La cantilena della foglia figlia – La favola dei pensieri ossessivi

La cantilena della Foglia figlia

Anche quando le nostre parole sembrano insensate, è la nostra mente che urla nella speranza d’esser ascoltata. Fermati per un istante e non tentare di interpretare il pensiero che ti affligge, ma considera il male che è alla base del fiore malato.
I pensieri ossessivi sono fiori malati che invadono la mente, ma ogni fiore viene dalla pianta, pertanto, non seguire il pensiero che ti affligge, ma guarda alla pianta.

C’era una volta una foglia che apparteneva ad un grande albero, e con la sua vocina gridava, e gridava sempre una stessa cantilena:

Foglia, figlia a nessuno assomiglia e seppur somigliasse sempre foglia figlia, ritornasse.

Ma le foglie sorelle che le erano affianco, mal sopportavano la sua vocina insistente e petulante ed un giorno in gruppo andarono dalla Foglia Maestro a fare le loro rimostranze contro la piccola e petulante sorella.

La Foglia Maestro informato dell’accaduto, chiamò la piccola foglia, chiedendole perché non la finiva mai di urlare quella fastidiosa cantilena, e la piccola foglia, con gli occhi tristi e pieni di lacrime disse:

Maestro mi inchino alla tua superiorità, hai tu ascoltato le parole della mia cantilena, sono insensate, io mi sento impazzire. Nella mia mente girano sempre le stesse parole, mi sento bruciare da un fuoco che lentamente mi sta divorando l’anima. Spero tanto che una folata di vento venga a prendermi io non voglio più vivere?

E la foglia Maestro guardandola impietosito, disse:

A dire il verso ti ho sentito cantare, ma non ho prestato attenzione alle tue parole, ero troppo preso dai miei impegni. Prego canta pure, ti ascolterò con attenzione.

E la piccola foglia prese a cantare, con voce stridula intonando il suo ritornello.

“Foglia, figlia a nessuno assomiglia e seppur somigliasse sempre foglia figlia ritornasse.”

La foglia maestro guardò la piccola foglia, con ancor più grande pietà, dicendole:

Giammai parola mi fu più ostica di quelle da te proferite, mi spiace piccola foglia non riesco a comprenderne il senso, sempre che ne abbiano.

Non so grande Maestro, queste parole mi riecheggiano nella mente e non posso far a meno di ripeterle, ti prego aiutami!

Capisco – disse il grande Maestro – qualche particella del tuo cervello deve essere impazzita e tu non riesci a tacere.

Quanto è vera la tua parola grande Maestro, ed ora che posso fare per poter guarire da questo male.

Và verso quella montagna a cui piedi riposa un limpido laghetto, prega per tre giorni e per tre notti, e al sorgere della luna piena, bevi un sorso d’acqua e ritorna qui.

La piccola foglia, partì per la montagna e giunta nel luogo indicatole dal grande maestro, attese che scendesse la prima notte, intanto quelle parole continuavano a girarle per la mente, e lei stanca e senza più forze si addormentò.

L’indomani niente era cambiato quelle parole le giravano sempre per la mente, in modo ossessionante, la piccola foglia aveva tentato più volte di fermarle ma proprio non ci era riuscita.

La penultima notte guardando il cielo elevò la sua disperata preghiera:

Signore di tutte le foglie, calma la mia mente impazzita che eternamente mi serve sempre la stessa pietanza, costringendomi poi a ripeterla a chiunque mi incontri sulla sua via.

Signore di tutte le foglie, che male ti ho fatto per avermi in tale modo punita, ti prego fa che questi pensieri ossessivi vadano via dalla mia mente.

Giunse l’ultima notte al sorgere della luna piena, la piccola foglia bevve il sorso d’acqua come la foglia maestro le aveva ordinato e in quel istante il suo pensiero ossessivo cessò d’essere.

La foglia felice più che mai prese la via del ritorno, la luna piena era ancora alta e le stelle brillavano intensamente, la foglia tornò all’albero, e la comunità l’accolse con gioia come se fosse un eroina dal ritorno da una cruenta battaglia.

Poi salì sul suo ramo felice con la mente libera, ma prima di prender posto, corse dalla foglia Maestro dicendo:

Come hai fatto a capire quale era il rimedio al mio male?

E la foglia Maestro:

A dire il vero io non sapevo come guarirti, ma ho pensato che un po’ di tempo passato da sola con te stessa ti avrebbe aiutato ad ascoltarti. Piccola foglia anche quando le nostre parole sembrano insensate, è la nostra mente che urla nella speranza d’esser ascoltata. Fermati per un istante e non tentare di interpretare il pensiero che ti affligge, ma considera il male che è alla base del fiore malato. I pensieri ossessivi sono fiori malati che invadono la mente, ma ogni fiore viene dalla pianta, pertanto, non seguire il pensiero che ti affligge, ma guarda alla pianta. E tu nel seguire le parole sei arrivata al tuo cuore.

Foglia Maestro sei sempre saggio, ma io non ho fatto nulla per guardare alla pianta, anche perché non avrei saputo dove osservare.

Invece si piccola foglia, tu nella disperazione hai trovato la tua pianta, e la forza della tua volontà l’ha sanata, guarendo il tuo fiore malato.

“Foglia, figlia a nessuno assomiglia e seppur somigliasse sempre foglia figlia ritornasse.”

Ripeté stavolta la foglia Maestro, e la piccola foglia premendosi le mani alle orecchie quasi terrorizzata, disse:

No, No non voglio più ascoltare quelle parole!!!

Non aver paura.

Disse la foglia Maestro.

Quelle parole non ti perseguiteranno più, tu hai superato con grande merito quel burrone oscuro. Ed ora a voi foglie che siete qui riunite per acclamare la nostra foglia sorella, ricordate quando sarete afflitte da un pensiero ossessivo, quei pensieri ostinati e ridondanti che mai vi lasciano neanche per un istante, di non applicarvi sul senso del pensiero stesso, ma di andare alla radice del male.

La radice del male è la vostra mente e non il pensiero generato.

Curate la vostra mente, e quando avrete ripulito la sua terra, i pensieri ossessivi svaniranno per sempre. La nostra piccola foglia e riuscita nel giro di tre notti a ripulire la sua mente e a riacquistarne il controllo, sia di esempio per tutti voi.

Un ultimo consiglio la mente è una terra fertile, qualsiasi cosa voi ci pianterete crescerà, se affonderete semi marci poi non attendetevi lo sbocciar di rose.

Piccola foglia da oggi il tuo posto è accanto a me, la tua forza di volontà è grande e la mia stanchezza è tanta, da oggi la scuola del mio sapere si apre ad un alunna speciale, la nostra piccola foglia che da oggi per tutti noi sarà Foglia Figlia.

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