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L’Alibi del Burattino – La favola del Grande Progetto

L’Alibi del Burattino – La favola del Grande Progetto

L’Alibi del Burattino

E se non volessi appartenere a questo grande disegno?

Puntina d’Inchiostro riprendi il tuo percorso, tu non diverrai mai stagno, perché nelle tue acque scorre l’amore, guarda al tuo orizzonte la tua montagna si inchina, non ostacolerà più il tuo percorso. Vivi Felice.

Disse una Puntina d’Inchiostro alla grande mano che impugnava con disinvoltura il pennello del vivere.

Sono meno di un puntino in questo grande disegno, laddove io sento palpitare fortemente la mia vita. Alza la mano da questo foglio che è il vivere, troppe tinte buie hai usato nel tuo operare.

La grande mano aveva taciuto sino a quel momento alle molteplici lamentele della puntina d’inchiostro, ma ora stanco delle sua implacabile foga decise di mettere fine a quello sproloquio di parole insensate, dicendo:

Di questo disegno io possiedo la visione dell’intero, piccola puntina, cosa che dalla tua posizione non è possibile avere, incomprensibile sarebbe l’intera immagine ai tuoi occhi, niente di quello che conosci nel vivere è neanche lontanamente paragonabile a ciò che vedresti. Pertanto non aggiungere altro alle tue già molteplici lamentele, accetta il tuo respiro senza troppo chiederti. Piuttosto ascolta questa storia:

Un fiume che scorreva placido ai piedi di una grande montagna, un giorno disse:

Spostati monte!!! Ostacoli il mio percorso.

La montagna dall’alto della sua vetta fece, un grande sforzo per riuscire a visualizzare quale elemento del vivere avesse ardito a tanto, e poi tra un sorriso e una beffa rispose:

Come osi tu piccolo e mediocre fiume ordinare ad una montagna di spostarsi, modifica piuttosto tu il tuo percorso! Dovresti sapere che non si può chiedere ad una montagna di spostarsi.

Ma il fiume non si diede per vinto ed incominciò ad andare contro il monte, con tutto l’impeto di cui era capace, cercando di creare un varco nella sua dura e compatta terra. Ma ahimè non riuscì neppure a scalfirla, e quel giorno sfinito e privo di energia, finì per non avanzare più, restando immobile ai piedi di quella grande montagna, e le sue acque divennero stagno buio e melmoso .

Grande Mano le tue storie sono belle ed hanno sempre una morale profonda e veritiera, ma stavolta non vedo cosa c’entra con me questa favola.

Vedi piccola Puntina d’Inchiostro, quel fiume arrogante e poco malleabile, nel cozzare la testa contro la montagna ha finito per fermare il suo fluire, e tu nel dubitare troppo, rischi di finire come il piccolo fiume divenuto stagno, fermando il tuo procedere, e da acqua pura e cristallina, rischi di tramutarti in acquitrino fetido e stagnante.

Grande Mano, sai solo annunciare i tuoi nefasti progetti.

Puntina d’inchiostro, ma quando capirete che a dirigere i passi della vostra vita siete stati sempre e solo voi, continuate ancora a nascondervi dietro all’alibi del burattino, invece di accettare le vostre responsabilità. Sappiate che il vivere oggi sarà il risultato del vostro aver ben operato, un operare che non sia rivolto al solo raggiungimento personale, ma bensì proiettato nella visione del molteplice, ricordatelo non esiste l’uomo come singolo individuo ma l’umanità intera come unico essere, tutti voi siete dei piccoli rivoli d’acqua che andrete ad alimentare un grande fiume, e sarà quel grande fiume che un giorno si congiungerà al mare. Ora vieni con me Puntina d’Inchiostro voglio mostrarti il grande disegno, ti dissi che le cose cambiano a secondo della posizione da cui si vedono, e tu ora vedrai attraverso gli occhi di Dio il suo meraviglioso progetto.

La Grande mano prese la piccola puntina d’inchiostro e la elevò in alto sino al cielo e poi disse:

Cosa vedi?

Vedo un capolavoro di colori- disse colma di meraviglie la puntina – vedo fiori dal profumo intenso, vedo pace, serenità, amore, ma come può essere se nel vivere non ritrovo niente di tutto ciò?

La grande mano non rispose e lentamente prese a riportarla giù nel grande disegno, e la puntina dall’alto vide quelle immagini che l’avevano appena lasciata estasiata, sempre più vicine, tanto vicine da riuscire a scorgere le fattezze di ogni piccolo puntino, e riconobbe il canto delle mamme, riconobbe il lavoro di ogni uomo, vide il sorriso dei bambini, le passioni, così come riconobbe il dolore, le guerre, gli orrori, tutto ma proprio tutto apparteneva a quel meraviglioso disegno che era il vivere, e niente più le parve abominio ma solo la strada per raggiungere la comprensione e l’amore collettivo. Percepì anche che il disegno non era ancora completo, ma che stava prendendo forma attimo dopo attimo sotto i suoi occhi increduli, e quando la grande mano la ridepositò nel luogo dal quale l’aveva presa capì.

Ho capito Grande Mano, il disegno del vivere è fatto di tante tinte, ma tutte prima o poi genereranno amore. E’ scritto ogni fiume giungerà al mare ed ora il suo messaggio mi appare chiaro, ogni cosa nasce complessa ma diverrà semplice, ogni cosa nasce cattiva ma nel cammino diverrà buona. Questa è la legge che vige sul vivere, a cui nessuna Puntina d’Inchiostro potrà mai sottrarsi, è l’amore sarà il libro sul quale scriveremo le pagine della nostra storia.
Una sola legge universale vige sul vivere, la legge dell’Amore e solo ad essa io mi inchinerò, oggi e sempre. Grazie d’avermi resa partecipe del tuo grande progetto, che sia la mia voce la tua voce da oggi non remerò più contro di te.

Cleonice Parisi

4 pensieri su “L’Alibi del Burattino – La favola del Grande Progetto

CleopaPubblicato in data8:54 am - Dic 29, 2007

Ogni favola che scrivo non passa sulla mia vita, ma nella mia vita lasciandomi in dono la speranza.

Con questa favola in particolare il mio cuore ha insegnato alla ragione a non disperare, e che i colori del mondo tutti quanti appartengono al grande disegno, che il grande disegno sarà armonia e meraviglia.

Credere al cuore? Cosa abbiamo da perdere, ma avremmo già decretata la nostra sconfitta nel non credergli, la vita per come la conosciamo non diffonde speranza, costruiamola noi allora con la nostra fede nella Vita.

Accendiamo la candela della speranza a partire dal nostro cuore, ascoltiamoci, mi auguro che questa piccola e umile favola possa in voi lasciare la grande speranza che ha lasciato a me, e che ogni giorno cerco di diffondere attraverso parole, aforismi, favole, perchè: Io credo al mio cuore, e voglio diffondere la sua speranza.

Baci Cleo

Gianfranco BreschiPubblicato in data12:16 am - Gen 4, 2008

Sei tu una favola.
Una delle favole più gentili e profondamente poetiche che mi sia capitato di incontrare nella mia lunga vita.
Continua così.
Auguri.

Gian

Un Pigiama da Notte – La favola di chi non crede alla Sorte | CLEONICE PARISIPubblicato in data8:55 pm - Apr 30, 2009

[…] dei cieli tira i fili di queste nostre esistenze, scrissi tempo fa una favola che si chiamava L’Alibi del Burattino, cosa non faremmo e diremmo pur di non sentirci responsabili della nostra vita, perchè dentro […]

Un Pigiama da Notte – La favola di non crede alla sorte – La Piccola VocePubblicato in data4:50 am - Mag 1, 2009

[…] dei cieli tira i fili di queste nostre esistenze, scrissi tempo fa una favola che si chiamava L’Alibi del Burattino, cosa non faremmo e diremmo pur di non sentirci responsabili della nostra vita. Dentro vogliamo […]

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