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Il cammino dei peccati

Il cammino dei peccati


Il cammino dei peccati


Un uomo iniziò il suo cammino portando con fatica il suo pesante fardello. Ed ebbe sete, ed aprì il suo sacco per bere; Ed ebbe fame, e di nuovo attinse da quello stesso sacco. Le voci della vita presero a gridare con disdegno:

Hai peccato, hai attinto acqua da fonti buie;
Hai peccato ti sei sfamato da un albero insano.

L’uomo continuò a camminare portando sempre sulle spalle il suo pesante fardello, e di nuovo ebbe fame e di nuovo ebbe sete, attingendo sempre dallo stesso fardello. E le voci che non avevano mai smesso di gridare, aumentarono ancora il tono della voce dicendo:

Hai peccato, hai attinto acqua da fonti buie;
Hai peccato ti sei sfamato da un albero insano.

L’uomo giunse al finire del suo cammino, trovandosi di fronte al cancello di un meraviglioso giardino, dove il guardiano sembrava lo attendesse con un grande amicizia.

Che tu sia il benvenuto.

Disse il guardiano con un ampio sorriso. L’uomo era triste e con gli occhi bassi disse:

Signore dimmi dove posare questo fardello e quale scale prendere per scendere giù all’inferno, io sono un peccatore.

Ma l’uomo che aveva tra le mani le chiavi del cancello del giardino, lo guardò con comprensione dicendo:

Riconsegnami il fardello figlio mio, ed entra pure nel giardino.

Signore ma io ho peccato, ho avuto fame e sete ed ho attinto dal fardello!

E cosa ci vedi di strano, secondo te perché te lo avevo dato? In quel sacco c’erano le mille voci del vivere, ma solo di una dovevi ascoltarne il dire. Lasciando chiuso il sacco non saresti mai riuscito a distinguere la voce vera dalle false, hai ben camminato entra pure.

E così dicendo aprì le grandi cancellate per farlo entrare nel giardino.

Cleonice Parisi

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