


La malattia di vivere – La Favola della speranza
La malattia di vivere
Una falena piangeva disperata, e i suoi singhiozzi giunsero sino al cielo.
Falena?
Disse la Luna, cos’è che ti fa soffrire tanto?
Luna piango perché sono malata. Aiutami ti prego!
Rispose la Falena.
Malata? A me non sembri malata!
Luna guardami meglio, un buon dottore non si ferma mai all’apparenza.
La Luna per guardarla meglio scese dal cielo, e si avvicinò alla falena, illuminandola, e lo spettacolo che vide la lasciò senza parole. Un esserino esile e tremante avvolto nelle sue stesse lacere ali, e una profonda pietà la colse.
Capisco – poi disse – ed ora so anche il perché, tu non sei malata, sei solo fuori posto.
Fuori posto?
Si, non è qui che dovresti stare, tu non sei un falena, ma una farfalla.
Una farfalla???
Disse sorpresa la falena:
Ma io sono figlia di generazioni di falene, come posso essere una farfalla.
La Luna ci pensò un attimo su e poi disse:
Non importa quale sia il motivo, o come sia potuto accadere, ma tu sei una farfalla. La notte non è adatta alle tue ali delicate, al tuo nutrirti di luci e colori, tu soffri tanto perché questo non è il tuo luogo. Vivi la notte, ma dovresti vivere il giorno.
La farfalla che aveva sempre creduto d’essere una falena, divenne ancora più triste, dicendo:
Io non riesco a vivere così, presto morirò la sofferenza è troppa!
La Luna, sentì che aveva ragione e riunì immediatamente il consiglio delle stelle.
C’è una farfalla intrappolata nella fauci della notte!
Com’è possibile?
Dissero le stelle in preda ad agitazione.
E la luna continuò dicendo:
Non è il suo posto, si ferisce ovunque vada, non ha occhi per fendere il buio, non ha ali adatte ad affrontare il freddo, dobbiamo trovare il modo di condurla al giorno prima che muoia, soffre tanto.
Le stelle abbassarono i loro musetti in giù, e videro la piccola farfalla attendere speranzosa, con gli occhi persi nel cielo. E poi dissero in coro:
Addormentiamola! Così quando si risveglierà domattina, si troverà a vivere il giorno della vita e non più la notte.
Ma come si fa ad addormentarla?
Chiese la Luna preoccupata.
Invertire il ciclo di una vita non è pericoloso potrebbe impazzire, su ragazze spremetevi le meningi, troviamo una soluzione meno traumatica.
Le stelle non riuscivano a trovare un rimedio e poi improvvisamente la Stella Cometa fece la sua entrata, e sorridente disse:
Io so come fare!
La luna la guardava incredula:
Dimmi, non mi far stare sulle spine, come puoi portarla alla luce del giorno.
Facile Luna, io inizierò il mio viaggio nel cielo sino al nuovo giorno, e lei non dovrà fare altro che seguirmi dalla terra.
La Luna ridiscese giù dalla triste farfalla e le raccontò il piano, la farfalla accettò, del resto non aveva altra scelta.
La stella cometa salutò le sue consorelle e iniziò il viaggio e con lei la farfalla. Il cammino fu lungo e stancante, ma improvvisamente il cielo prese a cambiare e alla farfalla questo mutare fu subito chiaro.
Stella disse la farfalla.
Io vedo una luce…
La stella cometa era tutta un sorriso.
Si cara ci siamo quasi, su un ultimo sforzetto.
La farfalla quell’ultimo sforzetto lo fece con gioia, quella gioia che solo chi ha tanto atteso e patito la notte più nera può conoscere, e improvvisamente il cielo si illuminò a giorno.
Stella?
Disse di nuovo la farfalla alzando gli occhi al cielo, senza però riuscire a distinguerla.
E’ giorno!
E la stella dall’alto del cielo disse:
Si è giorno, ora puoi vivere la tua vita farfalla, io torno nel mio cielo, la mia missione è compiuta.
Stella aspetta, posso strapparti una promessa?
Si cara dimmi.
Ci sono molte farfalle che credono ancora di essere falene, aiutale.
La Stella cometa tornò nel cielo della notte, portando nel cuore la promessa fatta alla farfalla, e da quel giorno di viaggi così, ne fece tanti.
E tu sei farfalla o falena?
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Le Favole della Vita
Un libro per bambini dai 12 ai 99 anni.
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Vorrei che fosse, la mia favola della speranza.Riprendere in mano la mia povera vita andare avanti senza nessuna spinta, ma con coraggio e determinazione, aiutando gli altri, farli sentire meno soli,sorridere anche quando nel cuore hai il pianto, ma non darlo a vedere per non far soffrire chi mi sta vicina, perché sarebbe inutile aiutare loro
facendomi compatire “io” (contagiami con la tua mattia di vivere), lascio aperte tutte le porte.Ho dei meravigliosi ricordi, momenti molto felici, altri un po meno, ma tutti fanno parte della mia vita.Vorrei trasmetterli hai miei Figli; che già lo sanno, vorrei trasmetterli alla cara nipotina che è ancora troppo piccola per capirli.La Preghiera mia e di molte persone che mi vogliono bene, anche se non hanno fatto guarire il mio caro marito hanno concorso ad alleviare anche il suo dolore stesso perché si sentiva circondato d’Amore Specialmente dell’Amore di DIO e della Madonna.Ti Abbraccio.
Dubbio amletico,ma Cesare Pavese entra in paese e dice del mestiere di vivere. La falena diventa farfalla e viene guidata dalla stella cometa, accetta di vivere il giorno( la vita ). Morale difficile decidere se essere farfalla o falena. Notte e giorno si alternano come si alternano gioie e dolori,ma la speranza è solo una favola? Forse
Io non avrei dubbi…volerei attraverso la notte per giungere al giorno.
Le Farfalle a differenza delle Falene regine della notte, sono come delle tele dai colori sgargianti dipinte dalla mano del sole, ed è solo per un puro “caso” se sono state poste nel buio della notte, laddove le loro meravigliose tinte si mortificano nell’assenza di luce, o forse potremmo chiamare il “caso” con il suo altro nome “esempio”, nella vita il primo pane è il buon esempio, un buon esempio salva molte più vite di quanto si creda.
Anche qui c’è la differenza tra la femminilità e la mascolinità. Tu Cleonice non hai dubbi e la tua decisione è sicuramente una lezione per me, razionalista, forse spesso troppo convinto. Di “caso ” ed “esempio” ne fai dei sinonimi. Poi dici che “l’esempio” salva più vite di quanto si creda. L’intuizione femminile e la razionalità maschile è un conflitto che forse è più vecchio di quello tra bene e male, o forse è lo stesso, visto che la società è ancora prevalentemente guidata dagli ” uomini ”
Sei comunque molto stimolante e a me manca questa gente.