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Non c’è Rosa senza spine – La favola della comprensione

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Chiarart

Non c’è rosa senza spine

tratto dal libro: La Piccola Voce

Osserva il tuo giardino! – disse il Sole alla Bambina – Lì potrai scorgere insegnamenti antichi, la sua saggezza è frutto di millenni di crescita umana.

La Bambina si chiese come potesse il suo giardino essere il frutto della crescita umana, e il Sole che sapeva ascoltare anche senza udire, rispose:

Osserva e capirai!

Il giardino di quella bambina era un campo di fiori coloratissimi e vari, la luce tiepida del sole lo inondava, e ogni fiore cresceva alto e forte. La piccola trascorreva le sue giornate osservando e intuendo la vera natura delle cose, senza riuscire però a cogliere il senso delle parole del Sole.

Mentre ammirava la bellezza di quel giardino s’incantò a osservare la meravigliosa visione di un fiore che aveva petali di velluto, tese la mano per carezzarlo e il fiore la punse.

La Bambina ritirò la mano dolorante, e con un po’ d’irritazione si rivolse a quel fiore ingrato, dicendo:

Io volevo solo carezzarti e tu mi hai punta, la tua bellezza nasconde una feroce trappola, dimmi il tuo nome.

Il fiore sembrò risvegliarsi da un lungo letargo, alla Bambina parve quasi di scorgere uno sbadiglio, e ancora assonnato disse:

Io sono una rosa, mi spiace che ti sia punta, ma la mia natura è questa e non sono in grado di modificarla, solo il tempo sa modellare e migliorare ogni cosa.

La Bambina si sentì un po’ in colpa per aver reagito con tanta indelicatezza, e stavolta con voce più delicata rivolse alla rosa una domanda:

Sai tu parlarmi dell’origine del tutto?

La rosa sorprendendo la piccola disse:

Noi siamo il risultato dell’origine, il nostro essere racconta il suo passato e il suo domani è già in parte scritto dai nostri pregressi passi.

La Bambina sorrise nell’ascoltare parole tanto complesse da una semplice rosa, e mossa da sincera meraviglia le chiese:

Quale potrebbe essere il tuo passato, e che futuro può avere una rosa se non rinascere tale, non sei semplicemente un fiore?

In ogni elemento della vita è racchiusa la memoria dei ricordi, non esistono elementi più o meno importanti di altri, noi tutti siamo una barca in mezzo al mare che tenta di giungere alla riva. Insieme affronteremo le tempeste, e insieme godremo del sole che illumina i nostri giorni. Non conta che tu sia una bambina ed io una rosa, camminiamo insieme, piccola mia, insieme. E affinché questo lungo peregrinare per i mari non ti appaia un’inutile perdita di tempo, sappi che ciò che oggi siamo lo dobbiamo al viaggio che i nostri progenitori intrapresero molto tempo addietro. Ogni cosa nell’evolversi si perfeziona, smussa i suoi lati più impervi, lasciando sbocciare il fiore che è in ognuno di noi, e questo vale sia per gli uomini che per le piante.

Ma gli uomini non sbocciano come i fiori, o forse volevi intendere sbocciare nell’animo, cioè da cattivi diventare buoni?

Non proprio. Si nasce piccoli per divenire grandi ed è cosa ben diversa, non credi?

Rosa, ma che dici, gli uomini sono già grandi, mi sa che la teoria dell’evoluzione ti ha alquanto confusa.

Sì piccola, hai ragione. Gli uomini sono Grandi e tanto ancora più Grandi diverranno.

La Bambina avrebbe voluto carezzare la rosa ma ne ebbe timore a causa delle sue lunghe spine, e le disse:

- Ritieniti carezzata.

- Piccola mia, non c’è rosa senza spine. La vera saggezza nasce dal confronto degli opposti, il bello e il brutto, il dolce e l’amaro, l’amore e l’odio; solo conoscendo i due antitetici aspetti di una stessa medaglia sarai in grado di coniare il più prezioso dei monili, che avrà su entrambe le facciate il segno della tua comprensione. E oggi che hai carpito a una semplice e modesta rosa uno dei segreti fondamentali della vita, immagina un prato intero cosa avrà da dirti, continua a girare e troverai il senso della vita, che va ben oltre ciò che si può cogliere con un semplice sguardo. Ascolta il vento, egli sussurra le parole che non hai mai sentito, ascolta il mare che riecheggia del suo stesso ansimare, ascolta le stelle, sapranno condurti alla luce, ascolta il tuo animo, parla con la stessa voce.

La Bambina mentre correva per il suo giardino disse:

- Lo so!

E nel dirlo prese a volare nel cielo.

La rosa osservandola con sorpresa capì che quella che sembrava una bambina era invece un angelo del Signore, e l’immenso giardino a cui essa stessa apparteneva, altro non era che il suo animo.

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  1. Cleonice, a quest’ora, mi evochi che c’è dentro di noi un conflitto, che si può sintetizzare in: istinti di vita e istinti di morte. E’ un pezzetto che sto riflettendo, se la coazione a ripetere, la spinta a tornare nell’” utero “, la compenetrazione nell’altro insomma, sia l’ultima possibiltà che abbiamo per la comprensione e che NESSUNO è quella integrazione, che porta alla comprensione che forse può essere l’ultima nostra azione, prima di annullarci nell’altro. Insomma pensiamo di progredire e cerchiamo sempre l’origine, un bel paradosso!!

  2. Io penso che quel NESSUNO sia il fiorire di una nuova coscienza, che mescola al prossimo conservando integra la propria imprescindibile UNICITA’, siamo tutti NESSUNO ma al contempo QUALCUNO.

  3. Nessuno è l’unico qualcuno, l’ho scritto nel PARADOSSO. Forse, come al solito, si può sintetizzare nella frase: é singolare essere e tutto sarebbe, oltre la geometrie dell’estetica, dell’etica, della morale, delle religioni, insomma l’oltre uomo di Nietzsche.Gli ebrei aspettavano il messia, ma poi non l’hanno riconosciuto ed è diventato NESSUNO ed ancora lo è, anche a Pasqua.

  4. Maria Bonaria Fanunza says:

    Come una Rosa la vita, ha qualche spina, anzi più spine che Fiore anche se così bella la Rosa è il fiore che preferisco di più,pur sapendo che può pungermi di continuo se non sto attenta, ma è più forte di me,le coltivo anche nel mio poggiolo c’è no di tre qualità, mi sono innestata in una pianta di rosse ne ho fatte sbocciare anche Bianche, Gialle, che sembrano abiti di Ballerine, vedere poi in una sola pianta tre qualità di Rose è solamente una cosa meravigliosa.Però sto attenta a non pungermi adopero i guanti.Grazie Cleo Sei sempre meravigliosa ti voglio un sacco di bene Maria Bonaria Fanunza.

  5. Che bello Maria sai innestare le rose? Mi insegni qualche segreto? Io ne ho una Rossa.

  6. Cara Cleonice, io non ti conosco, ma lo stralcio della tua favola mi ha colpito. Io insegno in una quinta nella scuola primaria, spesso utilizzo le favole per riflettere e nel mio piccolo tentare di passare valori, penso che utilizzerò questa favola per riflettere su come le spine siano necessarie per crescere ed evolvere. Grazie, un saluto Grazia

  7. :) ))) Grazie…fammi sapere com’è andata…

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