perché della tua grazia, cos’è che dentro ti sazia?

Disse il re della Notte alla sua consorte.

Sazia dici?

Non hai più fame d’oro o di qualsiasi altro tesoro, ti offrirò allora il mio cuore, concedimi l’onore di bagnarti nel mio amore!

Il re della Notte, non voleva si schiudessero le porte a quella che voleva come sua consorte.

Notte io di te fui sposa e parte di me ancora in te riposa, ma nella luce io colgo la mia pace, il mio nome è GIORNO e alla luce anelo di far ritorno.

Aspetta mia sposa ho da farti vedere una cosa, non esser ambiziosa con la velleità della tua prosa.

Disse la Notte, svelandosi nella sua interezza.

Giorno vide il re della Notte aprire il suo nero manto e ne uscì una beltà tale che al suo cuore tolse il comando.

Osserva la pienezza della mia bellezza!

Disse Notte cogliendo del Giorno la debolezza. Giorno senti le ginocchia indebolirsi e il fiato mancarle, mentre il magnifico sovrano le porgeva la mano e con l’altra le mostrava un abito lontano, cucito con lembi di cielo nero impreziosito di stelle brillanti come diamanti.

E’ quello l’abito che ho cucito per te, offrimi la tua mano e bacia le mie labbra, tu sarai la mia Regina.

Regina della Notte?

Disse Giorno in preda ad agitazione.

No!!! Non vi farò mai ritorno.

Osserva bene quell’abito, le stelle del cielo ti saranno vicine e della notte diverrai preziosa parte.

Giorno immaginò quell’abito fasciante fatto di cielo nero e stelle e capì.

Sovrano la tua beltà è l’ultimo inganno, l’abito che mi hai riservato, della notte non mi renderà regina, perché se nero metti su nero niente mai si vedrà davvero. E’ regina solo quel che è evidente e nella notte del mondo non si vede niente.

Il sovrano sentì scoperto il suo arguto inganno e adirato, disse:

Di te sono innamorato, ma resto pur sempre un Re ingrato, esigo per me il tuo fiato.

Giorno vide il re della notte aleggiarle attorno per darle la morte, e alla luce fece naturalmente ritorno. Quando fu dall’altra parte osservò il sovrano starsene in disparte, triste per quella che voleva fosse la sua consorte sino alla morte. E fu così, che Notte continuò a rincorrere Giorno, attraverso le strade del tempo, in un circolo eterno. Giorno nella luce della vita allungò le dita e della sua scelta mai ne fu pentita, perché nella luce della vita non le necessitava alcuna corona, la luce ad ogni cosa dignità dona.


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  1. Affascinante questo rinorrersi del giorno e della notte. Mi è venuto in mente che, in fondo, non si conoscono mai, si sfumano. Non sarà forse anche il nostro destino? Questa è la morale per me. Ci si consoce mentre l’altro, solo si ” intravede “. Ma mai completamente.

  2. Una medaglia con le solite due facce…per avere la visione dell’intero bisognerà aver preso coscienza per intero della nostra essenza.

  3. La mia è quella della sorpresa, sempre. Si sente quello che si dentiva nell’infanzia solo così, secondo me. E’ l’eterno ritorno della filosofia? Forse, ma è mio sicuro! Mi pare che sia anche quello del tempo: notte e giorno si alternano, ” sfumandosi”.

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  1. Newsletter del 27 aprile 2009 - Un bicchiere a met - [...] NOTTE E GIORNO [...]

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