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Le Catene
Le preoccupazioni, come catene affannavano la vestale incatenandola ad un albero arido e senza foglie, e la fanciulla di quella essenza triste se ne intristì.
Non riesco a muovermi!
Disse piangendo, quelle catene la soffocavano sempre più, e mentre si dimenava freneticamente per divincolarsi, l’albero arido le parlò:
Da queste catene vorresti svincolarti ma queste catene che tu senti come tali, sono il tuo legame con la vita, svincolarti vorrebbe dire rinunciare a vivere, e tu vuoi davvero rinunciare a vivere?
No!
Urlò la Vestale, io voglio vivere!!! Ma queste catene non me lo permettono, cosa farei, e cosa darei pur di allentare la loro presa. Cosa non farei per potermene liberare!
Faresti anche del male al prossimo?
Chiese l’Albero arido.
No questo no, perché dovrei far del male al prossimo? Io amo il prossimo mio come me stessa.
Vedi è questa la chiave per risolvere ogni tua preoccupazione, cerca la soluzione ai tuoi mali senza cercare il male degli altri. La Vita è un intreccio di sentimenti e di fermenti, nell’aver occhi anche agli altrui fermenti tu ti libererai dai tuoi tormenti.
La Vestale cominciò a guardare le sue catene con occhi nuovi e con amore cercò la soluzione ai suoi mali e non solo. E fu così che le catene caddero ai piedi della vestale liberandola dal male.
Bastava tanto poco per risolvere della vita il gioco?
Disse incredula la Vestale libera da ogni male e l’albero ormai in fiore rispose:
Il sovrano saggio non affama il popolo, se tra il popolo vuole continuare a vivere.
Le catene erano ormai sciolte e la Vestale prese a danzare attorno al suo Albero in fiore e al cielo innalzò il suo cuore, e di quelle catene fece fiori per adornare la sua esistenza.
Favolosa l’immagine
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)) a tutti
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“Cerca la soluzione ai tuoi mali senza cercare il male degli altri”: io la interpreterei anche in questo senso: dobbiamo cercare di osservare e correggere noi stessi, senza essere troppo proiettati all’esterno e al giudizio sugli altri. In fondo, il miglioramento parte da noi stessi e si riflette all’esterno. Se ci amiamo e miglioriamo noi stessi e la nostra situazione, ameremo anche gli altri perché saremo in grado di dare luce intorno a noi.
Non ho capito la frase “Il sovrano saggio non affama il popolo”. Me la spieghi please?
Buona domenica e buon riposo
Si
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Talvolta, visto che ogni vita è un intreccio di tante altre esistenze, ci si trova a dover risolvere problemi che coinvolgono tante vite, ognuna logicamente tira acqua al proprio mulino, ma se si vuole vivere in pace (Il sovrano saggio non affama il proprio popolo), bisogna avere occhi anche per le esigenze altrui, in modo da non esasperare il prossimo.
Lo sai in Francia come finì la storia insegna…quindi per tenerci la testa sul collo e conservare il nostro ruolo di regnanti, consigliere per esperienza personale di considerare sempre la condizione in cui si lascia gli altri (il prossimo), prima di fare un qualsiasi passo, affinchè l’esasperazione non li spinga poi a reagire in modo inconsulto.
Insomma salviamoci la pelle con saggezza
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Un sovrano saggio è responsabile del proprio regno. Dovrebbe avere un occhio in più, giusto e imparziale
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Tutti siamo sovrani dall’alto del nostro cuore, e bisognerebbe amministrare così la vita, ma credimi nn è cosa facile.
Un bacio leggi l’email