Dove l’aria è funesta – Aforisma sulle capacità decisionali Newsletter del 16 febbraio 2009 – Benedetta ignoranza



La Farfalla Fru Fru – Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire – Favola

La Farfalla FRU FRU
“Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire”
Non conta cosa e come dici qualcosa, conta chi hai dinnanzi. Puoi dipingere il mondo dei colori più belli che conosci e chi ti ha ascoltato riuscire a vedere solo il bianco e nero. Puoi sorridere e gioire della vita e chi ti osserva riuscirà a scorgere solo la tua frivolezza. Puoi diffondere parole di pace e chi ti ascolta penserà che sei solo un altro pazzo che vorrebbe cambiare il mondo.
Primitiva io? Disse la testuggine alla farfalla FRU FRU.
Ma cosa puoi saperne tu, piccolo fiore che vola, cosa vuol dire appartenere ad una grande dinastia. Tu sei semplicemente un fiore che ha la fortuna di muovere i petali e volare.
No Tuga, hai frainteso io appunto dicevo che le testuggini hanno alle spalle millenni di storia, pensa che siete gli animali più antichi del mondo, eravate presenti già all’epoca dei dinosauri. Perciò mi sono permessa di dire che le tue sono origini primitive.
Disse la farfallina sorridendo, nella speranza d’essere compresa.
Basta frivola farfalla, tu non puoi capire cosa vuol dire appartenere ad una stirpe antica e nobile come la mia. Stai zitta.
Non riuscirò mai a farti comprendere cosa volevo dire. Disse FRU FRU. Sei talmente prevenuta che mi sembri quasi sorda, sai come si dice non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, mai proverbio è stato più azzeccato di questo.
Vai, vai vola via fastidiosa farfalla, mi hai molestata abbastanza per oggi, vai a svolazzare sui fiori di campo e restaci, restaci per sempre, io non ho piacere nel vederti.
La farfalla scoppiò a piangere disperata, non era nelle sue intenzioni offendere la grande Tuga, voleva semplicemente rivolgerle un complimento. Ma la tartaruga era grossa quanto ottusa, e aveva frainteso le docili parole della giovane farfalla. Puà una coccinella amica della vecchia testuggine, aveva assistito al deplorevole frainteso, cercò di spingere Tuga alla ragione dicendo:
Tuga hai trattato male quella bellissima farfalla, che ti aveva semplicemente fatto un complimento, talvolta sembri davvero sorda.
Ti ci metti anche tu, Puà, sono stanca di parlare, quel che è stato e stato in fondo chiarire a che serve chi la vedrà più quella farfalla frivola e sciocca.
Ma Tuga non bisogna mai lasciare nulla in sospeso nella vita, anche quello che ai nostri occhi sembra piccola cosa, un giorno potrebbe rivoltarsi contro, ricorda la teoria della causa e dell’effetto, se causi dolore esso ti ritornerà triplicato.
Effetto, causa, ma dai smettila che effetto vuoi che abbiano sulla mia stabilità, le lacrime di un piccolo fiore che vola.
Lasciala piangere la sua fragile e sciocca testolina la conduca sino all’inferno delle farfalle.
La notte scese sul sottobosco e la piccola farfalla, si addormentò piena di dolore convinta d’aver sbagliato in qualcosa, e demoralizzata giurò a se stessa che non avrebbe più parlato con nessuno. Le sue parole erano state fraintese e la sua grande bontà ne risultava profondamente ferita. Mentre la tartaruga aveva ampiamente superato la questione, digerendola e dimenticandola.
L’indomani mattina, la farfalla si svegliò stanca una notte agitata non le aveva arrecato beneficio, ma era comunque iniziato un altro giorno, un altro volo verso il mondo di colori che la vita le offriva, e mentre volava notò giù tra le foglie un gruppetto di animali riuniti.
Incuriosita planò e chiese cosa fosse successo:
Stanotte una strana cosa è accaduta a Tuga, non sente e non parla più.
Cosa? Disse sorpresa la farfalla – Com’è possibile se solo ieri abbiamo parlato?
Non si sa come ma non sente più nulla e non proferisce parola.
La piccola e generosa farfalla la raggiunse rapidamente e guardandola negli occhi le sorrise con comprensione, ma Tuga cercò di azzannarla con rabbia. Neppure il dolore l’aveva resa più mite, era proprio un essere irrecuperabile.
Allora la piccola farfalla capì che talvolta ci sono esseri sordi alla vita, che riescono a stravolgere il senso di qualsiasi cosa, perché sono sordi al vivere e con il cuore piccolo anzi piccolissimo. Per tutta la notte aveva pianto dubitando di se, ma ora aveva compreso che non era stata lei a sbagliare, ma era la grande Tuga ad essere sbagliata. La farfalla asciugò le sue lacrime e riprese il volo, aveva appreso un’altra lezione dalla vita:
Non conta cosa e come dici qualcosa, conta chi hai dinnanzi. Puoi dipingere il mondo dei colori più belli che conosci e chi ti ha ascoltato riuscire a vedere solo il bianco e nero. Puoi sorridere e gioire della vita e chi ti osserva riuscirà a scorgere solo la tua frivolezza. Puoi diffondere parole di pace e chi ti ascolta penserà che sei solo un altro pazzo che vorrebbe cambiare il mondo.
La farfalla si alzò in volo, sorridente e rivolse al suo cuore un ordine:
Giura che mai finirai di parlare, ricordati hai fatto una promessa al cielo. Gli dicesti portami al giardino ed io non smetterò mai di parlare di te. Ed ora che sei nel giardino PARLA.
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Si Cleo! E vero non c’è più sordo di chi non vuol sentire.Ti puoi chiudere in te stessa, non ascoltare nessuno, turarti le orecchie,chiudere anche gli occhi, ma se nel tuo cuore c’è quella vocina insistente che ti dice: perchè non mi vuoi un po di bene? in quel caso cosa posso fare! devo per forza aprire
gli occhi, per vedere con chi sto parlando, e per ragion veduta devo ascoltare ciò che gli altri mi dicono.La Mia povera Mamma mi diceva stai attenta quando ti parlano, perchè anche gli ignoranti hanno bisogno di dire la loro.Dio ci ha fatto una sola bocca per parlare poco, e due orecchie per ascoltare molto. Ciao Maria Bonaria Fanunza.
La Mia povera Mamma mi diceva stai attenta quando ti parlano, perchè anche gli ignoranti hanno bisogno di dire la loro. Dio ci ha fatto una sola bocca per parlare poco, e due orecchie per ascoltare molto.
Grande donna tua madre Maria e sai come si dice: il seme non cade mai lontano dal proprio albero…
…tutti abbiamo bisogno di poter parlare, esprimere un pensiero, e tutti sentiamo il bisogno di essere ascoltati, proprio questo nostro bisogno ci dovrà aiutare a presisporci all’ascolto del prossimo…
In questa favola sei contemporaneamente fustigatrice e consigliera. Ti assuni un ruolo impegnativo. Ma quella farfalla è proprio la vita di comunità che si esprime. Che farfalla però!