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Recensioni e prefazioni

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Ogni uomo è una scatola, gli occhi della mente colgono solo la sua natura latente, ma ci vuole ben più di una lente, per cogliere quel che nel profondo scorre sovente a collegar l’anima alla mente.
Come “Favolista Spirituale”, le mie prefazioni e recensioni, non andranno a cogliere le visibili peculiarità di uno scritto, la rima baciata, alternata, incrociata o concatenata, ma nella poesia come nella prosa io guarderò allo spirito, al messaggio edificante che talvolta inconsapevolmente l’autore avrà lasciato sulla spiaggia della vita.
Ogni vita ha in se la matrice della luce, troppo spesso parliamo alla luce di una ragione chiusa nella sua prigione, ma nello scrivere una corrente profonda ci rapisce unendoci alla nostra matrice antica, e il “miracolo” avviene, la nostra vita si sdoppia mostrandoci due personalità che convivono in una sola vita, anima e mente.
Portiamo alla luce l’antico flusso che al mare divino fa ogni cuore vicino, umilmente ci avvineremo alla sorgente della mente, per liberarla dalle sue catene.

Recensione:

PARADOSSO

Racconto paradossale

di Peppino Fieni
C’era una volta…
Paradosso
un essenza eclettica, vivace e intelligente che sapeva “pesar” la gente, attraverso il filtro arguto della sua mente…talvolta supponente e saccente, perché nel dar ascolto alla mente aveva dimenticato che talvolta mente. E fu così che Paradosso si trovò di fronte a un fosso che ai suoi occhi sembrò un dosso.
Passato e presente presero a danzare nella sua mente, e fu come aver messo il dito nella corrente:
“Volete sapere come Paradosso ha gli occhi?
Non si sa. Volete sapere se ce li ha!”
Dal fosso creato da Paradosso uscirono “presenze” a più non posso, una folle mescolanza del tempo andato e del tempo che avanza, e fu così che Paradosso iniziò la sua danza e forse anche ad averne abbastanza. Il passato fu riesumato dal suo silente stato, e per questo a Paradosso fu profondamente grato. Giulio Cesare tornò dal mondo dimenticato e a Carla giovane fanciulla che nella realtà aveva fiato, fu affiancato.
Paradosso credette così d’aver aggirato quel dosso che invece era un fosso.
“Carla e Cesare sentono che il valore, nel loro vocabolario, è cambiato, non si sa dov’è. Non ha un luogo, un senso. Non ha colpa del suo accadere e non ha merito. Si trova sospeso nel vuoto.”
Paradosso sa che ogni “Età” ha cercato e cercherà la sua eternità, ma a questo gioco lui non ci stà:
“L’eternità e lui e guai a chi gliela toccherà”
Lasciò così aperto quel fosso che credeva un dosso, e dal passato tornò Amleto ma ancora non si era al completo, Dante, Antonio e Cleopatra, il giovane Werther, madame Bovary, Socrate, Santippe, Madre Teresa.
Tutti chiedevano dell’eternità, e qualcuno si chiese chi sono?
Paradosso camminando lungo il filo della storia aveva raccolto quel che il “colto” e “l’incolto” avevano seminato senza goder del raccolto:
“L’amore per l’altro è l’amore di sé hanno la stessa radice.”
E venne internet e la mente di Paradosso si aprì, oltre il suo passo:
“Ecco, le tradizioni, ormai sembravano traduzioni. Allora venne la globalizzazione. Donne, uomini, bambini misero la stessa divisa e partirono per dove ancora non si sa. Un fatto nuovo? Chissa?”
In questo mondo a tratti profondo e ad altri senza fondo, Paradosso incontra la Speranza.
“Speranza, resiste a Paradosso, è la forza senza opposizione. Era sicuramente femminile. … Insieme Paradosso e Speranza eliminarono il futuro. Ne fecero un presente vivente.”
Presente che insieme chiamarono Adesso.
“L’emozione non spingeva più all’azione. Questa era ferma in quella immobilità, non fissava più l’aldilà, ma solo l’eternità di Paradosso e Speranza che avevano ricominciato la danza. Danza diversa. Non ballo in maschera, ma giù la maschera.”
Fu così che Paradosso e Speranza, puntarono insieme alla: “oltre-eternità”, ora Paradosso sa che amare è innanzitutto amare se stessi.
Paradosso e Speranza insieme scrissero un nuovo vocabolario e dal loro amore non amore, nacque Nessuno, ma di questo Nessuno non troverete l’etimologia nel vecchio vocabolario a cui corre l’immaginario, il Nessuno di Paradosso e Speranza è figlio di una nuova danza, non ha a cuore l’eternità perché egli la possiede già.
Nessuno non scriverà un nuovo vocabolario e tutti significherà uno, come uno per tutti, tutti per uno.”

Cleonice Parisi

Come ordinare il libro:

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Peppino Fieni

PARADOSSO è un racconto che nasce dall’inconscio. È spontaneo perchè racconta la verità com’è, con due o più facce. La medaglia è la stessa, bisogna solo cercarla, è preziosa, come è la storia, anche quella recente. La storia siamo noi, anche attraverso altri personaggi importanti o non. Ma questo non importa. Basta essere un po’ come Amleto: il dubbio diventato amuleto.

Il bambino povero


piccolo e incalcolato si mette tra la gente,
questa, cretina, pensa poverino!!
ma lui è ricco, il suo pensiero non cerca
ciò che non conosce e questo lo fa stare
in pace.
viene addirittura un dubbio insieme ad
un interrogativo: e se la pace fosse lui?
allora, poveri noi grandi e ricchi, diciamo
poverino a lui e già facciamo tanto per
dimostrare la nostra pietà, ma non siamo
niente, senza di lui, che impassibile ci
ricorda, con la sua innocenza che la fame
è infame, almeno quanto noi che la
accettiamo e ci accomodiamo in quella falsa pietà
che non ci sta bene per niente con la verità.

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Recensione:

 
 

Sospiri Condivisi

 Amore e Sensualità

di Silvana Stremiz
E fu così che una Rosa si schiuse inebriata dai raggi caldi di un Sole audace, che sembrava volerle donare amore e pace, e ardentemente carezzata dalla sua essenza profumò l’esistenza:
“Mi perderò nell’universo
del tuo immenso
per ritrovarmi nel tuo cuore,
non chiederò di più alla vita
che questa nuova emozione.”
Tratto da: Venderò l’anima.
Folate estatiche soffiarono ardore profondo in quella Rosa del mondo, e profumi inebrianti crearono nei cuori irripetibili istanti. L’emozione e il profondo coinvolgimento dipinsero della Rosa il sentimento, rendendola icona di fermento, e quando la luce cedette nel passo alla notte, la Rosa che aveva bevuto dal Sole, non sentì il freddo percuoterle il cuore:
“Fra le tue mani
vibra il mio corpo,
l’oscurità si fa stella
e la luna risplende.
Ciò che non conoscevo
prende luce in te.”
Tratto da: Una Luce nel Buio
Il giorno era lontano ma nella Rosa la beltà dell’istante aveva lasciato al viver un andare fragrante, e alla luce delle emozioni, attraversò la notte mano nella mano, facendo dell’amor l’unico sovrano:
“Consumiamo
il buio della notte
nella passione
del nostro amore.
Nasce l’alba
fra le nostre braccia.”
Tratto da: Sei la vita in me
Un libro o un invito ad amare l’amore? Poesie sensuali o l’evoluzione di un “sentire” carnale?
Silvana Stremiz, come una novella Circe,  intesse un nuovo incantesimo di parole, e nel dar alla luce la sua ultima opera “Sospiri Condivisi”, si riconferma profonda conoscitrice dei sentimenti umani, ma anche raffinata cultrice di un arte antica come la seduzione.
Versi audaci, sfumature calde con tratti di “virile” possessione, caratterizzano e disegnano una donna diversa dal cliché a cui siamo abituati, una donna consapevolmente cosciente delle sue doti, dove la sensualità si svela, maliarda, intrigante, ma soprattutto Elegante.
Silvana Stremiz in queste pagine porta alla luce anni e anni di “verità” nascoste, di vergogne legittimate e vendute alla società come reali dogmi, la poetessa sa cogliere il sensibile mutare della realtà, traducendolo in versi.
Essere donna oggi, vuol dire avere il coraggio di mostrarsi e Silvana Stremiz con i suoi “Sospiri Condivisi”,  ci invita ad “Essere” lo specchio del nostro cuore, e non l’archetipo che la società vuole.
Eclettica e misteriosa, sensuale, irriverente, dolcemente provocatoria, amabile, la sensualità espressa da Silvana Stremiz, ci fa sentire Magicamente Donne.
Cleonice Parisi
Notizie sull’autrice:
Silvana Stremiz, nasce in Canada nella città di Port Arthur (provincia dell’Ontario) nel 1960, da genitori Italiani, (friulani) emigrati all’ estero per lavoro. Si trasferisce in Italia in età adolescenziale. Si sposa ha 4 figli.
Caparbia, tenace e volenterosa con profonda sensibilità celata a tutti, e ancora di più a chi lei ama.
Pubblica il suo primo libro nel Maggio 2007 – La vita con i miei Occhi – Aletti Editore.
Un libro che trova molti consensi., ottenendo diverse segnalazioni di merito. E’ presente in alcune antologie poetiche.
Pubblica il suo secondo libro nel Novembre 2007 con Cleonice Parisi – L’altra Me – Boopen Editore.
Pubblica a Febbraio 2008 il suo libro ” Un tempo chiamato Vita” Edizioni del Poggio.
A Marzo 2008 pubblica un nuovo lavoro Natale & Company. Un libro a piccolo prezzo pieno di pensieri per tutte le feste entrando così a far parte della collana degli economici della casa Editrice stessa.
Si classifica 11° al concorso Nazionale di Poesia. Prader Willy 2007. Viene segnalata in vari concorsi.
Nel Luglio 2008 con il suo libro :” Un Tempo Chiamato Vita” si Classifica 1° Alla 6° Edizione del Concorso Internazionale di Narrativa e Poesia “Insieme nel Mondo”
Lei non si definisce né poetessa né scrittrice ma imprime su carta le sue emozioni, da queste nascono le sue poesie. Emozioni che si fanno leggere e finiscono con coinvolgere chi le legge.
I suoi scritti in rete sono su: Pensieri e parole
Il suo Blog: thoughtsandotherthings
Il suo sito:pensieririflessionisaggezze
Blog di Silvana Stremiz e Francesco Andrea Becca:iinboraeinmaestrale
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Prefazione:

copertina

Entro a fare due passi

Fra le pieghe dell’anima

di Barbara Brussa

Prefazione:
Così come una manciata di sabbia, scivolando via,
lascia sempre qualche granello fra le pieghe della mano…
allo stesso modo, ogni cosa che scivola fuori dalla nostra vita, lascia qualche granello di sé, fra le pieghe dell’anima.
Barbara Brussa
Quando la poesia diventa pensiero, ma soprattutto quando il pensiero fiorisce come poesia, ci si trova inconsapevolmente dinnanzi ad uno dei miracoli della vita.
Ci meraviglia sempre il sorgere del sole, allo stesso modo il sorgere delle parole dettate dal cuore non riesce a lasciarci indifferenti, ma in fondo cosa altro è la poesia se non il  grido del cuore, lanciato attraverso le strette cancellate della mente.
Un grido non un sussurro, la poesia riesce a destabilizzarci quando davvero scende nelle profonde caverne del cuore, la poesia è quel terremoto, che su invito entra nelle nostre case interiori abbattendo mura, finestre e porte, per rapire la ragione, e liberarla poi attraverso i colori molteplici di un arcobaleno di libertà.
Ebbene queste sono le emozioni “ascoltate” nell’aver letto il primo lavoro di una promettente autrice, Barbara Brussa: “Entro a fare due passi” già nel titolo l’intenzione velata appare al lettore, ma il sottotitolo svela l’intento reale: “Fra le pieghe dell’anima”.
 
È tra le pieghe della nostra anima che ascolteremo i passi deliziosamente toccanti di Barbara Brussa, che fluidamente come acqua che irrora ci svelerà il suo mondo, un mondo intenso, vibrante, soprattutto molto umano, che come per magia illuminerà “la nostra magia”.
 
“Esiste un luogo,
che accoglie tutti i bambini non nati.
Non è il Paradiso, è molto di più.”
da: Un luogo magico
Le parole uno specchio, e attraverso questo specchio fatto di sentimenti sinceri, d’amore, passione e molteplicità di sogni, ritroveremo quanto di nostro abbiamo dimenticato, attraverso il sentiero tracciato con amore dall’autrice, non servirà altro che seguire il palpitare intenso del suo cuore, tra le righe di una prosa toccante a tratti leggera e gioviale.
“Il sole comincia a sorgere,
macchiando il cielo di arancione.”
da: Raggio di sole
La poesia nella sua interezza trova in questo lavoro, sfogo in tutte le sue molteplici sfumature, perché la vita quando è vissuta con Amore, non può e non deve abbandonare nessuna delle tinte del cuore neanche quelle scure, e queste tinte nell’opera di Barbara Brussa ci sono tutte, dai teneri colori pastello che colorano i ricordi dolci legati alla sua bambina, alle tinte forti della passione che colorano l’Amore di una vita, tinte che la sostengono e la illuminano dal cuore alla mente.
 
È  fuoco, che infiamma il volto e il sangue.
Che libera la passione, facendola volteggiare
al tuo cospetto, con la leggiadria di una provetta ballerina.
da: L’Amore non ha colpe
Come non restarne positivamente colpiti, quando a parlare non è la ragione, ma il gigante buono che in ogni uomo vive nascosto “fra le pieghe dell’anima”, aprite la porta del cuore, c’è qualcuno che “vuole entrare a fare due passi”.
Attraverso le parole di questa sensibile autrice, il vostro gigante buono, troverà  voce per parlarvi, d’amore, di speranza, di passioni. Colorate i vostri pensieri, illuminate i vostri sogni con una lettura positiva e rigenerante, capace di sollevare il cuore.
Barbara Brussa una bravissima autrice contemporanea, che ascolta il cuore per tradurlo in parole.
Cleonice Parisi
Scrittrice, poetessa, operatrice culturale
 
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 Biografia

 
 La poesia nasce negli abissi dell’anima, laddove si annidano le emozioni più profonde. Emozioni che talvolta si fanno liquide, e sgorgando dall’inchiostro di una penna, riemergono dal fondo, per rendersi visibili.
Non sono una poetessa: sono una persona semplice e comune, ma che – forse – vede mondi invisibili ad un occhio distratto.
Nessuno, tranne noi stessi, può vedere ciò che guardiamo con gli occhi del cuore. Cerco me stessa, dentro il mio “sentire” scevro dai rumori assordanti di una quotidianità che non m’appartiene.
Con la luce dell’anima illumino il mio mondo; esaltandone le gioie – per apprezzarle a pieno – ed affrontandone i tormenti – per combatterli, e purificarmi l’anima dagli effetti deleteri della rabbia repressa.
Per far sì che le parole non giacciano inermi, tra la polvere di passi affrettati, mi chino a raccoglierle per dar loro una speranza di vita.
Sogniamo, per dimenticare -anche solo per un attimo – la realtà in cui talvolta ci troviamo ingabbiati. Anche l’anima è prigioniera: rinchiusa nei nostri corpi, attende la sua liberazione. È nella poesia che troviamo le ali per volare, liberando le nostre anime…
Barbara Brussa
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Recensione:
Il Demone dell’Anima

di Anna D’Urso

“Una rosa per i giorni di sole,
una per quelli da odiare,
un giglio per il tuo respiro
e uno per sentirti vivo,
una fresia per la tua pelle
che riluce, come le stelle,
un garofano per il cuore tuo
che è seppellito dentro il mio…”
Quando il Demone parla, l’Anima ascolta e cerca nell’Amore la chiave di volta.
Questo mio breve inciso, cela un ambizione, quella di catturare il vostro cuore, per condurlo alla  scoperta di un opera poetica,
che svela nello svelarsi, il coraggio d’amarsi.
Distratti, confusi, apatici, inguaribili nostalgici, innamorati dell’amore, ci aggiriamo per le strade della vita, come corpi sbiaditi, tra mille voci, come fili d’erba piegati dal vento che lezioso gioca sul nostro capo, incline all’apatica arresa. In questa terra disillusa dove i frastuoni del vivere calano, avanza con passo deciso:
“IL DEMONE DELL’ANIMA”
E’ questo il titolo dell’opera prima, di una poetessa vibrante, Anna D’Urso,  pagine sensoriali dove riaffiorano i colori sempre vivi dell’Amore. Sentimenti elaborati, svestiti dai falsi e bìgi colori delle illusioni, trovano dimensione in questa avvolgente poetica.
“… Cosa c’è oltre l’amore?
Uno spazio infinito di tempo vuoto,
un giorno lungo una vita assente,
un mare indefinito dove nasce la notte,
il nulla…”
Una vita distratta, che avanza sorda alla voce dell’Amore, fagocitata dagli impegni, che come fiore spezzato dai turbinosi cicloni del quotidiano esistere, ci allontana sempre più dalla terra del cuore, ma la poetessa Anna D’Urso con mano ferma ha delineato la realtà, proseguendo oltre… tracciando una mappa per giungere al tesoro che ogni cuore cela, la sua preziosa interiorità.
“Un tarlo dopo l’altro e la tua anima cola,
la linfa che scorreva si esaurisce da sola,
fa che si rigeneri col tuo dolce canto,
non pensare a quel che hai perso, non aver
rimpianto.”
Cullare sogni, modellarsi ai venti della vita, e accendersi nell’illuminare la propria esistenza, sono queste le fresche acque dove scorre la poetica di Anna D’Urso, la creativa e intuitiva autrice,
dal cuore soldato che del mutar in  pietra,
non ha accettato il fato.
La terra del cuore, è teatro di guerre, tempeste e fioriture, ed oggi siamo testimoni della nascita di un nuovo e profumatissimo fiore, un cuore poetico che trova spazio, voce ma soprattutto luce in questo bellissimo libro.
“Ricucio lentamente le ferite,
dal tempo e dal silenzio lacerate,
combino i lembi del mio cuore…”
Anna D’Urso, dal suo demone ha carpito segreti che la vita sussurra con l’altra sua voce, e  come preziose gemme fanno luce attraverso l’unicità di quest’opera: Il Demone dell’Anima, un libro da leggere con la mente nel cassetto e il cuore tra le mani.
Cleonice Parisi

Anna D’Urso nasce a Palermo nel 1965, anticonformista fin da piccola, ama mettersi in gioco conquistando le simpatie di chi le sta accanto.
L’amore per la poesia esplode tra i banchi di scuola, col nascere del primo amore; note di malinconia accompagnano i suoi scritti e le approvazioni unanimi di chi le vuol bene, la spingono ad andare avanti riempiendo pagine di diari segnati dalle lacrime di commozione di chi li ha letti.
Mamma e moglie serena, ama dedicarsi alla cucina. La sua prima opera “Il demone dell’anima”, The Boopen Editore 2008, ha suscitato grande consenso.
Recensione:
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“Tra Sogno è Realtà”

di Salvatore Esposito

Ed ecco che “Tra Sogno e Realtà” varcai la porta di un cuore poetico…

..nelle sacre e ampie sale di un nobile e sconosciuto castello, ritrovare le intime note di un uomo, dove pagina dopo pagina, prende forma la dimensione privata di un poeta sorprendente, nel mentre inebrianti parole, permeano delicatamente le strette maglie del cuore.

Questa è la nuova opera di Salvatore Esposito: “Tra Sogno e Realtà”.

Da “Quando la rugiada”:
Quando una goccia di rugiada
sfiorò delicatamente i petali
d’un fiore così bello
la primavera finalmente si destò.

Addentrarsi come incorporee presenze, nelle arieggiate sale di questo castello, che cela  buie e misteriose segrete, dove albeggia il cuore palpitante di uomo Vivo.

Talvolta un gioco sensuale di parole dette e non dette, dove una miriade di veli cadono per svelare profonde ferite, o emozioni imbevute da passioni Vere.

Aprire lo scrigno di un cuore, per carpirne il suo sospiro più privato, per poi carezzare le nostre più intime curiosità.

“Tra Sogno e Realtà” è un opera completa e stimolante, che sa accendere interesse, che soddisfa la nostra voglia “epocale” di cultura storica e di contemporaneo vissuto, dove profonde riflessioni, e apparenti viaggi nel passato, ci regalano l’entità poetica di un sensibile ed emozionate Salvatore Esposito, che torna a  sorprenderci:

Da: Il Gladiatore in agonia
… ferito un’altra volta
viene portato via
ma non morirà, non ancora…
(gli ultimi istanti di un grande Papa)

Un libro è la chiave per aprire un mondo che è solo apparentemente diverso, ma nel suo svelarsi, il nostro riconoscerci.

Le sue ombre, le tue ombre…la sua luce, la tua luce.

Da “Le Ombre”:
L’angoscia e la paura affiorano in te.
Vuoi fuggire? Non puoi.
La luce le farà svanire.


Le liriche di Salvatore Esposito a tratti paterne ad altre violentemente virili, sanno riattivare la dormiente fantasia, nel nutrirla di forme e colori sempre nuove.

Da “Quel filo di dignità”:
Il suo sorriso appariva
accattivante e impregnato
di cartaginese astuzia
ma Lei l’agguato avea fiutato
concedendosi di rado
alle sue maglie.

Salvatore Esposito, affida a: “Lettera a un’amica” opera introduttiva al libro, la sua immensa forza, espressione chiara di un grande amore per la Vita:

“In verità non smisi mai di amare, di essere generoso, disponibile, di sacrificarmi per gli altri pur sapendo che spesso non avrebbero ricambiato. Ho amato il padre e la madre, i figli e le donne con cui ho diviso la mia vita. Ho amato i bambini, i vecchi, i compagni d’avventura, ho amato gli amici e qualche volta anche i nemici. E ho amato anche te amica mia. Un bacio epocale.”

Cleonice Parisi


Dalle prefazione di Giorgio Agnisola:

Si tratta in genere di volti, di occasioni che il poeta propone, ancora una volta sul filtro memoriale, e riscatta per così dire da una caducità contingente, trasfigurandoli nel segno di un lirismo non di rado sognante, favoloso: piccole storie sovente, narrazioni che si fondano su di uno sguardo, una sfumatura, un profilo, ma che nell’universo del poeta assumono veri e propri segnali di vita, simboli di un mondo interno che rimbalza come eco sottesa di voci profonde, come anelli del tempo e della memoria.

Salvatore Esposito è nato nel 1952 a Napoli, dove ha conseguito il diploma di perito industriale; è impiegato in un’azienda informatica e scrive poesie da circa vent’anni in lingua e in vernacolo. Alcuni suoi componimenti sono stati pubblicati in antologie ed è stato più volte premiato in concorsi letterari come il “Festival dell’Ecologia” (Formia, 1991), “Un sorriso con le mani tese” (Napoli, 1993), e ancora, il premio promosso a Caserta dall’ANSPI nel 2006 e la VII edizione del concorso “Poesie e preghiere per il nuovo millennio” (Caserta, 2007). È altresì tra gli organizzatori del Premio di Arte e Letteratura “Domus Artis Mater” organizzato a Caserta, dove attualmente risiede.

In copertina: Carmela Infante, Metamorfosi, 1997 (particolare, olio su tela).

Per contattattare l’autore:
salvatore-esposito@email.it


Prefazione:

La Felicità a Portata di Mano
di Paquale Foglia

Viaggeremo insieme nel mare delle domande, quelle che insolute talvolta riecheggiano nella nostra mente avide di risposte.
Chi è il dottor Pasquale Foglia?
Una colonna di antica fattura, che mani d’uomo attento e vissuto hanno innalzato su terra resa fertile da tante notti buie.
Pasquale Foglia è colui che divulga esperienza e sensatezza, frutti sani raccolti nel proprio giardino interiore, dove nella fusione armonica di scienza e anima, ha visto fiorire la sua ricetta per una vita felice.
Perché ascoltarlo?
La conoscenza è il frutto della nostra volontà, ma la saggezza è un frutto che non si coltiva, nasce spontaneo ai piedi degli alberi sacri come un raro tartufo. L’uomo saggio è della vita il lievito che fermenta la farina, che non ti regala niente se non il dubbio.
Apri la porta al dubbio, nel vivere chiudiamo gli occhi per sfuggire alle lacrime precludendoci anche il sorriso, ed ecco che Foglia ci prende per mano suggerendoci la strada per addivenire ad un sorriso che non ci lascia:
“La felicità è a portata di mano, tutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”, è chiaro il suo messaggio, se siamo quel che mangiamo nel mondo fisico, perché allora non applicare la stessa regola anche nel mondo interiore, “siamo quel che pensiamo”. Impariamo a pensare positivo, riabituiamo la nostra mente al pensiero positivo, e ripartiamo con ottimismo verso il nuovo giorno.
Chi sorride alla vita ha già sorriso a se stesso, se non avrai trovato in te non potrai certo dare agli altri.
Il dottor Foglia dice: “Nella vita non riesce chi è più bravo, ma chi è audace”, rendi questa occasione opportunità… riapri il cassetto dei tuoi sogni, schiudi le finestre del tuo cuore, la primavera che attendi è in te pretendila con le tue mani, sii audace.
Potrei parlare all’infinito dei mille spunti che questo libro offre, ma lascio a te lettore lo spazio per cogliere fragranze e mutarle in considerazioni per il tuo cammino di uomo tra gli uomini.
La vita muta se muta il pensiero, partiamo da noi stessi conquistiamo la nostra esistenza, e notte dopo notte, il sorgere del nostro sole ci donerà il sorriso. Ascoltiamo con umiltà chi col sorriso illumina il suo sentiero, l’esempio è l’unica strada che non mente.
A tutti buon cammino.

Cleonice Parisi

Notizie sull’autore:

Pasquale Foglia (Montoro Inferiore, 25/7/1944) si è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università di Napoli nell’anno 1972 con il massimo dei voti. Dopo due anni di insegnamento nell’Istituto Professionale per l’Agricoltura di Salerno, nel 1974 fu assunto come Ufficiale nel Corpo Forestale dello Stato, da cui si è congedato nel giugno 2006 con la qualifica di Vice Questore Aggiunto. Nel corso della carriera nel C.F.S. ha fatto diverse pubblicazioni su riviste scientifiche.

Grazie alla passione per la Psicologia del profondo nata nel 1972 e a quella per l’Astrologia umanistica nata nel 1982, alle quali si sono aggiunte la PNL e l’Enneagramma, nel luglio 2006 ha aperto sul Network PiuChePuoi.it la Rubrica di Astrologia Scientifica & Crescita-motivazione e ha scoperto la vocazione di scrittore motivazionale, registrando a novembre 2008 oltre 50.000 visite e 90.000 pagine visitate!

Ha pubblicato per l’editore Boopen a fine maggio 2008 il saggio motivazionale dal titolo:

La felicità a portata di manoTutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri“.

Sito: http://astrologiascientifica.piuchepuoi.it

E-mail: astrologiascientifica@piuchepuoi.it

E-mail: pfoglia2@libero.it


Prefazione:

Natale e Company
di Silvana Stremiz

Sono fiori le parole, nel loro suono l’aroma gentile di una campanella, l’intenso profumo di una rosa. Sono fuoco le parole, riscaldano, abbracciano, stringono, colpiscono, intimoriscono.

Le parole sanno essere dono e danno. Scegli le parole per farne dono a chi ti è caro, scegli le parole così come faresti con un fiore, ascoltane il profumo assumine i colori,

Se al cuore vorrai arrivare le parole del cuore dovrai saper usare. Nelle parole il tesoro dei sentimenti, la ricchezza che trasmette speranza, sceli nel forziere dei sogni il colore che vestirà la tua parola.

In te l’emozione, in te è la luce,  in te l’amore, ma in questo libricino, il suocco del cuore di Silvana Stremiz che con occhi d’amore ha scritto una raccolta di pensieri e parole per te.


Prefazione:

Un tempo chiamato vita
di Silvana Stremiz

Silvana Stremiz, è un autrice contemporanea dotata di grande sensibilità, dopo molti consensi ottenuti, con il suo primo lavoro “La Vita con i miei occhi” edito Aletti Editore, oggi la scrittrice ci pone di fronte a questa sua nuova opera letteraria “Un tempo chiamato Vita”, riconfermando la sua sublime sensibilità e conducendoci per mano nel mondo luminoso dei senitmenti pulit.

Una donna che non ha innalzato mura tra la sensibilità e i venti del vivere, riuscendo così a coglier anche le più sottili sfumature, che mescolate alla sua passione per lo scrivere, hanno dato vita ad un opera che resterà nella nostra memorai come inno alla vita e ai sentimenti veri.

Ascoltare il suo sonoro vibrare vi sembrerà naturale, le sue parole sapranno sapientemente accendere emozioni, e non vi colga meraviglia se sentirete una lacrima furtiva fare capolino dai vostri occhi, è solo il cuore che vi ringrazia per aver aperto la sua porta, lasciandoci entrare la luce dei sentimenti puliti.

Silvana Stremiz ancora una volta riesce a stupirci, con le sue porfonde riflessioni frutto di un cuore pregno di vita, una vita uguale a tante, fatta di luce e di ombre.

Ascoltarla nell’infinità di tinte che i suoi occhi colgono, è stato come entrare in un mondo buono, dove i sentimenti sono genuini, come il pane fatto in casa, dove le parole sono fresche come acqua che sgorga da fonte incontaminata.

Ascoltarla è stato come sentire il canto di una madre che nel raccogliere lacrime ha riscoperto il suo meraviglioso cuore.

Silvana Stremic, una poetessa d’animo, le cui movenze leggiadre sanno attraversare i venti del vivere cogliendone la ricchezza, donandocene poi un frutto raro, le sue parole spontanee e sincere.

Fioriscono nel suo animo poesie che nobilitano i sentimenti talvolta trascurati abusati da treoppa abitudine nel viverli, e come piccole perle melodiose si accendono ai nostri occhi colmi di rinnovato valore. Ogni uomo è universo unico, ma nelle parolde di Silvana Stremiz è celato il sentiero che congiunge i cuori, il sentiero della consapevolezza che la vita è preziosa sempre.

Accostiamoci alla sonora essenza delle sue dolci poesie e cogliamo il fiore che la poetessa ha cullatao per noi tra le sue generose mani.

Notizie sull’autrice:

Silvana Stremiz, nata in Canada nella città di Port Arthur (provincia dell’Ontario) nel 1960, da genitori Italiani, (friulani) emigrati all’ estero per lavoro. Si trasferisce in Italia in età adolescenziale. Si sposa ha 4 figli.
Caparbia, tenace e volenterosa con profonda sensibilità celata a tutti, e ancora di più a chi lei ama.
Pubblica il suo primo libro nel Maggio 2007 – La vita con i miei Occhi – Aletti Editore.
Un libro che trova molti consensi., ottenendo diverse segnalazioni di merito. E’ presente in alcune antologie poetiche.
Pubblica il suo secondo libro nel Novembre 2007 insieme ad un altra scrittrice Cleonice Parisi – L’altra Me – Boopen Editore.
Pubblica a Febbraio 2008 il suo libro “ Un tempo chiamato Vita” Edizioni del Poggio.
A Marzo 2008 pubblica un nuovo lavoro Natale & Company. Un libro a piccolo prezzo pieno di pensieri per tutte le feste entrando così a far parte della collana degli economici della casa Editrice stessa.
Si classifica 11° al concorso Nazionale di Poesia. Prader Willy 2007. Viene segnalata in vari concorsi.
Nel Luglio 2008 con il suo libro :” Un Tempo Chiamato Vita” si Classifica 1° Alla 6° Edizione del Concorso Internazionale di Narrativa e Poesia “Insieme nel Mondo”
Lei non si definisce né poetessa né scrittrice ma imprime su carta le sue emozioni, da queste nascono le sue poesie. Emozioni che si fanno leggere e finiscono con coinvolgere chi le legge.
I suoi scritti in rete sono su: Pensieri e parole
Il suo Blog: thoughtsandotherthings
Il suo sito:pensieririflessionisaggezze
Blog di Silvana Stremiz e Francesco Andrea Becca:iinboraeinmaestrale

 

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Le Favole della Vita

Un libro per bambini dai 12 ai 99 anni.

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