PROVERBI SUGLI ANIMALI

asinello

L’Asinello un ingiusta nomea

A pensarci però, ci si accorge di quanto la nomea dell’asino sia ingiusta. Non solo perché è stato dimostrato che possiede un’intelligenza pronta, che è molto curioso e sensibile, ma anche perché, denigrandolo quel modo, si dimenticano millenni di fatica spesa per farla risparmiare all’uomo. Non il più piccolo ringraziamento per il lavoro che l’asino ha svolto per noi, anzi solo battute cattive, insulti e maltrattamenti.
Circa settemila anni fa, l’asino era un animale selvatico che viveva nelle zone desertiche dell’Egitto e della Nubia. Era perfettamente adattato all’ambiente: si nutriva con pochissima erba e anche di rovi spinosi, beveva di rado, sopportava tranquillamente il caldo torrido del giorno e il gelo della notte, sapeva scalare rocce e muoversi con agilità sui pendii ripidi e scivolosi. In poche parole, un vero miracolo dell’evoluzione. Poi l’uomo si accorse di queste sue doti e ne fece uno schiavo.

Brano tratto da:
LA RIVINCITA DEGLI ASINELLI di Roberto Allegri

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Cavallo e cavalla cavalcali sulla spalla,
asino e mulo, cavalcali sul culo.

Il cavallo e la cavalla sono sempre stati considerati nella storia animali “nobili”,  salire in groppa ad un cavallo in spalla è il modo corretto per cavalcare, proiettando il tutto nella solita dimensione “umana” vuol dire riconoscere stima a una determinata categoria di persone. L’asino e il mulo, invece,  sono sempre stati considerati animali “volgari”, perciò impiegati per i lavori più umili e faticosi,  e soprattutto considerati poco intelligenti e ottusi (cosa che non condivido assolutamente) pertanto per  “cavalcali sul culo”, si vuole intendere sempre proiettando tutto sul piano umano, che a determinati tipi di persone assimilibili per carattere agli “asini”, non bisogna mai dare ascolto.

“Nel tempo i condizionamenti mentali a cui siamo stati sottoposti, hanno lasciato spazio alla nostra “intelligenza” che ha sete di conoscenza, pertanto Vi consiglierei di approfondire sugli asinelli, ne rimarrete senz’altro sorpresi, e riabilitereste un animale che per secoli e stato sottovalutato e purtroppo sfruttato.”

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Asino punto convien che trotti.

Alcune tipologie di persone, assimilate alla personalità degli “Asini” per poter prendere delle decisioni devono essere costrette, perchè da sole non hanno capacità decisionali.

Si chiama onoterapia, e prevede il contributo dell’asino per intervenire su disagi di carattere relazionale e comportamentale, ma non solo.

Brano tratto da: L’Asino, intelligente e coraggioso di Crizia Narduzzo

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Il benessere del padrone
dura come un trottar d’asino.

Il trotto dell’asino è lento, pertanto il benessere del padrone dura a lungo.

“Tre volte cadde sulla mulattiera, poi la mitraglia al suolo l’inchiodò; nell’occhio spento c’era una preghiera il conducente in pianto lo baciò”.

Brano tratto da: Il Mulo con la Penna Nera

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Il buono a qualche cosa è
l’asino del pubblico.

I buoni talvolta finisco per apparire sciocchi agli occhi della gente.

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Quando il sol tramonta,
l’asino si ponta.

“Si ponta”… si ferma, resta immobile come un ponte, quando il sole tramonta l’asino smette di lavorare.

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Tanto ce n’è per l’asino,
quanto per chi lo porta.

Anche qui l’asino viene considerato un animale sciocco, e riportando il tutto ad un livello umano può essere interpretato così: Se ti accompagni ad una persona sciocca vieni considerato alla stessa maniera.

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Attacca l’asino dove vuole il padrone.

Altrimenti detto: “Dici di sì che non fai mai male”, nel senso che talvolta in determinate situazioni conviene dire di si a priori,  quando si sà di non aver “voce” in merito alla faccenda, o ci si trova in una posizione di dipendenza fisica o psicologica, altro proverbio carino e in tono è: “Quando sei incudine statti… quando si martiell vatt”.

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L`asino scappa prima delle trombe.

L’asino è da sempre considerato un animale molto pauroso,  e le trombe si suonavano in guerra prima dell’ inizio della battaglia: l’asino non aspetta il suono delle trombe perchè per paura scappa prima.

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Dove l’ape sugge il miele,
il ragno sugge il veleno.

L’ape succhia il miele dai fiori è risaputo, ma in questo caso il proverbio evidenzia il fatto che alcune persone laboriose e positive  (le api) traggono da alcune situazioni vantaggi, altre persone invece negative e aggressive (ragno) dalle stesse situazioni traggono svantaggi, tutto dipende da come si vivono le cose.

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L’ape e la pecora,
nell’april danno la pelle.

In aprile la pecora viene tosata per dare la sua lana, e sempre nel mese di aprile aumenta la mortalità delle api, da qui il dire: “danno la pelle”.

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Mulo

di Trilussa

Er Mulo è un animale intelligente,
perché se nun si fida dell’Omo
che cià in groppa e che lo guida,
disubbidisce raggionatamente.

Nun s’aribbella mai,
ché nun s’azzarda:
ma quanno è richiamato dar padrone
co’ quarche setacciata  più gajarda,
appena ch’intravede un precipizzio,
s’incammina sull’orlo der burrone…

Er Mulo è un animale de giudizzio.

LA PAURA

di Trilussa

- So’ coraggioso e forte! -
disse un cavallo ar Mulo
- e vado ar campo pieno de fede, sverto come un lampo,tutto contento de sfidà la morte!

Se arriva quarche palla che m’amazza sacrifico la vita volentieri pe’ la conservazione de la razza.

- capisco, – disse er Mulo -ma, su per giù, pur’io che davanti ar pericolo rinculo, nun conservo la razza a modo mio?

L’INCROCIO

di Trilussa

Dunque, dàmoje sotto e bona sera, chiudemo un occhio e famolo contento.

Una cavalla disse a un somarello:

- No, co’ te nun ce sto: vattene via.

Io vojo un maschio de la razza mia, nobbile, arzillo, fumantino* e bello.

- Pur’io – rispose er Ciuccio – vojo bene a una certa Somara montagnola ch’ammalappena dice una parola me sento bolle er sangue ne le vene.

Ma qui se tratta che l’allevatore, che bontà sua cià fatto trovà assieme, je serveno li muli e nun je preme se li famo per forza o per amore.

De dietro a l’ideale e ar sentimento lo sai che c’è? l’industria mulattiera.

IL LEONE E L’ASINO

Favola di  Esopo

Un asinello un po’ troppo vanesio, si vantava sempre con gli altri animali, del proprio coraggio e della propria forza. Un giorno ricevette una inaspettata proposta dal più importante felino della foresta: il leone.

Costui disse all’asino: “Ho pensato che, in fondo, potremmo esserci di reciproco aiuto. Vorrei che tu mi aiutassi nelle battute di caccia e per questo avrei deciso di costituire una società con te” Onoratissimo, l’asinello rispose: “Sono lusingato della tua richiesta e accetto volentieri!”
Così ebbe inizio la loro collaborazione reciproca.

Una mattina, di buon ora, si incamminarono verso una caverna dove avevano visto rifugiarsi un numeroso gruppo di capre selvatiche. Il Re degli animali si fermò sulla soglia con l’intenzione di catturare le prede una per volta appena sarebbero uscite dal rifugio. L’asino, invece, si era intrufolato nella grotta ed aveva cominciato a lanciare ragli acutissimi per spaventare le povere bestiole causando un incredibile putiferio. Le capre terrorizzate ruzzolarono una sull’altra e si precipitarono verso l’uscita dove però, trovarono ad attenderle l’astuto leone che riuscì ad imprigionarle tutte.
Quindi, finalmente l’asino uscì dalla grotta e, con aria trionfate esclamò:

“Hai visto come sono stato bravo? Sono un grande cacciatore! Sarai contento del tuo socio!”

“Certo!” Rispose con una risata il leone “Anzi, a dirti la verità, avrei avuto anch’io paura di te se non ti conoscessi bene e non sapessi che sei solo un asinello!”

Tutto soddisfatto l’asino andò buono, buono a brucare un po’ d’erba mentre il leone si apprestava a fare un succulento banchetto!

Le persone che, valendo poco, si vantano esageratamente con chi le conosce bene, rischiano di essere beffate.

RIFERIMENTI:

WWW.IL MULO.IT

WWW.APIITALIA.NET

5 thoughts on “Proverbi sugli animali

  1. Che devo dire? Sono rimasto senza parole. Trilussa, Esopo, le morali per il ragno e l’ape, poi la rivalutazione del mulo e, aggiungo io, la metafora del capitalismo che si sgretola, i muli hanno faticato e le banche vengono addirittura rimborsate, per le fregate che hanno dato. Insomma Cleonice, questa è la favola della modernità o, come dicono quelli che parlano bene, del post moderno.
    Non voglio fare encomi stupidi e inutili.Secondo me proverbi e favole legano e, questo lo devo dire in lessico spinto: il proverbio parla della filogenesi, la favola dll’ontogenesi. Semplicemente stupendo: la nostra storia, pensiero e sentimento. C’è da lavorare molto, moltissimo.Io sarò un tuo affezionato visitatore.
    Scusa c’è Trilussa ! Quindi anche la poesia dialettale, cavolo che roba!!!
    OK

  2. Io amo immensamente i proverbi…il mio primo libro (La piccola voce) l’ho scritto in dieci notti…ogni favola ha come titolo di un proverbio, e sotto ogni proverbio ho costruito una favola :)))

    Inizia da lì il mio essere :))))))))))))))))))))))*favolista spirituale*…..

  3. Io, come al solito, Cleonice,cerco di ridurre la complessità in semplicità, non sempre ci riesco.Il proverbio è la storia dell’umanità, detta appunto filogenesi. La favola è l’ontogenesi, la storia dell’individuo, insomma insieme la storia del pensiero e del sentimento.
    Questa sopra, dici, è stata sempre la tua strada. Io ho detto quello che ho detto, perhé l’ho capito. Favole e proverbi si integrano nell’essere e tu ne sei, diciamo, ” la cantastorie “. Molto bello questo. Se non sono stato chiaro sono, ovviamente, pronto a dire ancora.

  4. Peppino tu eri stato chiarissimo, ed è proprio per questo che mi si è acceso il pensiero del mio primo libro, non lo avevo ancora assimilato in tal senso…

    Grazie :)))

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