


Ora che la tavola è sgombra, “Apparecchia” – La favola dello spirito nuovo

Ora che la tavola è sgombra, “Apparecchia”
Un uomo osservava con dolore quel che rimaneva della sua terra, dopo la devastazione di una guerra durata anni, dove draghi e demoni avevano combattuto all’ultimo sangue contro i suoi angeli, ed ora era come calato un silenzio irreale ad annunciare la fine di ogni lotta. Quella terra che era stato teatro di scene assai sanguinose ora appariva ai suoi occhi sterile e silenziosa, ne un filo d’erba, ne un sassolino o un fiore, tutto era stato raso al suolo. Il cielo era ancora plumbeo ma un leggero chiarore rischiarava l’aria:
Uomo ora che la tavola è sgombra, Apparecchia!
Tuonò il Cielo. L’Uomo a quelle parole emise un grido lacerante nel dire:
Smettila di guardarmi, altre terre, altre menti potranno darti i fermenti che cerchi, togli lo sguardo da questo cuore!
Ma la voce del cielo alle urla disperate dell’Uomo non diede peso.
Cosa farai ora?
Cosa ti importa! Ti è forse importato quando tutto quello che avevo è stato raso al suolo? Quando le fauci impietose del “tuo drago” hanno sgretolato la mia esistenza?
Del TUO DRAGO!
Disse il Cielo con voce sana nell’aggiungere:
Uomo il Cielo ha già superato nel passo il suo abisso, ma voi dovrete superare il fracasso che ancora confonde il vostro passo.
IL TUO DRAGO, IL TUO DRAGO…
Continuava a ripetere l’Uomo, in uno stato confusionale:
…io non ho chiesto di nascere!!! Lo capisci questo Cielo?
La Vita è una tua responsabilità Uomo, apparecchia la tavola ora che è sgombra.Tu non hai chiesto di nascere, ma la Vita non chiede, la Vita è il fluire dell’Essenza e tu con la tua presenza nei sei la preziosa fluorescenza.
Non dovete giocare con il dolore – Disse l’uomo in lacrime. – E voi avete troppo giocato con questo Uomo! Voi giocate con gli uomini tutti.
Uomo sei vivo e di strada da fare ne hai ancora molta, ora che la tavola e sgombra apparecchia.
Ripeté il cielo.Una risata isterica riempì improvvisamente l’aria, era l’Uomo che colto da una follia consapevole, prese di nuovo la parola:
Non possiedo più niente!!!
Sei in errore, solo ora che la tua terra è sgombra da ogni falso suppellettile, e che la tua ombra non ti fa più ombra, tu ti possiedi davvero!!!
Fintanto la terra del cuore è adorna di fiaccole, lo sguardo dell’uomo indugerà sulle luci fatue, senza accorgersi che nell’ombra del vivere, vermi oscuri e silenti gli stanno divorando il cuore. Mentre i suoi occhi saranno distratti dai falsi suppellettili, mura di illusioni coperte da tetti di inutili speranze, toglieranno la luce alla sua anima spegnendola per sempre. Ma quando le luci tutte si saranno spente al soffio violento del vento della vera Vita, l’uomo rimarrà nel buio assoluto e tutto il superfluo incomincerà a ferirlo.
Non furono angeli e demoni a combattere per la tua terra, ma fu il tuo “occhio vero” a liberarsi di tutto quello che gli impediva di muoversi, per poter avanzare incolume sulla tua terra dovesti liberarti del falso.
Ti sei chiesto perché oggi vedi chiaramente la tua terra? La notte è trascorsa ed ora il nuovo giorno si annuncia col suo chiarore. Tu chiami sterile la terra del nuovo inizio, invece di vederla come una tavola sgombra, pronta ad essere apparecchiata dalle leccornie che oggi tu sai di poter scegliere.
Scegliere!!! Comprendi Scegliere!
Tu sino ad oggi non hai potuto scegliere. Uomo la tua tavola è sgombra, Apparecchia!
L’uomo guardò di nuovo al cielo ora che aveva compreso col cuore grato…e il cielo guardò l’Uomo con lo stesso Amore di sempre, e fu in quel momento che i fiori presero a sbocciare in quella terra sgombra.
E il cielo disse:
La tua tavola è apparecchiata serviti Uomo.
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Cara Cleo! Mi piace il titolo di questo racconto, “La tavola sgombra”Si perchè la puoi riempire di leccornie fin che puoi, ma se non hai nessuno che si metta a tavola con te, cosa te ne fai di tutto quel ben di Dio messo lì per chi sa chi,Oggi avevo i miei figli a casa a mangiare con me, me c’era qualcuno che mancava, anzi c’è quel qualcuno che manca è il mio Sposo.La mia nipotina a visto una foto del Nonno e mi ha chiesto:Dov’è Nonno Aldo? Perché non viene a mangiare con noi?Io Silenziosamente le ho risposto:Il Nonno è il Cielo! E gli Angeli non mangiano, anche se il Cielo dicesse serviti o
Uomo. Con un odo alla gola mi sono ritirata per non farmi accorgere dai miei figli che stavo piangendo.Maria Bonaria
Due sono le versioni del pensiero. Una dice che si nasce tabula rasa, cioè senza niente in testa. Le cose devono sempre essere acquisite. L’altra dice che il nostro cervello ha già gli strumenti, e che questi gli serviranno per vivere, osservando il mondo esterno. Empirismo e razionalismo, si chiamano. E’ un bibattito che dura da sempre. E’ utile dire che io non sono schierato. Guardo il pensiero e dico, poverino! Dibattiamo pure, comunque la vita riderà e sarà lei a vivere guardandoci: la vita ci guarda e noi non ci accorgiamo, il dopo, stranamente, viene sempre prima dell’adesso, purtroppo.