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La Grande Mano – La favola del Grande Progetto

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Il Meraviglioso mondo di Laura Medei

La Grande Mano


La Grande Mano che aveva fatto ombra sulla creatura si sollevò, e il piccolo esserino che da sempre aveva vissuto nell’ombra della Vita, credendo che ogni cosa le fosse stata preclusa per sempre, conobbe la sua luce.

La piccola creatura viveva ormai solo di sogni, con umiltà aveva bussato ad ogni porta senza che mai nessuna le si schiudesse, ma ora sentiva il suo cuore pregno di felicità, una gioia immotivata la faceva sentire magica come una fata.

Hai sempre teso piccole mani per raccogliere piccole cose.

Disse la mano.

Ma la strada delle piccole cose non ti avrebbe schiuso il Grande Portone, perciò ogni porta ti è stata preclusa.

Si l’ho capito!

Disse la piccola creatura, in ginocchio perché tanto prostrata dal dolore.

L’ho imparato, ma è stata dura sopravvivere senza il sostegno delle piccole cose, mi avete tenuta su con le briciole, che non hanno mai colmato la mia fame, ma a fame hanno aggiunto spasmodica ricerca, estenuante cammino, desiderio sempre latente di abbandonare del vivere la corrente.

Hai seguito il giusto cammino, a te ogni piccola porta è stata preclusa, affinchè tu cercassi con lo sguardo la Grande Porta.

La creatura era prostrata ma felice, ora che la  Mano si era sollevata,  finalmente poteva vedere la Grande Porta. Si sollevò e con ipnotica convinzione si avvicinò a quel portone schiuso. Neanche fece in tempo a metterci un piede dentro, che la Grande Mano la prese sollevandola in alto, la piccola creatura prese a piangere e con grande umiltà, disse:

Non merito tanto, fammi scendere!

Mentre la mano continuava a salire.

Ogni creatura merita di varcare questa soglia e la tua vittoria per essere d’esempio deve brillare nella notte della Vita, altrimenti resterebbe uno sterile arrivo, e tu lo sai creatura, che la vittoria del singolo non rappresenta una vittoria per il cielo.

L’umanità è un solo essere ed ogni sua cellula dovrà camminare verso la grande porta. Il tuo sacrificio è valso oro, ogni lacrima versata nell’incomprensione di un oscura profezia aveva a cuore il vivere di tanti, ogni creatura ricorda, merita di varcare questa soglia.

Dall’alto del suo cielo la piccola creatura restò in ginocchio, ma stavolta non fu per il dolore, era talmente grande la sua riconoscenza al cielo per quanto aveva ricevuto in vita, che non smetteva mai di innalzare la sua preghiera.

Tutti meritano di varcare la Grande Porta,
ascoltate il cuore
è nella strada in salita la vera Vita.

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  1. Maria Bonaria Fanunza. says:

    Ciao Cleopa! Vedo quella grande mano, mi sembra di vederla mietere le vite dei nostri Cari; sarà che è tropo presto per non parlarne più del mio caro Marito che ora non è più. In un’altra occasione mi dicesti di darti mie notizie: “eccole”, sono come fuori dal mondo, la testa mi duole e pur la sento come fosse staccata dal resto del mio corpo,
    ho tanti pensieri—- tante cose da sbrigare, chiudere l’attività che aveva in corso mio marito, non ho neanche il tempo per piangere, anche se mi sento il cuore gonfio come il mondo.Solo quando sono sola perché i miei figli hanno il loro lavoro ,la loro vita, allora, come in questo momento riesco a piangere così mi sento il cuore umpò
    più leggero. Ho ripreso ad andare in Chiesa, oggi non volevo mancare perché la festa
    di Sant’Agnese, e piano piano riprenderò tutte le mie attività del volontariato, e portare la Santa Comunione hai Malati.Ti Abbraccio Maria Bonaria,Saluta e ringrazia tutti.

  2. Buongiorno Maria…

    è meglio così, le tante cose che hai da fare non ti faranno sprofondare nei pensieri, ora è necessario che tu ti sovraccarichi di impegni, circondati di persone…non dare spazio ai pensieri…datti tempo, avrai tempo…amare la vita vuol dire anche questo, sapersi tutelare, perchè hai ancora tante cose da fare e soprattutto da dare a chi ti ama.

    …domani quando il tuo essere sarà più calmo e soprattutto forte, riprenderai la scatola a forma di cuore che hai nel tuo cuore, e rivedrai foto sentimenti e ricordi, e la cosa vedrai non ti lascerà dolore, ma tanta dolcezza.

    Quando muore qualcuno a noi caro, con lui muore anche qualcosa di noi, è come portare una ferita profonda invisibile al mondo, una ferita che si rimargina ma la menomazione resta.

    Una menomazione da portare con onore, come una medaglia sul petto di un valoroso soldato, che ha saputo fare della sua vita terra d’amore.

    Ti abbraccio con tantissimo affetto…

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