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Il sentimento della Spiga – La favola dell’Amore in ogni cosa

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Il sentimento della Spiga

E venne il tempo del grano, il campo di spighe sembravano un maestoso mare d’oro, e il vento le carezzava formando grandi e sinuose onde.

Il vento era intento nella raccolta di grano da portare lontano, dove non arriva la mano, quando una vocina lo interruppe dicendo:

Vento ti affido il mio sentimento!

A parlare era una Spiga tra tante.

Cara hai detto sentimento? Ma io ho solo raccolto un tuo semento?

Dici il vero Vento, ma quel semento è intriso del mio sentimento, perciò ti prego sta attento!

La voce della Spiga era accorata e il Vento nel portare i suoi semi stette particolarmente attento, e quando fu giunto il tempo di lasciarli andare, scelse con particolare cura la terra in cui farli planare.

I semi affondarono in una soffice e fertile terra, ed immediatamente presero a germogliare come per magia. La mano che di quella terra aveva cura, restò a dir poco meravigliata e seguendo il vento di ritorno dalla sua missione, volle vedere chi era la Spiga che aveva partorito tal semento. Giunta a destinazione la mano vide la Spiga intenta nell’osservar lo scorrere del tempo, senza dimenticar mai di affidare il suo semento al vento:

Ti raccomando stai attento è il mio sentimento!

Si premurò di raccomandare ancora una volta al Vento.

Cara Spiga, stai serena le tue sementi hanno già arricchito terre e menti.

Rispose il Vento come per tranquillizzarla. Un improvvisa ombra prese a girare attorno alla Spiga, e dopo averla osservata con circospezione disse:

Sei tu la Spiga che ha partorito tal semento?

Una grande mano si schiuse dinnanzi ai piccoli occhi della spiga, mostrandole il suo sentimento… ops semento, e la spiga rispose:

Si, sono miei quei semi.

Tu Spiga hai dei bellissimi sentimenti!

Disse la mano.

Grazie mano.

Rispose piena di gioia la spiga.

Da dove provieni?

Continuò dicendo.

Per il tuo e grano sano, io vengo da molto, molto lontano.

Tienilo pure e fanne buon uso, in quei sementi ci sono i miei sentimenti.

La mano carezzò la spiga e poi prese a scavare dei fossetti tutti attorno alla sua terra, sino a sollevare la zolla che conteneva la spiga e la sua radice. La spiga si sentì scuotere ed allarmata disse:

Che succede!!! Dove mi porti?

Cara spiga è tempo di andare.

Rispose la Mano.

Dove?

Andiamo nella terra del futuro dove ogni tuo seme è già un frutto maturo.

Davvero e come può essere?

Ci sono semi che maturano in fretta vieni con me e vedrai!

La Spiga si lasciò cullare dalla mano, che a cavallo del vento la condusse sino alla sua terra, una terra ricca di vegetazione e alberi da frutto, dove ogni fiore cantava all’unisono con l’universo, dove ogni foglia giocava col vento, dove ogni nuvola era il guanciale di un sogno.

Che posto è?

Chiese la Spiga.

E’ il luogo dove i tuoi semi sono già maturati!

Rispose la mano. La spiga fu accolta con grandi onori e la mano la pose delicatamente su una verdeggiante collinetta, affinché tutti la potessero vedere.

Perché mi hai messa qui sopra???

Chiese la spiga.

Mettimi tra le altre, ho visto che anche qui ci sono immense coltivazioni di spighe.

No cara, il tuo posto è su questa verde collinetta da qui i tuoi semi potranno sulle ali del vento volare in ogni luogo. La tua premura nel raccomandar al vento ogni tuo semento, ha fatto si che il vento li depositasse in una terra che del sentimento è serra.

E dall’alto della sua collinetta la Spiga, che in ogni semento metteva sentimento trovò il suo completamento.

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  1. Maria Bonaria Fanunza says:

    Posso immaginare quella povera spiga tutta sola vedersi portare via da una mano sconosciuta, e venire trasportata in un’altro posto che non era il suo posto.Ma dato che era così fortunata ad essere una spiga graziosa si lasciò portare via, poi vide che non era male trovarsi in un’altro pianeta non come il suo, si adattò subito alla nuova terra dove germogliavano i suoi chicchi meravigliosi e prelibati, li misero in una collina da dove poteva spiccare il volo e portare il suo Grano fino oltre i confini della terra.Cara Cleo, questa mi sembra una pagina del Vangelo, portare la Parola di Dio su tutta la terra.Baci Maria Bonaria Fanunza.

  2. I cambiamenti ci spaventano, sembra quasi che ci strappino le radici dalla terra e pertanto ci destabilizzano, ma sai come si dice non tutti i mali vengon per nuocere, nel caso della piccola spiga che metteva sentimento in ogni suo semento, quel cambiamento fu essenziale, perchè le diede la possibilità di vedere i suoi semi maturati e come se avesse fatto un salto nel tempo, e si rese conto che il suo raccomandare al vento il suo sentimento era cosa buona…

    Un bacio Maria

  3. Cleonice, secondo me, più i cambiamenti ci spaventano,più non siamo semi che maturano, proprio, forse, come tu intendi e questa non è una cosa buona, proprio come dici tu, credo. Poi, siamo proprio sicuri che sia la paura la nostra vera altura? Questo lo dico a te * Favolista Spirituale* sensibile e, a modo suo, geniale. O siamo noi che rimuoviamo i nostri albori e li affidiamo a qualc’un altro a cui mettiamo la maiuscola davanti. Pensa se il sole, quindi anche la luce e il calore che ne vengono, avessero paura di se stessi,dimenticando quello che sono veramente. L’unica nostra ancora, perfino l’amore, necessariamente,viene dopo, cosa saremmo noi senza luce e senza calore, niente. Allora avere paura dei cambiamenti può anche significare non essere e affidare a un altro ESSERE tutto. E nella realtà non succede proprio così?
    Certo io sono ateo e anche pragmatico e quindi pratico.
    Proprio per questo, forse, vedo nella *Favolista Spirituale* una grande opportunità per imparare a non aver paura mai.
    Insomma per arrivare al concreto, bisogna passare per l’astratto e questa non è filosofia, è il motivo per cui ti seguo.
    OK

  4. La PAURA è una terra sacra irrorata dalle lacrime della COSCIENZA, ed è in questo luogo che considero sacro e fertile che nasce il CORAGGIO, chi si dice coraggioso deve per forza di cose aver conosciuto la paura e i suoi profondi abissi, altrimenti quel che chiama CORAGGIO, sarà un vuoto arrivo, figlio dell’incoscienza…

  5. Allora avere paura dei cambiamenti può anche significare non essere e affidare a un altro ESSERE tutto. E nella realtà non succede proprio così?

    Affidare a un altro Essere tutto, non credo sia la strada, ma è di certo la strada più “facile”, che purtroppo innesca una catena di disistima profonda e logorante per l’essere che accetta questo tipo di compromesso.

    Diversamente cogliere l’aiuto per mutarlo in occasione, per giocare in prima persona col proprio essere, questo è qualcosa di meraviglioso, che capita raramente quando davvero vige il nobile sentimento dell’amicizia disinteressata.

    Io ho sempre desiderato questo tipo di cosa :) )) ed oggi per la prima volta posso dire che un sogno si è realizzato.

  6. Proprio per questo, forse, vedo nella *Favolista Spirituale* una grande opportunità per imparare a non aver paura mai.
    Insomma per arrivare al concreto, bisogna passare per l’astratto e questa non è filosofia, è il motivo per cui ti seguo.

    Non mi segui, TI SEGUI…la tua terra ha visto lune e soli, e di frutti ne ha partoriti tanti e ancora tanti ne darà alla luce, perchè la mano che la cura, non si è mai adagiata ad una sola coltura impoverendo così la sua terra, ma ha sempre cercato con mente aperta altrove…quel che ancora non sa…

  7. Cleonice, ho letto e sentito che è inutile mettere il dito, è una metafora per dire che non posso che confermare “TUTTO”.
    Sono sorpreso, ma ti seguo anche per questo, come un ateo, come me, veda nella *Favola Sperituale* l’inizio della fine di un crinale, questo è un altro mistero, per me.

  8. Non mi segui, TI SEGUI, è già una *Favola Spirituale*.
    OK

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  1. Newsletter del 12 aprile 2009 - Siamo BELLISSIMI - La Piccola Voce - [...] IL SENTIMENTO DELLA SPIGA [...]

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