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La leggenda del Mare di Lacrime – I raccontini

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Visita il meraviglioso mondo di Laura Medei

La leggenda del Mare di Lacrime

Un grande vascello entrò nel porto, il ponte fu ammainato nel far scendere un solo angelo. Un angelo un po’ malconcio, scapigliato con le vesti sporche e consumate, ma sempre di un angelo si trattava.

Ora che hai la forza, la motivazione e il cuore, a te il timone! Prendilo!

Una stella dal cielo rotolò giù come una ruota, direttamente tra le mani dell’angelo.

Preso!

Disse facendo l’occhiolino al cielo.

Ora ci penso io!

Decretò poi pieno di buona volontà. Con il Timone tra le mani si girò verso il vascello, che lo aveva accompagnato nel suo viaggio, ma il vascello non era più ormeggiato lì. L’angelo s’impesierì:

E’ un peccato! Ora ho il timone ma non ho il vascello, in passato avevo il vascello e non il timone, è proprio vero: “Chi ha il pane non hai denti, e chi ha i denti non ha il pane”.

Sfiduciato fece per sedersi in terra e la voce disse:

Alzati! Angelo tu ancora cerchi il tuo vascello, non hai ancora compreso che era solo un mezzo per condurti sulla terra che ora calpesti? Non hai bisogno di vascelli, ora sei tu a guidare la tua vita, cammina nel tuo nuovo esistere.

L’angelo guardò per un ultima volta quel mare di lacrime, che lo aveva condotto sino alla sua spiaggia, cercò all’orizzonte il vascello con il quale aveva affrontato mostri marini, feroci tempeste, tante notti senza luna, e pianse al ricordo del dolore, pianse talmente tanto da impregnare tutta la sua già logora veste.

E la voce dall’alto disse:

Penso che sia giunta l’ora di cambiare abito, non credi?

E fu così che il timone che aveva tra le mani mutò in un meraviglioso abito di colori, che si accese di luce.

L’angelo da quel giorno non pianse più, perché la ricompensa ricevuta era un Sole in grado di asciugare non solo il suo mare di lacrime ma tanti, tantissimi mari, e di quel sole lui ne era un messo.

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  1. Bella favola..la vita di alcuni di Noi..

    Ciao

  2. Grazie Phil :) ))) il lieto fine era d’obbligo speriamo finisca per iniziare così la nuova vita degli uomini nuovi :)

  3. Maria Bonaria Fanunza. says:

    Sembra che tu l’abbia scritta per me.(mi dirai sei alquanto presuntuosa?), no in questo momento sembra la mia storia! poi vedrai che col passare del tempo tutto si ridimensionerà. Quale spiritello ti ha fatto scrivere questo racconto?Hai mica delle percezioni? La sento mia sul serio, l’ho letta d’un fiato e mi ha lasciato senza respiro,
    poi man mano che proseguiva la lettura mi sono ripresa perché o capito che nella vita non può sempre andare tutto storto e che pianino, pianino ritornerà il sereno finché al Signore vorrà.Tu non sai quanto mi sei stata d’aiuto in questo triste periodo, con le tue poesie, con i tuoi racconti, mi hai tenuta quasi per mano dicendomi :Coraggio! Sono anch’io qui vicino a te.Te ne ringrazio di Cuore per tutto ed anche alle altre persone che mi hanno scritto, vi abbraccio forte al cuore con tanto Amore nel Signore
    Maria Bonaria Ciao a Presto.

  4. Uscire da una condizione e trovarsi in un’altra richiede coraggio. Il coraggio è saggio, per me, perché affronta i cambiamenti. Questi non sono degli accidenti e basta, ci possono aprire un nuovo orizzonte, migliore o peggiore non importa, nuovo e basta. E’ sempre il nuovo che si presenta alla porta.

  5. Ho pubblicato una favola a caso stamani senza neppure rileggerla, ma il tuo commento (risposta) mi ha incuriosita…oggi sono in un mare di lacrime davvero…il vascello mi ha lasciato, ma forse realmente ho il timone tra le mani…chissà vedremo…le mie favole mi tornano utili :) )))

  6. Se le rileggi ti tornano utili. La scrittura è una terapia, come lo è la rilettura di quello che si scrive. Leggo quello che tu scrivi, certo la mia cultura è più vasta! Ma se non la sento dagli altri non è niente. Lo scrittore è altro da sè, per questo è utile che rilegga.

  7. Lo scrittore è altro da sè, per questo è utile che rilegga.

    UNA VERITA’

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