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IL CAVALIER DEMENTE

IL CAVALIER DEMENTE

IL CAVALIER DEMENTE

Le nuvole accendono il sole
che dietro respira nell’attesa
di giungerti al cuore;

Il cuore freme
all’ombra delle nuvole nell’attesa
che il suo sole lo scaldi;

La ragione inconsapevole creatura
osserva l’alternanza della vita
e con essa danza.

Nuvola spostati fa che mi possa scaldare al mio Sole, giunge il Vento è come carrozza magica vuole scortarti altrove, sali come una sposa felice il tuo compito portasti a termine egregiamente.

Non tocca a te dirlo Cuore!

Rispose indispettita la nuvola, è il Sole che mi comanda ed io solo al suo cenno mi scosterò dal farti ombra.

Il cuore si rattristò mettendo un muso lungo, che giunse sino all’orecchio della ragione, che sentì i suoi pensieri rabbuiarsi senza per questo capire, cosa fosse accaduto.

Un fiore che nell’alternanza godeva dei raggi del Sole, vide la ragione rabbuiarsi ed incuriosito chiese:

Cosa ti cruccia ragione, cosa non cuoce nel tuo pentolone?

E la ragione, colta alla sprovvista, cercò di fare luce nelle sua mente, ma niente proprio niente ne accese la corrente. E nel buio della sua comprensione, guardò rattristato il fiore dicendo:

Proprio non so, mi accade spesso, che la luce della mia mente si spenga rapidamente, ed io invero non ci capisco niente.

Avrai mica messo attesa nel Sole? E nel vederlo celato ancora dietro il manto delle nuvole tu ragione te ne sei rattristata?

Cosa dici? Che sciocchezze, che ci sia il Sole o che piova per me nulla cambia, io vedo il mio sentiero e quando cala la notte ho sempre pronte molte torce.

Capisco disse il fiore, questo vale per te che sei la ragione ma hai mai provato a chiedere al tuo Cuore?

Cuore? E cos’è???

Disse quasi infastidita la ragione.

Un abito, un monile, un paio di scarpe, niente di quel che conosco ha questo nome. Ho capito forse? E’ una pietanza, ma che io ricordi non ho mai mangiato nulla che si chiamasse così.

Non sai cos’è il Cuore? Ragione mia allora è questo il motivo che non accende la luce della tua mente, ecco perché non ti si accende la corrente.

Tu credi che la vita sia della mente la sfida, ma sei in errore, la lotta in vero è del cuore e la mente è il suo cavalier servente.

Stupido fiore io non sono il cavalier servente di nessuno, io sono la mente, colei che tutto vede sente e comprende.

E allora perché non ti spieghi il buio che testè ti ha colto? Sei un cavalier servente, e se continui ad ostinarti ti chiamerò cavalier demente.

Demente ??? – Disse adirata la mente – Stupido fiore che al sole si accende e di notte muore, che vuoi insegnare a chi cammina nel passo oltre la luce? Della luna io colsi stella e ne feci della mia torcia fiammella.

Demente è dir poco cara mente, se credi che nelle torce tu possa portar la luna. Che dirti allora se non buona fortuna. La luna accende il cielo e talvolta il sentiero ma non alla mente, la luna è del cuore la corrente.

La mente era agitata, superò nel passo il fiore, ma il suo malumore gli mise in luce il cuore, e nel vederlo mesto e accucciato nel contesto del suo fiato, disse:

Chi sei e cosa fai accucciato dentro di me?

Io qui ci son nato!

Rispose triste il cuore.

E come mai non hai mai fatto rumore? Non mi dire che tu saresti il cuore?

Si sono il cuore e son funesto, smetti di guardarmi se no ti appesto, continua a camminar in avanti e fingi che io sia solo quel che mangi.

Come posso fare ora ti vedo e sento il tuo peso, esci fuori, la ragione non ti vuole.

Ma io sono il cuore, la vita come me nasce e con me muore, il Sole così vuole. Quando avviluppato dal nero manto dell’incomprensione cercavi disperatamente di accender il sole, ero io a parlarti era il tuo cuore. Accettami e chiediamo insieme il Sole.

La ragione sentiva un peso rallentargli il passo, e vide alla luce del cuore cose che non aveva mai visto ma che da sempre erano in lui e attorno a lui. Vide bambini piccoli chiedere pane, vide donne abbandonate dalla loro stessa forza, vide uomini bambini fingere d’esser mastini e vide e vide, comprese e pianse. E allora capì che il cuore gli aveva aperto finalmente gli occhi, e fu con quegli occhi che guardò il cielo dicendo:

Nuvola spostati fa che mi possa scaldare al mio Sole, giunge il Vento è come carrozza magica vuole scortarti altrove, sali come una sposa felice il tuo compito portasti a termine egregiamente.

E la nuvola si spostò.

Cleonice Parisi

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