


Ardore e Castità – La favola del desiderio

Ardore e Castità
Ardore e Castità erano le due belle figlie di Desiderio, sovrano incontrastato di un grande ed antico regno che era il Vivere. Il sovrano, ormai anziano aveva deciso di abdicare, ma tenendo allo stesso modo per le sue due figlie, non se la sentì di preferire l’una all’altra, e affinché nessuna delle due perdesse la sua sovranità, decise di dividere in due il regno, assegnando ad entrambe una metà da governare.
Le due sorelle insignite di tale onore, accompagnate dalla loro corte, raggiunsero i loro castelli, situati nei due lati opposti del regno, e nell’abbracciarsi addolorate si salutarono per sempre.
Ma un regno diviso è un regno debole, ciò che nasce unico non è poi separabile, e mentre Ardore impartiva le sue leggi nella propria metà del regno, Castità governava con le proprie. L’esercito fu diviso, e le frontiere divennero facilmente penetrabili dai nemici.
Desiderio dall’alto della sua torre, dove si era ritirato per controllare il suo dominio, prese atto che nel dividere il suo regno ne aveva assicurata la veloce fine, pertanto convocò le Regine con urgenza dicendo:
Un regno diviso nel cuore è un regno debole, avrei dovuto prendere esempio dal cielo, unico regno che alterna due grandi sovrani, il sole e la luna.
Voi Regine da oggi vi alternerete nel governare questo Regno Unico, così come il sole la luna fanno da sempre. Nel dividere ciò che è nato unico io avevo decretato la sua fine.
Ardore e Castità si presero per mano, erano sì diverse ma entrambe mosse dall’Amore, e così come era volontà di Desiderio il regno fu riunito.
Da quel giorno Ardore e Castità si alternarono al comando del loro regno, così come il giorno si alterna alla notte, così come il sole cede il passo alla luna, e nell’armoniosa danza di questo vivere il loro regno fiorì così come non aveva mai fatto.
L’ardore e la castità, sono il giorno e la notte del nostro desiderio, essenze indivisibili ma al contempo opposte, che alterneranno il loro sorgere nel nostro essere senza mai prendere il sopravvento l’una sull’altra.
Intervallandosi come due sorelle amorevoli nella sovranità del nostro essere.
Non sia in errore l’umano occhio nel dare ad una lo scettro del comando, relegando l’altra nei sotterranei del vivere, entrambi sono Regine della Vita e come tali meritano il nostro riguardo. Sia come il giorno e la notte il desiderio degli uomini, nell’alternanza l’armonica visione di un vivere pieno.
Le Favole della Vita
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Una grande profondità. Se Narciso si specchia, come fa, vede l’altra sua metà. Secondo me, questa favola non è solo spirituale è di più, è anche morale. E’ la favola, che se la vita mi riserva una cosa, questa è dentro di me e non riposa . E’ la gabbia che si apre e mi lascia uscire per partire per la vita e questa finalmente sarà mia.
Desiderio governa il mio mistero che, per fortuna, è un desiderio vero.