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Aforismi – II –

Aforismi – II –

Aforismi sull’Amore
1) L’amore è come un mendicante cieco che vaga per il mondo senza meta, chiunque può riconoscerne il volto, ma solo chi gli andrà incontro potrà guardarlo negli occhi ritrovandoci i suoi. L’amore non scorge l’egoista ne il generoso, ma accoglie nel suo confortante abbraccio chiunque ne abbia cercato lo sguardo. Ama in modo incondizionato chi più di te sente la mancanza, ama te stesso, e il frutto dell’eterna pienezza dimorerà per sempre nel tuo respiro.
2) Quando un dì specchiandoti nei tuoi occhi sentirai di non aver mai dato abbastanza a chi ti chiede amore, sappi d’aver compiuto un altro grande passo verso la tua vita. L’uomo generoso ha il cuore colmo e le mani fertili.
3) Comprendi se vuoi essere compreso, perdona se vuoi essere perdonato, accetta se desideri essere accettato, niente ti verrà dato se niente avrai dato. Accetti l’uomo il postulato dell’amore solo se ami sarai amato.
4) L’amore è un albero che affonda le sue radici nella comprensione, se non avessi compreso il dolore, non avresti riconosciuto l’amore.
5) Il nostro saperci immedesimare nelle storie altrui è il grande potere dell’amore che vive in ogni cuore.
6) Il tempo è una grande montagna, che alcuni portano sulle spalle come un peso insostenibile, ed altri scalano per poi spiccare il volo nei cieli più tersi.
7) Ama te stesso e nel momento in cui ti riconoscerai meritevole del tuo amore, le porte della conoscenza ti verranno spalancate.
8) Il miglio cresce fiero nei campi che mano attenta ha arato con fatica, il grano s’erge alto laddove grano è stato seminato, il fieno trova spazio laddove l’uomo ne ha imposto la coltura. Possa allo stesso modo la mano dell’uomo arare, seminare, curare, e imporre un unica disciplina al suo cuore quella dell’amore.
9) L’amore che cerchi non è nei gesti e nei pensieri del mondo ma nel semplice palpito del tuo cuore. Ama te stesso.

 
Aforismi sull’Anima
10) La nostra anima è un terreno fertile e ricco di vita, ma per riconoscere i fiori che in esso attendono di sbocciare, bisogna prima liberare il terreno dalla sterpaglia. Durante questo lungo e periglioso compito si impara a riconoscere la ricchezza che ogni fiore racchiude in sé, e solo allora essi si schiudono alla vita. Si nasce già ricchi, ma senza occhi in grado di riconoscere la nostra ricchezza.
11) Si può essere santi, si può essere vergini, si può essere mediocri, si può essere essenziali, ma fin quando sarai queste cose solo per l’occhio estraneo, non lo sarai comunque. E’, solo chi si osserva attraverso l’occhio attento della sua anima, perché solo attraverso quella lente vedrà davvero, riconoscendo che non esistono santi, ne vergini, di non essere un mediocre ed inversamente essenziale, ma d’esser un uomo degno di vivere, ed in quanto tale vivrà davvero.
12) Il viandante cammina fiducioso, il suo sole è sorto e presto torneranno a fiorire i fiori sulla sua terra. La primavera dell’anima e attesa come acqua che disseta la terra, e nessuna terra ben idrata e soleggiata resterà improduttiva. Pertanto non dubitare oltre.
13) La fame dell’anima congiunge molti ad una sola tavola, nessuno tolga al fratello il suo posto, ad ognuno verrà servita la giusta pietanza.
14) Mentre occhio semplice nutrirà la bocca dell’uomo, il suo occhio profondo nutrirà il cuore. Non creda l’uomo d’aver un solo impegno, sbarcare alla vita umana vuol dire nascere anche in spirito.
15) L’uomo giunto osserva la sua vita, e non vede in essa alcuna cosa che possa ergerlo a colonna, nessuna voce a lodarlo per la sua cruenta battaglia. Mesto sorride a se stesso dicendo: “Chi ha potuto conoscere la tua lunga e sanguinosa lotta per la vita. Chi ha visto, ha solo guardato il lato esterno del tuo occhio e non le buie visioni della tua anima, pertanto non chiedere onori e glorie per esser giunto. Oggi la più grande festa non è tra gli uomini della terra ma tra quelli del cielo, che vivono attraverso il tuo sorriso, raro uomo che oggi vedi la vita davvero.”
16) Volubile come il tempo è l’uomo tenero, sorride al sorriso e piange al pianto, non conosce stabile colonna sulla quale porre piede, ma solo debole foglia che vibra al transumar del vento. Egli ancor non sa che i cuori teneri sono la terra sacra in cui il cielo costruisce dimora, e che ogni lacrima versata nel seno di un vero sentimento, sarà l’acqua che darà germoglio al suo cuore, ed ogni sorriso donato, il sole che ne farà maturare i suoi frutti. Se tenero è il tuo cuore, sappi d’essere terra sacra, piangi e sorridi secondo i dettami della tua anima e presto la foglia delle tue incertezze diverrà colonna.
17) Ardito è l’animo umano che non concepisce certezze, in quanto cavalca accecato dall’incomprensione un cavallo avvezzo a grandi salti, e sul dorso di una così nobile creatura sfida i tempi e le volubili vicissitudini della vita.

 
Aforismi sul Buio
18) Nella luce del giorno ci ritrovi il sole, ma nel buio della notte ricorda sempre di cercare la luna, che seppur celata da qualche nuvola passeggera rimarrà eternamente affissa al cielo, per ricordarti che non esistono oscurità dove la luce non possa fare breccia. Ricorda.
19) A te che bevi del succo ingannevole e nefasto del tuo buio vedere, sappi che la tua sete non avrà mai fine, e quando un dì ti chiederanno dell’inferno, dì con serenità che tu lo hai già vissuto. L’inferno non attende l’uomo al varco, l’uomo che non vive nella vera vita ha l’inferno nel cuore. Le case adorne non sono esempio di vita, osservi l’uomo che cerca, il cuore degli uomini e non le loro ricchezze in terra. Sappia di possedere un metro di misura sbagliato chi avrà cercato nelle cose. Cambi.
20) Non esistono giornate grigie, non esistono tempi vuoti e persi, siamo noi a guardare la vita con occhio spento, ma se il cuore si accende con esso tornano a risplendere anche i colori della vita e ci accorgeremo che anche il grigio è un bel colore.
21) Vivi del sorriso di chi vive il suo esistere e fuggi lontano da chi affonda le proprie radici nelle buie profondità della tristezza, perché avido è il cuore di coloro che hanno fatto del buio la loro dimora.
22) Le falene della notte, corsero incontro ad una farfalla di giorno che cantava alla vita del suo esser appartenuta al buio. – “Anche nel buio della notte cercate la luce, essa è lì nel cielo che attende il vostro sguardo, ha le sembianze di una luna, corretele incontro e vi troverete a volare nel cielo del giorno, incontro al sole. Credete in chi prima di voi ha percorso la stessa strada, e per chi avrà creduto grande luce giungerà a colmare il buio del suo cuore. Io sono solo l’orizzonte di quello che vi attende, ma non la via, ogni via è nel cuore di chi la ricerca. Cercate la luna nel buio della notte e giungerete al Sole come splendide farfalle.”
23) Per te che hai compreso il senso del tuo cammino, supera i baratri che ti sono innanzi e procedi fiducioso incontro a quel orizzonte chiaro che grida il tuo nome. Non cedere all’ingannevole parola che ti vuole, Essere, debole ed in balia dei venti. Tu sei un degno cavaliere, che cavalca un indomito e coraggioso destriero, avvezzo a grandi salti. Salta gli abissi dell’anima e procedi.
24) Non si adombra al variar del tempo l’uomo, che ha visto il suo sole sorgergli nel petto. Non cambia umore al soffiar della tempesta, è eterna la primavera che lo riguarda, e quant’anche l’occhio vagherà per le buie vie, egli troverà in se riparo e conforto al tepore del suo cuore.

 
Aforismi sul Cammino
25) Guarisca l’uomo prima il suo cuore per poi mirare al cuore del mondo, e ricordi dal piccolo al grande, dal seme all’albero, dal puledro al cavallo, ogni elemento della vita insegna il cammino, e nel lento procedere i passi della comprensione.
26) Percorri pure le strade che il tuo occhio scorge, seppur “diverse” esse sono sempre il percorso più adatto a te. Di questo criterio ne abbia il tuo animo certezza, perché è scritto ogni fiume giungerà al mare.
27) A voi che siete giunti sin qui, dico: “Chi va piano va sano e va lontano, ma chi va forte arriverà comunque alle stesse porte”. Pertanto non giudicate chi non cammina col vostro stesso passo, perché qualsiasi sia il modo di procedere giungerete tutti ad una sola conclusione: la vita è amore.
28) Giunge alla vita l’uomo che ha atteso tanto il suo fiorire, ha sul capo fiori di pesco, segno del suo cuore proteso alla primavera e tra le mani un ramo di olivo dono di colui che l’ha mandato. Ora attraverso i suoi luminosi passi diffonderà i semi di quella pianta che porta tra le mani e il profumo dei fiori di pesco che porta sul capo. Ha camminato tanto sorretto da una sola speranza quella di rendere migliore la vita dei suoi fratelli, e solo grazie a questo suo sogno oggi è giunto alla vita per adempierlo. Oggi sa di non aver sognato ma d’essere messo di parola.
29) E’ finalmente giunto l’uomo dal doloroso cammino, la sua isola lo abbraccia accogliendolo nel tiepido tepore di un saluto. “Benvenuto sia il tuo passo, tutto qui ti appartiene sii tu sovrano di questa isola”. L’uomo è stanco, accasciando il suo passo chiederà solo acqua, tanta è l’arsura da non riuscir a scorgere neppure l’isola. Basteranno poche gocce di quella sacra bevanda a far risorgere tutto il suo essere e di quella enorme isola presto diverrà l’incontrastato sovrano. Cerca la tua isola, ogni uomo possiede una terra la raggiunga, e i tifoni della vita non oseranno più sfidarti.
30) Santa è la tua voglia di vivere nella vita e come la più sacra delle coppe lambirà le tue labbra arricchendoti delle sue più vere ricchezze, perché la vita appartiene ai martiri e ai santi che hanno fatto del loro cammino fonte di insegnamento.
31) Possa il viandante che è nell’animo di ogni uomo, percorrere velocemente la strada che divide l’incomprensione dal vero vivere, e presto le stelle del cielo prenderanno dimora sulla terra per vivere in armonia con il mondo.
32) Colga la luce del giorno nella lanterna della sua vita, questa luce non cede il passo al tempo, ne teme le intemperie, essa è eterna, cammini sicuro il viandante stanco è giunta l’ora della sua vita.

Aforismi sulla Comprensione
 
33) Vivere nella vita con generosa comprensione, vuol dire non negare ad alcuno il proprio sorriso.
 
34) Cammini l’uomo che vuol guardar al passato con la veste alta, affinché i vecchi rami non abbiano ad intrecciarsi alla sua veste, imprigionandone il passo.
 
35) Nel dire e nel fare il seme del tuo cuore chiede voce, chi imboccato avrà la via sbagliata metterà a dimora semi diversi, ma da nessuno di essi nascerà fiore.
 
36) Generoso è l’uomo che allunga le sue mani verso il domani, sapendo che non arriveranno mai a toccarlo.
 
37) La giusta via è nel mezzo. Nel mezzo di due fuochi c’è l’uomo, che come un altalenante atleta passa da una sponda all’altra. Due fuochi che la sua stessa mano ha messo a dimora sin dall’inizio dei tempi, a cui immolare tutti suoi vizi e tutte le sue virtù.
 
38) Conosci te stesso prima di giudicare gli altri, perché chi ha conosciuto i propri limiti non ostenta parola verso il prossimo. Comprenderà allo stesso modo di come si è compreso.
 
39) La vita non chiede di rinnegare la propria natura, ma auspica una superiore comprensione, anche chi è nato cactus può tendere a migliorarsi. Tutto ciò che inizialmente nasce è complesso, ma col suo evolversi tende a semplificarsi. E’ il desiderio di sapere che rende grandi, ed è la sua mancanza che rende piccoli. Non conta essere nati da pianta da frutto o da pianta spinosa, accendiamo la fiammella di quel unica candela che nel buio del nostro sapere profondo accenderà conforto e certezze.
 
40) Chi prega in ginocchio non ascolta le voci del cielo, chi prega dall’alto dei monti non sente il fluire dell’amore della terra, solo chi prega nel proprio cuore riesce a cogliere gli attimi infiniti del cielo e il caldo sentire del mondo.
 
 
41) La tua stanchezza è un fenomeno mentale abbatti le barriere del pensiero e poniti ad un livello superiore, vedrai, saprai riconoscere la stanchezza fisica da quella mentale. La prima si risolve con il riposo e la seconda si supera con la volontà.
 
42) Dimentica tutto, ma non dimenticare mai che gli eccessi rendono tutto ciò che è buono cattivo, ma ciò che è già cattivo non potrà mai divenire buono.
 
43) Il tempo è come una ruota di carro, continua il suo percorso, anche se non c’e’ più nessuno a spingerla.
 
44) Maestro è colui che insegna senza proferir parola. Maestro è colui che scruta il cielo in attesa che una stella possa indicargli la via. Maestro è ogni uomo quando il suo fine ultimo è il cielo.
 
45) Nulla nasce, nulla cresce, nulla si combina con chi non ha nel cuore il proprio bambino.
 
46) Illumina la via chi è illuminato dal di dentro, ma non chi illuminato appare. Solo la luce del cuore attraversa la mente, e si diffonde attraverso gli occhi. Le altre luci sono inutili decorazioni, che appaiono col grezzo scopo di stupire.
 
47) Mescola bene gli ingredienti del tuo conoscere, e assaggerai una pietanza assai amara, che stimolerà i sensi a riconoscer il vero. Possa la minestra dei tuoi giorni del passato, averti lasciato in bocca l’amaro senso del disgusto, affinché i giorni del domani, possano renderti il dolce di cui eri stato privato. Ti sia nota la mia legge, disse un dì la vita all’uomo:”Il sorriso, altro non è che l’inverso del ghigno, e le lacrime, il fiume attraverso il quale scorre la gioia. Non attenda la luce chi non ha conosciuto il buio”.
 
48) Quando comprenderai che fusto, radice e foglie, appartengono tutte al tuo albero, vedrai con gli occhi del cuore il tuo giardino.
 
49) Stimati tu, prima di cercare stima negli occhi degli altri, e vedrai che quando il tuo specchio ti rimanderà l’immagine che cerchi, il mondo ti vedrà attraverso i tuoi stessi occhi.
 
50) Quando la comprensione diviene il tuo occhio, riconoscerai i semi che tieni stretti tra le mani. La tua mente è un terreno fertile, che da ricovero e nutrimento a qualsiasi cosa tu le abbia offerto. Il buon contadino sa che se pianta ortica, raccoglierà ortica, ma se pianta grano raccoglierà grano. Non offrire alla tua mente, semi di cui non vorresti poi saggiarne gli amari bocconi. La nostra mente è un cuoco cieco, offrigli della farina, chiedendogli una pizza e lui impasterà con devozione il composto mettendoci lievito sale e olio per rendere il tutto morbido e lievitato, ma il povero cuoco cieco non sa che quella che tu gli hai spacciato per farina altro non era che polvere di sterco. Mangeresti tu una pizza fatta con polvere di sterco? Chi è colpevole in questo inganno il cuoco cieco o tu stesso? I pensieri sono il frutto complesso della nostra mente, che partorisce solo i figli della nostra semina. Non piangere oltre quando mostri famelici soffocheranno la tua mente, ricorda la mano che ha messo a dimora quei semi è la tua, cambia e vivrai.
 
51) Il senso della vita è un prezioso monile che porti al collo esso è diadema di giorno e catena soffocante di notte, non temere la sua duplice faccia ti porterà a coniare la tua splendida ed unica gemma che avrà su tutte le sue sfaccettature il segno della tua comprensione.
 
52) C’è un solo colore nel mondo che ricorda la luce del sole, il colore del sorriso. Irradia con la tua stella di luce la vita, sorridi e i tuoi colori voleranno lontani.
 
53) La malattia del cuore può avere varie forme, la più silente e pericolosa è quella che non provoca danni al prossimo ma solo all’uomo che la vive, perché lo stesso non riceverà mai grossi traumi per risvegliarsi dall’incanto di una strada errata. A te donna che nella vanità hai messo le radici del tuo albero, sappi che il tuo albero non era, ma solo marcito ramo. Non prolifera seme nella palude melmosa, la vanità non è un mezzo per raggiungere la stima di se stessi, non è la via. Il tempo ti aiuterà a voltar lo sguardo dal tuo cammino di una vita, ma sarà troppo tardi per sanarti. Osserva ora il tuo volto allo specchio e rifletti: Potrai mai fermare il tempo che avanza? …Cambia strada.
 
54) Leggere sono le orme di chi non crede nel suo cammino, persino la brezza del mare ne cancellerà il ricordo, ma quando l’uomo giungerà alla comprensione il suo passo diverrà pesante, e il mare non oserà cancellarne le sue orme. Grande è il rispetto che il mare ha degli uomini degni.
 
55) Chi scorge nel suo orizzonte l’albero del domani, pensi prima a nutrire il suo seme. Niente è, se non attraverso i molteplici passi del crescere. Tra il seme e l’albero c’è la terra del divenire. Non guardi l’uomo troppo lontano, segua invece l’ampiezza del suo passo e giorno dopo giorno giungerà al suo traguardo.
 
56) La comprensione dell’uomo cavalchi il suo cavallo e non pretenda di correre al di sopra delle nuvole prima ancora di possedere le ali, sproni al massimo il suo ronzino, ed in cambio di tanta fede si troverà in sella ad una splendido destriero.

 
 
 
 
 
Aforismi sulla Consapevolezza
 
57) Pellegrino inconsapevole resterà chi sul suo cammino non incrocerà ostacolo.
 
 
58) Inconsapevole e chi non concepisce il domani del mondo, non sa d’appartenere egli stesso a quel domani che nega, ma come l’onda del mare non potrà infine negare di appartenere allo stesso, così l’uomo che ancor non vede riconoscerà d’esser parte di un grande disegno.
 
59) Maestro è colui che insegna senza proferir parola. Maestro è colui che scruta il cielo in attesa che una stella possa indicargli la via. Maestro è ogni uomo quando il suo fine ultimo è il cielo.
 
60) Nelle cose del mondo non troverà dimora chi ancora ricerca vita attraverso i frutti incerti del material desio.
 
61) Non esiste in vero un unità di misura per valutare la santità dell’uno o dell’altro, la consapevolezza è una condizione che porta tutti ad uno stesso livello e da li che nascono le diversità. Ricorda tutte le braccia nate da quella dimensione appartengono ad uno stesso corpo, e a quel unico corpo che dovrete tutti rivolgere lo sguardo. Non chiederti quanto sia lungo il tuo braccio, guarda invece a quanto è immenso il corpo da cui nasce, ed in quel istante avrai la visione dell’unico. Guarda al fratello con stima e loda il suo operato, ogni braccia protesa è vita per l’intero corpo.
 
62) La vita è un abito strano, composto dall’intreccio di mille fili, che la mano santa della vita ti cucirà addosso. Del suo operato non potrai metter bocca, ma sappi che la mano intreccerà solo ciò che tu le avrai consegnato. Presta molto occhio a cosa le offrirai potresti ritrovarti indosso un abito che non ti piace.
 
63) Bisogna giungere alla consapevolezza attraverso una strada e di questa via parlare. La santità frutto dell’innata comprensione ha fine a se stessa, mentre il disegno divino ha come unico fine di portare l’intera umanità alla luce.
 
64) Innata è la consapevolezza per ogni uomo, ma nascosta al suo vedere sino a quando non avrà dimostrato fedeltà, amore e comprensione, solo allora di diritto gli verranno aperti i forzieri del suo più grande tesoro. La consapevolezza innata è il tesoro che il cielo consegna ai suoi più valenti cavalieri, entra anche tu a far parte di questo grande esercito di vita, divieni degno della visione di Dio e potrai gioire alla luce di un unico sole.

 
Aforismi della Contrapposizione
 
65) Corre lontano lo sguardo dell’uomo che ama la vita. Egli osserva all’orizzonte il suo domani e riconosce nel passo del prossimo il suo stesso andare. Lento ed eternamente assetato è l’uomo che non concepisce il suo domani, se non nei suoi passi, a quest’ultimo nessuna oasi ne accoglierà il passo. Solo chi avrà ascoltato e compreso la voce del suo affanno troverà poi ristoro.
66) Non vive l’uomo che è sempre nell’attesa del vivere, esso è come un assetato i cui passi lenti e barcollanti, lo rendono debole filo d’erba in balia dei molteplici venti. Radici profonde, ha invece, chi affonda il passo al vivere con coinvolgimento e pazienza, i venti maestri non ne indeboliranno il suo fusto. Non sorride l’uomo che scruta con affanno il proprio orizzonte, egli frena il suo passo nel procedere, convogliando le sue energie nel miraggio di un domani. Sereno è invece l’uomo che spende la sua vita nel viver quotidiano, delegando al domani un mite sorriso di speranza. Non respira, l’uomo che vede l’aria ad un passo da se, nell’attesa di giunger a miglior vivere trattiene il fiato. Ha pieni i polmoni chi invece respira libero il suo viver odierno, non vede il suo respiro nel lontano divenire, ma vive il presente con piena coscienza di se. Quanto più felice sarebbe,colui che ha relegato il vivere nel passo di domani, se rinunciasse all’attesa, per viver ora. Guardi al momento, chi tanto cerca il vivere, forse ritroverebbe nell’oggi la luce di quel domani che tanto desidera.
67) Generoso è l’uomo che concede al fratello di scorgere il suo cuore, in esso è l’accettazione dei suoi limiti, e la limpida confessione di un profondo accettarsi. Si fidi l’uomo del fratello onesto, nel suo cuore non troverà inganno. Tra fitti boschi e fantasie è misteriosamente nascosto l’uomo nero, colui che non è chiaro nel suo vivere non avrà di certo pensieri limpidi, rifugga l’uomo dall’incertezza figlia sicura dell’inganno.
68) Scandisce la Clessidra del Tempo i ritmi della nostra vita, ogni granello perduto senza attribuirgli valore è un intuizione negata. Scorre al contrario la Clessidra della Consapevolezza, ogni granello aggiunto è profonda accettazione del se. Quando l’uomo non volterà più lo sguardo al tempo, in virtù della sua sconfitta, ma nella visione di una maggiore comprensione, la Clessidra della Consapevolezza prenderà a scandire il suo tempo, non cerchi allora nel suo volto la gioventù perduta, osservi piuttosto il fiorire della sua anima.
69) Rubicondo è il sorriso di chi gioca tra i riflessi del sole, moribondo invece chi soffoca nel buio della notte. Possa l’esempio dei pochi che gioiscono ai caldi raggi, ispirare i molti che vivono nell’attesa di un trionfo nel buio abisso di un fosso. Non esistono trionfi diversi da quelli sospirati dal cuore, tacciano le false voci che assordano l’anima e si dia risalto all’unica e sola voce degna di parlare quella del cuore.
70) Il viandante che beve del suo vino, ebbro sarà del suo lungo pellegrinare, avrà lingua sciolta alla parola ed un caldo sorriso a illuminargli il volto. Non tema il viandante che ha ceduto alla tentazione di bere del suo vino, la vigna inneggia a chi trova gioia nel proprio operato, e seppur voce giungesse nel dire, che il suo parlare è frutto del troppo bere, sappia chi ascolta che del proprio vino beve solo il vignaiolo che riconosce sana la pianta che ne ha maturato il frutto. Torni al suo pellegrinare il viandante che non ha ceduto nel bere il suo vino, convinto non era della bontà della sua pianta, molta strada ancora dovrà fare, ma non disperi il cammino di ogni uomo è unico, come unico è l’essere a cui apparteniamo.
71) Volano alti i pensieri degli uomini grandi, scavano solchi in terra quelli dei piccoli, ma l’armonica visione del vivere tutto accomuna, i pensieri dei piccoli come semi immaturi berranno dell’acqua dei grandi per poi germogliare rigogliosi alla luce del caldo sole.
72) Ci sono giornate fredde e buie dove l’uomo accorto preserva le sue fortune dalla volubilità del tempo, a difesa delle quali costruisce alte muraglie e profondi cunicoli, ma quando la luce tornerà a splendere sulle sue terre, picconerà muraglie e profondi buchi, per tirarne fuori ogni cosa, perché ogni cosa deve essere posta alla luce del sole, affinché rifletta l’unica luce che rende il vero. Ci sono tempi in cui chiudere a chiave il proprio forziere dei tesori, nascondendolo alle mani infedeli del re che ci governa, ma quando il sovrano disonesto sarà spodestato dal suo trono, e avremo tra le mani lo scettro del comando, che siano riaperti i forzieri dei tesori, si riaccendano le luci del castello che possa risplendere in tutta la sua luce, oggi un Re giusto è salito al potere. Inneggi il popolo tutto al sovrano onesto, grazie al suo amministrare immense ricchezze giungeranno.
73) Prima che il sole sorga, fa che sorga la tua voglia di vivere. Prima che la luna cali, fa che cali la tua bramosia di vivere. Prima che la brina tocchi fiore, fa che il tuo sole sia sorto e che la tua luna sia calata.
74) Il benessere dimora non nel possesso delle cose, ma nel prendere possesso del proprio esistere. Colui che persegue la via dei materiali beni, non sazierà mai le profondità della propria bocca, e il suo appetito non avrà mai fine. Per chi invece avrà cercato il proprio esistere attraverso le profondità dell’anima anche il poco sazierà in gioia.
75) Il leone divorò l’uomo. L’incomprensione prese il sopravvento. Il leone si nutrì dell’umana comprensione divenendo esso stesso uomo.
76) Affanna la donna che ancor cerca nello sguardo dell’uomo la propria dimensione, ella non ha in se salda struttura. Limpido è invece lo sguardo della donna che non cerca conferme al suo esistere attraverso l’uomo, perché conscia della sua salda struttura, le scelte di quest’ultima saranno gestite dal cuore e non dalla necessità.

 
 
Aforismi sul Credere
77) Nessuno è chi crede di esserlo, e tu crederai di essere ciò che sei.
78) Creda l’uomo in se stesso e con occhi nuovi creda poi nel prossimo, solo nella visione del molteplice l’uomo riconoscerà Dio.
79) Ogni parola scritta è uno specchio in cui l’uomo scorgerà riflessa l’immagine della propria anima.
80) Prendi per mano i piccoli che camminano ciechi per il mondo, mostragli l’eterna lanterna della vita, e sappi attendere il miracolo, me se nel riacquistare la vista li vedrai voltarti le spalle, lasciali liberi di andare. Tendi la mano a coloro che ancora non vedono, ma sottraila verso chi conosce e sa e pertanto rifugge. Essi appartengono al mondo del niente e come tali saranno trattati.
81) Non credere a chi ti dipinge il cielo di stelle, quelle che scorgerai già ti appartengono, sono intessute nella fitta trama del tuo grande cuore, da quanto l’universo materiale ha accolto la tua prima cellula.
82) Nessuno può darti la luce, essa ti appartiene da sempre. Cercarla, è come una bimba dispettosa, ti paleserà il suo volto, solo dopo che l’avrai molto cercata.
83) La vita è un enorme rosa in boccio: i suoi petali si schiudono lentamente ma il risultato sarà meraviglioso. Ripeti questa frase e vedrai la tua vita fiorire.
84) Non credere a chi ti promette paradisi, tutto è artificioso se non nasce dal tuo stesso io, chi appartiene all’albero della vita, ti potrà solo indicare la via, ma i passi che percorreranno quel cammino saranno solo i tuoi. Nessuno può prendere per mano una grande montagna quale tu sei.
85) Fugge dall’animo ogni certezza se a toccarla è una mano avida e non il cuore.
86) La sua voce solcherà il mare immenso della vita, e attraverso il volo dei gabbiani canterà a città lontane del suo messaggio d’amore, l’uomo che crede ha tra le mani il grande potere della luce e attraverso il suo dire renderà fertili terre aride e dimenticate dagli uomini, ma non da Dio.
87) Creda l’uomo all’unica voce che non potrà mai tradirlo, creda alla parola del suo cuore, ma sappia che per ascoltarla dovrà sconfiggere tutti i demoni della sua vita. Solo quando avranno cessato di parlare ascolterà la voce del suo cuore, sino ad allora crederà d’averla ascoltata.

Aforismi sul Dare
 
88) Grande eleva i piccoli al tuo livello, la vera generosità è lì, solo quando nel dare avrai perso di vista l’ombra oscura della tua ricompensa, potrai dire d’aver generosamente donato.
89) Chi da nell’attesa di ricevere, è più piccolo di colui che ha ricevuto.
90) Dai a pugno chiuso la tua elemosina non offendere mai chi è in condizione di ricevere.
91) Quando dai, ricorda di dare nel silenzio, colui che riceve è un uomo e come tale è scrigno d’amor proprio.
92) Quando dai non seguire poi il corso del tuo misero obolo, lascia all’uomo la libertà di decidere, solo così la tua carità avrà germogliato fiore. Quanto più povero di lui saresti se nel poco dare, cercherai altari per il tuo cuore, ricorda i cuori rivolti al cielo nascono già alti.
93) Non pianga l’uomo degli orrori compiuti dai suoi fratelli, osservi prima il pregresso cammino di chi ha commesso il reato, e se dopo aver osservato il misfatto gli apparirà ancora tale, corra a lavare i suoi occhi.
94) Non allungare la mano con pochi spiccioli, la vile moneta non potrà mai innalzare un uomo alla vita. Sostegno, amore, cura, comprensione allunga piuttosto la tua mano con questi doni e vedrai una carezza produrre il più grande dei tesori, il sorriso.
95) A te che puoi, aiuta, solleva i piccoli dalla fame e ricorda che l’uomo potrà elevarsi a Dio solo quando avrà smesso di cercare il pane. Non lamentarti quando la mediocrità, la sofferenza e la devastazione avranno prodotto i mostri dell’ignoranza che aizzati da altri esseri piccoli, immoleranno la loro vita in virtù di un dio di morti, dobbiamo sollevare il piccolo elevandolo sino a noi. Questa sarà la più grande delle generosità, non temere che la comprensione produca altri mostri, guarda te stesso, e chiediti sono io un pericolo per l’umanità? Al tuo No certo, solleva i piccoli al tuo livello senza attendere ricompensa, la tua ricompensa sarà nel vivere, e la loro vita diverrà degna d’essere vissuta.
 96) La comprensione è un frutto della vita, ma se all’uomo non viene data di riconoscere nel vivere la propria strada, esso non maturerà mai la comprensione.
97) Grande a te che ora mi ascolti, eleva il piccolo dal dolore, l’ignoranza è cecità e i morsi della fame rendono ciechi. Grande a te che ora mi ascolti, proteggi quei piccoli nati nell’ignoranza, nessuna colpa hanno se non quella di aver creduto alla vita. Grande a te che ora mi ascolti, aiutami a rendere il mondo un posto migliore per tutti. Aiutami.

Aforismi sulla Dignità
 
98) L’uomo rispetti la sua natura divina, nessuna divinità di piegherà mai ad altro , che non sia il suo stesso cielo. La dignità è la prima legge; La dignità è la seconda legge; La dignità è la terza legge; Senza il rispetto delle prime tre leggi, nessuna altra legge vi immetterà sulla strada del vero, solo l’uomo che ha conservato come il più grande dei tesori la sua dignità, anche dopo la più terribile delle tempeste, potrà dire d’essere sulla vera strada del suo divenire.
99) Due fratelli, il primo veste di abiti logori e consunti, e il secondo indossa con grande dignità una corona, ai nostri occhi essi sono identici. Ci accompagneranno in ogni istante del cammino, passandosi lo scettro del comando. Noi come inconsapevoli spettatori li vedremo giocare con la nostra vita. Fino a quando lo stolto uomo che ci possiede non smetterà di creder d’esser cieco, per guardarsi finalmente negli occhi riconoscendosi sovrano della propria esistenza.
100) La dignità, corona invisibile adagiata sul capo di ogni uomo. Tocca la tua corona e la sua luce ti indicherà la strada. Non è necessario che tu la veda, credi. Ogni uomo ha la sua stella.
101) Ogni uomo dovrà trovare la propria dignità. L’uomo che ha dignità nel proprio cuore, camminerà guidato dalla sua voce, nessun uomo degno potrà mai far del male al suo prossimo. Il cuore dell’uomo degno ha solcato i mari del dolore e dalle sue profondità ha pescato la stella del vero amore per il vivere.
102) Divenga giardino fresco e profumato colui che ha accolto la parola, ed ora diffonda i profumi della vita, solo questo è l’insegnamento che non offende la dignità dell’uomo, nessuno dovrà dirgli segui i miei passi, sia l’esempio il tuo dire, e chi avrà colto la luce che emani saprà leggere tra le parole.

 
 
Aforismi sul Dolore
103) Il dolore appartiene alla vita è il suo abito più pesante, dobbiamo spogliarci dagli abiti per l’inverno e prepararci a vivere l’estate liberi di respirare.
104) La disperazione speranzosa e quella che muove i suoi passi nella fede ceca profondamente radicata nel cuore. Di quella disperazione l’uomo muore solo e cieco. La disperazione assoluta e quella che conduce i passi al vero, essa spinge l’incauto uomo a sprofondare negli abissi di un ancor più buio momento. Si attacchi l’uomo finché può ai suoi vizi, essi sono una lunga fune che lo solleva dal baratro della morte, ma il loro effimero aiuto svanisce rapido così com’ è apparso. Segua la traccia del loro falso dire, e quando ogni porta avrà chiuso allo stesso il passo, colui che ne ha seguito le tracce della vita si troverà nel più profondo buio, dove la disperazione lo coglierà nudo, e senza funi tra le mani. L’istante del Grande Dolore consacra l’essere che ha seguito il giusto cammino in uomo vero, ed in quel momento i suoi occhi forgiati dal fuoco della vita avranno accesso al vero. Vivi in te, per te e la vita prenderà dimora nel tuo vivere.
105) Gioca il vento tra i capelli di chi ha superato il suo tifone. La violenza delle sue mille spade ha trafitto il cuore dell’uomo, ma lo stesso non si è piegato. Il suo urlo violento ne ha distrutto la dimora mille volte, e per mille volte l’uomo l’ha ricostruita sempre più salda e forte. Ora che il vento gli riconosce fedeltà, trasformerà la sua ira in dolce brezza, per rendere all’uomo che merita l’eterna primavera del cuore.
106) Umido è l’occhio di chi si unisce alla vita, le sue lacrime hanno nutrito il mare che congiunge il deserto alla florida terra, e nel liscio scivolare egli ha raggiunto il suo viver.
107) Serena è la vita che ti attende, il dolore è un passo dalla gioia , fa questo passo e avanza nella tua vita.
108) Il dolore unica via che ci conduce alla vera visione della vita. Se nel tuo esistere scorgi ancora il dolore, sappi che sei sulla strada della comprensione ma che ancora non sei giunto, quando la pace dimorerà nei tuoi passi capirai d’esser arrivato ad un varco, ma ancora lungo è il procedere per l’uomo che merita .
109) Lungo e faticoso è il cammino di chi ha scelto di ricercar la vita. L’alternarsi delle stagioni non ne mutano il pensiero, e quando nuvole buie gli soffocano l’anima, sfiduciato urlerà del suo grande dolore stringendo tra le mani come suo unico bene, una carezza per il mondo.
110) Non fingere di non vedere il dolore, nel suo buio cammino una mano di luce attende solo che tu la cerchi. Cerca e vedrai nello sconforto Colui che è.
111) Finge gioia l’uomo che maschera i propri dolori. Non vi è volto che non verrà smascherato dal tempo, riconoscerai chi si maschera laddove non vi è costanza nell’esser.
112) Tra il dire è il fare c’e’ di mezzo il mare, ed è in quel immenso mare che l’uomo si perde, tra parole e affanni nuota stanco verso una riva che ancora il suo occhio non coglie. Non miri l’uomo che affanna all’isola che non vede, cerchi piuttosto sostegno nei piccoli aiuti che lo stesso mare della vita gli offrirà. Talvolta anche un piccolo pezzo di legno può salvarci dallo sprofondare nei bui abissi. Resista alla vita, l’orizzonte che cerca apparirà al suo guardare solo quando il suo occhio sarà completo.
113) Il dolore è la cura per questa umanità, troppo distratta. Il dolore è il maestro che insegna ad amare il prossimo. Il dolore non è una punizione del cielo, ma un passaggio obbligato per giungere sino all’umana comprensione. Ti è facile capire che per arrivare a Milano devi passare per Firenze, allo stesso modo per arrivare alla Pace devi passare per la Disperazione. Si è vero ci sono altre strade, potresti prendere l’aereo, ma in quel caso anche lo spazio aereo si chiamerà Disperazione, oppure potresti percorrere parte della strada prendendo la nave ed anche in quel caso il mare si chiamerà Disperazione. Non importa che strada tu abbia intrapreso per aggirare il dolore esso è scritto nel nostro DNA tornerà sempre a galla fino a quando non avrai guardato nei suoi occhi bui, riconoscendoci poi solo e nient’altro che te stesso, e quel giorno capirai finalmente che artefice di quel dolore sei sempre stato solo tu.
114) I dolori sono i frutti sacri a cui l’anima si flette colma di gratitudine.
115) L’orso che dorme non è conscio che la sua primavera è giunta. Il suo occhio continuerà a restar chiuso, sino a quando la rosa seminata sotto il suo giaciglio non fiorirà pungendolo.
116) Possano le lacrime di oggi divenire in te la gioia del domani, chi ha compreso il perché del proprio dolore, comprenderà il perché della sua grande gioia. Non esiste dono più grande che quello della vera comprensione.
 
117) L’uomo che soffre non ha dimora ne per se, ne per gli altri. Il suo cuore è piccolo come piccolo diviene il suo occhio. Il suo dire è arido com’è arido il suo sentire. L’uomo che soffre, consacra alla vita un ricercatore attento. La sua disperazione è vela che si gonfia al vento della non vita. Scivola lontano nel buio della notte l’attento ricercatore, l’isola a cui tende gli allarga le braccia e le sue coste già appaiono al suo vedere. L’uomo che soffre, coglie il sacro dire del vento e giunge solo all’isola della sua pace.
118) Centrifuga, frulla, mescola, impasta, qualsiasi pietanza tu stia preparando produrrà sempre lo stesso effetto, niente di ciò che mangerai sazierà mai la tua fame e la tua sete, non esiste in natura cibo che possa colmare il profondo vuoto del tuo essere. Nelle ingannevoli pietanze troverai temporaneo ristoro, riconoscendoti ancor più affamato e con in tasca certezza: non esistono al mondo pietanze che sappiano saziare il vuoto della nostra anima. Cerca invece non lontano da dove grida la tua fame e la tua sete, scorgerai un umile filo d’acqua permeare dalla terra, saggiane il senso e sentirai la voce del tuo dolore placarsi.
119) Il viandante che ha camminato nel dolore, sappia godere della luce della sua isola i primi passi in un mondo nuovo non possono ancora dargli la luce che chiede. Vedrà nell’avanzare le meraviglie che cerca, abbia certezza il suo animo che le parole espresse nella fede, sono incise nella roccia, dove ciò che è scritto non potrà essere cancellato, mai.
120) Guarda, osserva e riconoscerai ciò che hai sempre cercato, cancella il tuo ghigno triste e le lacrime che ancora ti rigano il volto, nel passo compiuto un disegno grande c’era ed ora che puoi vederlo chiudi gli occhi? Osserva e capirai i passi del tuo domani.
121) L’ulteriore attesa rende triste l’uomo che ha camminato tanto, che ora stanco e afflitto non vede ricompensa del suo aver tanto patito, egli non comprende che la ricompensa sarà grande quanto grande è stata la sua sofferenza. Egli ha sofferto la vera morte ed ora riavrà la vera vita.
122) Il passo è lento come lento è il battito del suo cuore, non ha bastoni tra le mani e una stanchezza eterna lo divora, vorrebbe trovare ristoro sul ciglio di una qualsiasi via, ma ai suoi occhi nessuna strada è più percorribile, allora disperato il viandante innalza la sua preghiera: “Crederti sempre è il mio primo sacro comandamento, ma ora non ho forza per continuare, ti prego allontana da me questo ulteriore calice amaro, la mia fede è salda ma la mia morte interiore non mi da tregua neanche ora. Fa che giunga la fine.” “La fine dei tuoi dolori solo questo posso offrirti, ed essa è ora, in te gli ultimi passi che ti congiungeranno alla luce, ricorda il dolore è ad un passo dalla luce. Fa quel passo!”.
123) Nascere dallo spirito, vuol dire morire come uomo e risvegliarsi essere unico con il grande spirito del mondo, quando ciò accade una sola è la via per la quale procedere, l’uomo rinato non ha in se altra visione che quella di Dio e procede come un solo ed unico essere verso l’unità.
124) Ci sono istanti che hanno il sapore dell’eternità, ci sono eternità che volano via come brevi istanti. Il gusto assoluto del tempo lambirà le labbra dell’uomo che avrà varcato la soglia dell’insofferenza.
125) Incauto è l’uomo che ancora attende il miracolo che lo sollevi dal dolore, segua invece il corso del suo fiume per giungere al mare, lì la voce del dolore cesserà di incitare l’uomo alla vera vita, per bagnarsi con lo stesso nella luce di un essenza nuova.
126) Osservati ma non attraverso gli occhi materiali, attiva la tua vista interiore per vedere davvero la dove occorre cura. Guardati attraverso gli occhi dell’anima e riconoscerai il tuo malessere, stima il suo danno, valuta il suo incidere nella tua esistenza e comprenderai che l’inferno che vivi nasce dalla tua disarmonia interiore, sana il tuo animo e vedrai anche il tuo corpo rifiorire.
127) Una strana meteora trafisse un dì il cuore dell’uomo, il dolore lo piegò senza spezzarlo. Con gli occhi umidi al cielo, l’uomo rivolse lo sguardo e di quel cielo nonostante il dolore s’innamorò. Come puoi avermi trafitto il cuore tu che di cotanta bellezza sei adorno? Le stelle del cielo presero a brillare intensamente e l’uomo non potendone sopportare la luminosità distolse lo sguardo, tornando a guardare per un attimo il suo cuore, e fu in quel istante che vi riconobbe la stessa luce. Il velo dell’incomprensione cadde dai suoi occhi: Non era stata una meteora a trafiggergli il cuore, ma una stella del cielo a illuminargli la via.
 
128) Semplice ti apparirà la vita tutta, quando avrai superato degnamente la tua ombra.
 
129) Le paure restano a ricordarti che vola davvero, solo chi ha i piedi ben saldi in terra.
130) Disse la vita: A te uomo che partorisci mostruosi e devastanti paure, giunga questo mio dire: La tua è terra fertile. Semina bene e partorirai luce. A te uomo che vivi della tua vita come leggera vela che scivola sul mare, giunga quest’altro mio dire: Non farti vanto del tuo vivere, perché il tuo non aver patito è segno del vuoto che regna nel tuo animo. Chi non possiede terra non vedrà nascere ne fiori ne gramigna. Ma a chi ha raccolto gramigna tale da nutrire la buia bocca del mondo, sappia che della sua terra cavalieri oscuri hanno tentato la conquista, perché preziosa ed unica, ed ora che possiede occhio per distinguere i suoi semi, semini vita per nutrire la luce del mondo.
131) L’avaro ha nel cuore incertezza, abbandoni quelle vecchie catene che ancora gli affliggono il cuore, i pesi che lo legano al dolore sono ormai superati dallo spuntare delle sue ali. Viva tra i generosi di cuore e le mani parleranno con lo stesso dire. E se nel suo parlare ancor crederà d’aver tanto dato, ricordi che non è mai troppo il dare per un cuore di luce.

Aforismi sul Dubbio
 
132) Un giorno alla porta di un uomo bussò una donna scialba, dicendo: Aprimi, ho delle notizie per te. L’uomo guardò dallo spioncino e vide che era davvero una persona disdicevole e pertanto non le aprì. Ma la donna continuò a bussare e quando l’uomo ormai stanco, abbassò le sue armi aprendo l’uscio, trovò ad attenderlo una meravigliosa fanciulla dalle grandi ali di farfalla, che prendendolo per mano lo condusse lontano verso i cieli più alti. Il nome di quella meravigliosa creatura era Dubbio.
133) Il dubbio appare come un fastidioso pungolo al confine del tuo cuore, che riposa certo nel suo falso concepir la vita.
134) L’uomo nutrito da tante pappine amalgamate da anni e anni di conoscenze altrui, pappine predigerite da chi prima di lui ha già conosciuto il dubbio, ha appiattito la sua conoscenza.
135) Non cedere agli omogeneizzati, essi sono alimenti per i “piccoli”, ora che hai denti cerca quella carne frutto della tua ricerca. Ma finché non avrai aperto la tua mente al dubbio, molte pappine ancora dovrai ingurgitare.
136) Inforca l’arco e le frecce e scendi al vivere conscio che non mangerai conoscenza finché non l’avrai cercata, e non cercherai se non avrai messo a dimora nella tua terra il seme del dubbio.
137) Il dubbio è una porta aperta alla comprensione, apri la mente al dubbio esso ti condurrà per mano verso mondi nuovi.
138) Il dubbio è un vecchio uomo che dal suo vivere ha tratto insegnamento, niente più lo sorprende, egli sa che ogni elemento del vivere ha bocca per insegnar a vivere.
139) Sia il dubbio la tua più grande ricchezza, esso sarà la lingua che ti permetterà di parlare tutte le lingue.
140) Il tuo dubbio è l’altare dal quale ti solleverai quando nel parlare non mostrerai mai onnipotenza, ma semplice desiderio di conoscenza.
141) Il dubbio rimarrà per sempre perla della tua corona, esso è un dono prezioso coltiva il tuo dubbio e vedrai nascere la pianta della vita.
142) Solo chi lascerà aperta la porta del dubbio potrà scorgere il riflesso di una vita diversa.
143) A coloro che del dubbio non conoscono il volto, possa questo seme impiantarsi nel loro cuore, il dubbio è un seme semplice cresce ovunque anche nelle terre più ostili.
144) Sia il tuo dubbio il pane di ogni istante, chi più ne mangerà prima giungerà a cogliere il sacro dire del vivere.
145) Non dubita il sordo, solo perché non sente. Non dubita il cieco, solo perché non vede. Se in te non scorgerai il dubbio sappi d’esser o sordo o cieco, guarisci il tuo male, dubita.
146) Nel dubbio, la zattera che solca i mari della conoscenza, spogliati dei tuoi vecchi abiti, dubita e solca il mare della conoscenza scevro dei vecchi e superati preconcetti.
147) Volò lontano l’uomo rapito dal dubbio, e quando nell’elevarsi approdò nel viver nuovo, il suo dubbio divenne certezza.

 
 
 
 
Aforismi sull’Ego
 
148) Riconoscerai l’uomo proteso al suo sol vivere, quando il suo dire coprirà il tuo senza alcun scrupolo. Oltre non tenterà nel dire, il saggio, che ha inteso la vera natura del suo interlocutore. Egli sa che fino a quando il potente tifone dell’EGO non avrà cessato di soffiare, nessun seme troverà dimora su quella terra. E pertanto tace.
149) Diffidi l’uomo da chi troppo parla senza prestar ascolto, perché nel suo vedere non esiste altra dimensione che la propria.
150) Quando nel cuore dell’uomo avrà messo radici il seme malefico del proprio “Io”, l’uomo aprirà bocca per nutrire l’oscura pianta che ha in seno.
151) Famelica ed eternamente insoddisfatta sarà la sua intrinseca voglia d’essere, e quando l’inconsapevole vittima di se stesso, avrà a fondo nutrito il suo falso vedere, il seme che albergava nel suo cuore sarà divenuto ormai albero.
152) L’albero dell’ego, asfissia il terreno dell’anima. Con le sue invadenti radici, e i suoi alti e sterili rami, adorni di mille bocche insaziabili, divoreranno l’aria che respira. Grande pena fa l’uomo che da codesto demone è posseduto, carnefice e vittima allo stesso tempo, confuso affama la sua dignità, nutrendone invece la sua falsa immagine, l’Ego.
153) Maledetto albero che affami la dignità dell’uomo, possa tu seccare alla luce della comprensione. Che sia debellato il demone dell’ego, a te che ascolti e riconosci in te il suo seme, pensa Oggi a strapparne le radici, perché Domani il suo arido ceppo ti divorerà il cuore.
154) Ora sai, quando nel Dire, nel Fare e nel Pensare ritroverai sempre e solo il tuo esistere, sappi che in te ha già messo radici il suo seme malefico. Sradicalo ora, prima che il suo proliferare nel cuore , soffi via l’orizzonte di un domani felice.
155) L’uomo vero, è stabile nel proprio essere, nulla chiede e nulla cerca al di fuori di se, tutto ciò che gli occorre è già nel suo animo.
156) Quando nel parlar dell’uomo, ancor confuso dai forvianti venti del vivere, scorgerai l’assetato dire di chi cerca cibo per il suo ego, saprai che non esiste fondo alla sua bocca buia, e che il suo parlare è solo cestino che elemosina certezze.
157) L’uomo certo non ha bisogno di conferme, ne che qualcuno ascolti i suoi successi, l’uomo certo ha in se il poderoso e stabile sentiero che lo condurrà sino alla vera vita. L’uomo certo ha affamato il proprio ego.

Aforismi sul Falso
158) Nessuno dica seguimi, la dignità dell’uomo non dovrà mai essere incrinata da falsi cammini, ogni uomo ha in se tutto ciò che gli occorre. Segua se stesso l’uomo che cerca la verità.
159) I falsi sono uomini mascherati di bene, sul loro volto scorgerai il sorriso di chi sa tendere le mani, e nelle loro parole la falsa gentilezza di chi ti giudica. Non credere ai volti gentili di chi non ti ha ancora palesato il suo vero aspetto. Attendi prima di concedere al prossimo il tuo cuore, non aver fretta di dare la tua fiducia, guarda negli occhi il tuo prossimo, ascolta attentamente il suo dire, e se nel suo dare e nel suo dire, non troverai i frutti dell’amore, diffida.
160) Non nasce vita, non cresce fiore, non vola uccello, che non sia filo prezioso intessuto nella trama della vita. Non muore uomo, non secca foglia, non cede terra, che non sia un filo prezioso intessuto nella trama della vita. Ogni cosa nel vivere appartiene al prezioso abito che vestirà in eterno l’unica essenza a cui apparteniamo. Ogni cosa, che possa essa apparire pregna di luce o di buio estremo, intesse un unico abito. Mille fiumi intrecceranno i loro corsi, molti arretreranno il loro procedere nel falso vedere, ma è scritto ogni fiume giungerà al mare. La via intrapresa non conta, prima o poi i fili della vita, completeranno l’abito sacro, e a tutti sarà dato di vedere.
161) Il vivere dell’uomo, che affonda tenacemente i piedi sulla spiaggia della vita, servirà a poco. Il mare non conserva le orme che non edificano al vivere il loro cammino. Affondi pure i piedi nel falso cammino che ha scelto, non creda l’uomo che il domani ricorderà il suo dire, se era frutto di un vuoto avanzare. La vita conserva solo i passi che edificano al vivere.
162) Il vello d’oro abbaglia le mire degli uomini, che come lupi accecati dal falso, corrono verso un orizzonte illusorio. Ogni passo vacilla nel vuoto di un inesistente realtà, ogni vittoria sfiorata é come serpe accarezzata e mal trattenuta. Ascolti l’uomo il belare lontano di un vello ancor più prezioso, esso non ha i bagliori dell’oro, e non riflette luce alcuna, ma possiede invero una profonda verità: nel semplice della vita risiede la più grande delle ricchezze, guarda negli occhi del tuo prossimo e ci riconoscerai il tuo tesoro.

 
Aforismi sulla Fede
 
163) La fortuna della contadina è quella d’aver coltivato la propria terra con fede nel cielo, e nel raccoglierne i frutti l’aver guadagnato una fede ancora più preziosa, quella in se stessa. Accogli anche tu questa disciplina essa ti renderà ebbro e forte alle tempeste della vita, e il temporale peggiore per te diverrà semplice brezza marina.
 
164) Solo una cosa non restituirai infine: la tua fede.
 
165) L’uomo cercherà il seme della sua fede, solo dopo aver saggiato degli aridi frutti della non vita.
 
166) La fede è una grande montagna, nel cui cuore sono celate ricchezze inestimabili, cercala, attende che tu le vada incontro per aprirti il suo cuore; La fede giace addormentata nel profondo fondale del mare, vi giungerà solo chi avrà molto nuotato nelle sue stesse acque; La fede è un placido uccello che vola nelle limpide azzurrità del cielo, basta sollevare lo sguardo per scorgerlo. Qualsiasi fede tu abbia cercato, che sia essa nelle parole dei saggi (la montagna), nella profondità della tua anima (i fondali del mare), o rivolgendo lo sguardo a un Dio (l’uccello nel cielo), ti sia chiaro questo mio dire: “Non esiste altra fede che quella in se stessi. Ogni via ti parlerà della stessa verità.”
 
167) Possa la tua fede essere vascello di salvezza che congiunge il mare dei pensieri alla terra delle certezze.
 
168) Voli la tua fede oltre la fitta coltre di nubi, che mano sapiente e saggia, ha posto sopra il tuo capo per accrescerne il senso di ricerca.
 
169) Diffondi sempre la tua fede, il buon contadino sa che raccoglie solo chi semina.
 
170) Una sola fede guidi l’uomo, la fede in se stesso e attraverso i suoi passi la vita del mondo fiorirà di luce.
 
171) Il credere in qualcosa di Divino ha rallentato il tuo fiorire come uomo, la strada può esserti indicata dai grandi maestri, ma maestro è solo colui che vedrà fiorire i semi depositati dalla mano celeste nel suo cuore. Nessuna cosa fiorisce se non c’è la mano dell’uomo a curarla. Uomo cura tu il tuo giardino interiore, i semi che la mano celeste ti ha donato sono una tua responsabilità. Accetta il tuo ruolo nella vita, tu esisti per sorridere e portare al mondo l’unico messaggio che conosci, la vita è amore, e solo attraverso l’amore giungerai alla gioia.
 
172) S’innalzino pure templi al cielo, ma il loro primo altare dovrà risiedere nel cuore dell’uomo.
 
173) I culti danno culla agli uomini piccoli, ma quando sazi si riconosceranno grandi scelgano da soli il loro procedere.
 
174) Prega, e attendi, prega e osservati, prega e accogli. I miracoli che cerchi non sono nel quotidiano. Il vero miracolo è nel vivere la vita con l’anima protesa alla gioia, questa è la chiave per aprire tutte le porte. Prega e attendi, prega e osservati, prega e accogli il miracolo di essere felice di vivere.

Aforismi sulla Felicità
 
175) Non cercare nelle umane apparenze la felicità, non la troverai comunque, non è la comprensione umana a saziare l’anima dell’uomo, lascia il cibo, gli abiti, il trucco, i soldi a chi affama l’anima ma nutre la bocca dell’uomo, in questo modo riempirà solo gli occhi della gente, non è quella la via che ti darà la vita, piuttosto cerca il nutrimento per il tuo cuore e la fame umana cesserà d’essere.
 
176) Una sola è la felicità, quella che nasce spontanea dai cuori. Quando la fonte eterna della pienezza prende dimora nell’anima ogni cosa diviene i colori del cuore. Attendi con gioia la comprensione della mente, la tua anima già conosce il suo cielo.
 
177) La felicità che cerchi ti inonderà della sua luce tu sarai dimora di pace e comprenderai presto che le cose della vita non sono dimora di certezze. La madre della felicità lascia la sua dimora nei cieli per abitare nei cuori e non nelle case adorne.
 
178) Felice è la vita di chi ha superato il suo dolore, la promessa divina risiede nel vivere una vita di gioia e serenità, degno è l’uomo che vi giunge. Superare il tuo dolore degnamente, non vuol dire non rinnegare il proprio esistere mille volte, superare il dolore degnamente vuol dire attraversare le tempeste che la vita vorrà infliggerti con dignità.
 
179) Quando la parola diverrà sorriso e il sorriso parola, potrai dire di appartenere al tuo animo. Quando il tuo animo parlerà della gioia di vivere e dei suoi frutti, quello sarà il segno che attendevi. Quando il tuo risveglio al mattino sarà cornice di una luminosa giornata, prima ancora che tu la viva, ascolta il tuo felice dire e capirai che la primavera del tuo vivere è giunta.
 
180) Modesto è colui che accetta il suo essere, i limiti incontrati sul suo cammino lo hanno forgiato al vivere. Non è negli eccessi la prova di una vita felice, ma nella moderazione essa troverà il suo specchio. L’uomo giunto non ha più fame di cose.

 
 
Aforismi sui Figli
 
181) Noi siamo il frutto cresciuto di una pianta nata milioni e milioni di anni fa, siamo i primi frutti di quella pianta che crescerà per dare alla luce figli sempre più saggi.
 
182) Una mano avida, raccolse un mucchietto di candido riso, sporcandolo. La stessa mano lo cucinò servendolo ai suoi figli. Una mano pulita, raccolse un mucchietto di candido riso. La stessa mano lo cucinò servendolo ai suoi figli. I figli di entrambi ne mangiarono, i primi accusarono dolore i secondi no.
 
183) I bambini sono nuvole bianche che le mani dell’uomo sporcano. Fin a quando sarai incanalato nei bui corridoi dell’incomprensione le tue nuvole prenderanno gli stessi colori. Lavati le mani prima di toccare tuo figlio e il domani prenderà il colore delle nuvole pulite.
 
184) Nell’accogliere un figlio i sorrisi si accendono d’amore, si accenda dello stesso entusiasmo anche la tua attenzione, ora che l’orizzonte appare come meta prolungata nel viver dei figli. Impastiamo un buon domani iniziando da noi stessi.
 
185) Ogni figlio confida pienamente nel proprio genitore. Ogni cuore e scevro da dubbi nel seguire ciecamente chi lo ha generato, ma a quanto vale affidarsi pienamente a chi si ama, se non il rallentare della nostra comprensione? Pertanto così come il figlio allontanerà lo sguardo dal proprio genitore per osservare con entusiasmo il diversificare della sua via, anche i cuori dovranno imparare a camminare da soli, cercando nelle profondità del loro essere la strada. Il piccolo saprà rendere luce ai disegni del grande
 
186) Parli del vivere in terra colui che ne calpesta il suo mantello, non si può nutrire un figlio d’aria, ma quando i suoi piedi sfioreranno le nuvole parli pure dell’aria e i suoi figli ne saranno sazi.
 
187) La primavera bussa alle porte della tua vita, accogli con il sorriso chi di sorriso si veste, non ti pentirai dell’aver creduto alla vita. La vita ama i suoi figli e non negherà nulla a chi vive per i suoi colori, affidale tutti i tuoi sogni ed ella li renderà realtà. Ci sono primavere umane e primavere dell’anima attenda l’uomo la primavera del suo cuore, nei cui colori non troverà alcun inganno e il freddo della vita non potrà più raggiungerlo.
 
188) Solo quando la ricerca dell’uomo avrà trovato grano per sfamare i suoi figli, lo stesso potrà alzare lo sguardo per osservare il cielo. Non prima, ricorda.
 
189) La speranza devia lo sguardo dell’uomo dalle sue cose certe. Un figlio troppo cullato, non diverrà mai uomo, allo stesso modo un cuore coccolato dalla speranza non aprirà mai gli occhi alla vita. Rinuncia alla speranza, questo sarà il primo passo verso la tua vita, intere generazioni hanno vissuto illudendosi di respirare aria nei fumi falsi della speranza, e sono morti nell’attesa che le loro speranze divenissero realtà.
 
190) Un genitore può solo scrivere le prime righe di una storia che non gli appartiene, ma la parola fine al resto del racconto potrà metterla solo chi ne avrà intessuto la trama filo per filo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Aforismi sul Giusto
 
191) Chi gioisce del niente, piangerà del poco, perché la vera forza è nel sorriso stentato di chi riconosce al poco il giusto peso, e al molto il giusto merito.
 
192) Ergiti a colonna quando senti il suo fuoco accenderti, e ridiventa filo d’erba quanto il sole tramonta. Il giusto è sempre colonna che si erge e filo d’erba che vibra, e mai ne solo l’uno ne solo l’altro.
 
193) Giunga a Voi questo nostro monito: “Le vie della vita sono ingannevole cosa, rifugga l’uomo al loro apparire, perché lente e lusinghiere sono le loro promesse. Acceda invece al suo vero e sacro cuore l’attento spettatore che ha assaporato il gusto del nulla, guardando la vita attraverso la giusta lente della sua anima. Nessuna cosa più gli apparirà tale, poiché non vi è altro bene in terra che la vita.”
 
194) Grida l’ansia di chi non sente le voci della vita, ma solo l’assordante vociare dei propri vizi. Segua le voci che confondono, e nel bere del loro veleno ricordi che ogni via sbagliata conduce alla giusta. Quando l’uomo avrà saggiato dei molti veleni della vita sino al disgusto, volterà lo sguardo dalle luci fatue per guardare all’unica e sola luce che riempie di gioia quella della vera vita.
 
195) Non maledica l’uomo il suo prossimo, tutti avranno ciò che hanno meritato. Non sia però, il vostro occhio immaturo a valutare quello che è giusto, da quello che giusto non è.
 
196) Nei mille impegni di un giorno, non dimenticare mai d’osservarti, e quando la sera appoggerai stanco il volto sul guanciale, non dimenticare mai di giudicare il tuo operato, se tutto ti apparirà come giusta cosa, sappi di non essere nel vero. L’uomo giusto è sempre il primo giudice di se stesso ed è anche sentenza.
 
197) Raccogli le lacrime dell’uomo fortuna e pesa il loro valore sulla bilancia del giusto, vedrai lacrime piene e lacrime vuote. All’apparir delle seconde gira però lo sguardo, mortali e false come il veleno sono quelle gocce, ma se scorgerai lacrime piene, dona allora a chi le ha piante un tuo sorriso.
 
198) Il deluso non si volti a guardare al suo trascorso, perché cammina veloce l’uomo che vive l’oggi, tendendo al domani. Pertanto è sana cosa, guardare il proprio passo, vivendo la terra del presente con entusiasmo. Un occhio al futuro è d’obbligo per conservar l’impeto al divenire. Ma del passato si faccia uso attento, perché dolce è il miele del suo fiore e allo stesso tempo vischioso.
 
199) Chi di giusto si veste attraverserà le intemperie della vita incolume, attenderà la luce del sole con cuore limpido e non empio, e come pietra trasparente il sole l’ attraverserà proiettando sulla terra la sua immagine riflessa.

 
 
 
 
 
Aforismi di Luce
 
200) Come onda che solca il grande mare è la vita dell’uomo, il vento del cielo e la corrente del mare lo sospingono verso una lontana spiaggia, a cui giungeranno solo in pochi, ma per i rari uomini che riusciranno nell’impresa ali divine giungeranno a sollevarli dal vivere terreno e la loro natura umana lascerà spazio all’angelo.
 
201) Così come cresce il fiore di campo, senza che alcuno gli abbia dato occhio, avanza la comprensione dell’uomo nel suo cammino, perché non vige alcun controllo sulla vita, essa ha già in se le sue regole. Osservala e comprenderai i suoi dogmi, identici dalla più piccola ed “inutile” creatura, alla più “grande”. Queste parole ti giungano dalle orecchie al cuore, che risvegliato dal canto di chi crede, per la prima volta ti aprirà il suo dire: Non esiste nella vita,”inutile” creatura, che non sia elemento essenziale del mio grande ed eterno disegno. E se a me ancor non credi, stupito resterai dal tuo stesso dire.
 
202) Amaro è il senso della vita, per chi non conserva più crediti. Riconosca ora l’uomo d’aver ceduto all’inganno, di un immeritato cammino, perché ad ogni individuo è riservato un ingresso di gloria, attraverso le porte della vita. Per quanto ogni passo rivolto ad andare avanti, sarà la conseguenza di due passi compiuti all’indietro, non si scoraggi l’inconsapevole Viandante, ma faccia tesoro di questo mio dire: “Il passo fatto in avanti vale cento volte in più, dei due che ci hanno fatto arretrare.”
 
203) Chi è stato fedele nel poco, viaggiando nella misera esistenza di una vita senza scostar lo sguardo dallo specchio del suo divenire, allunghi pure le mani al vivere niente gli sarà negato. Forgiato dal fuoco della vita è colui che riceverà ogni bene, nessun falsa fiammella potrà più ingannarlo.
 
204) Non tema l’eletto del suo cammino molte voci hanno parlato e presto potrà occupare il posto che gli è stato riservato nella vita. Ogni uomo è un eletto, quando ha nel cuore gli occhi di Dio.
 
 
205) Sempre verde è la foglia di chi conosce la via, essa non teme il mutare delle stagioni, conscia d’esser parte di un grande albero.
 
 
206) Il volo dei degni è rara cosa, la caduta dei pochi è invece frequente, perché è assai duro raggiungere il varco che conduce alla vita.
 
207) L’uomo che possiede terra è un albero dalle grandi radici. Il vento non può sradicare la sua grande voglia di rimaner in vita, e il suo soffio ne farà danzare i rami protesi al cielo. Soffia vento sul grande albero, esso saprà parlare attraverso il tuo volo lontano, e tu inconsapevole messo porterai lontani i semi di un albero ancor più grande.
 
208) Volano certezze che non possiedono le ali. Grande è l’uomo che ha cavalcato i tempi e sfidato ignobili creature figlie del suo stesso essere, ora che appartiene alla vita canterà del suo grande mistero ai fratelli che ancor non vedono attraverso gli occhi dell’anima, e il miracolo si adempierà molti torneranno alla luce.
 
209) I semi prenderanno a germogliare nei cuori che possiedono terra e i primi frutti di un cammino doloroso incominceranno ad essere raccolti dall’uomo. Le sue mani aride diverranno fertili, e colme di doni. Ogni cosa prenderà il suo andare e per chi ha camminato la vita diverrà sogno realizzato. Questo è l’unico dono che la vita può offrire a chi ha reso sacro il suo essere vivo.
 
210) Piega il ginocchio il coraggioso che ora regna sulla sua anima, ancora non sa cosa fare di quel suo dono, vorrebbe diffondere la sua comprensione ma sa che è cosa ardua. Allora guarda al cielo e chiede umilmente cosa può dal suo piccolo angolo di cielo, affinché la luce giunga a chi come lui cerca la vita. “Sappi che del tuo dire si dirà, e vedrai che semi tanto nobili prenderanno dimora in animi che possiedono grandi terre. Da quelle grandi terre verranno i figli di una nuova era. Gioisci d’esser tu la madre di questa nuova vita”.
 
211) Colga l’illuminato la luce che gli è data, per accendere la fiamma di chi ancora non ha in se la luce.
 
212) Talvolta accade che una stella speciale, fermi la sua corsa trovando culla in un angolo di cielo, in quel momento il suo riflesso si fa carne e la terra ne scorge il bagliore.
 
213) Ci sono percorsi speciali che illuminano la vita, e di quei percorsi è ignaro il messo che ne porterà parola, sino al giorno in cui specchiandosi nel suo specchio vedrà davvero la sua magnifica immagine riflessa e solo allora capirà d’essere.
 
214) Il vero vivere appartiene solo a coloro che hanno conosciuto l’essenza vera del nulla, varcando la soglia di un altra dimensione. Ad essi è di diritto l’accesso in un mondo nuovo, fatto di luce, dove le false certezze non trovano più terra , dove a sbocciare sono solo i fiori dell’animo. Possano gli uomini tutti ritrovarsi in questa terra di benessere, dove ad ogni cosa appartiene il puro sentimento dell’amore e non il falso credere.
 
215) Quando libero vivrai, del gusto solido dell’essere berrai, divenendo tu stesso solida essenza nella vita che vivi. Solido è l’uomo che accompagna al suo cammino passi pesanti, lasciando impronte indelebili sulla spiaggia del mondo.
 
216) Dio è l’essere eterno e supremo dal quale tutti noi proveniamo e al quale ci uniremo una volta completato il nostro cammino di luce.
 
217) Ci sono tempi che non lasciano spazio al respiro e tempi che sono essi stessi il respiro. Il mondo chiede alla vita i suoi cavalieri, perché la luce raggiunga anime rade e poco visibili, in cui è nascosto il seme del vivere di domani, possano le voci giungere ai loro cuori, affinché il domani fiorisca.
 
218) Nel cielo del domani grande luce dimorerà sulla terra, possa il tuo essere sorridere nella visione di quanto accadrà, perché in quel cielo dipinto da molteplici mani riconoscerai la tua.
 
219) L’uomo che sconfigge il proprio demone si eleva al vivere come angelica essenza.
 
220) Accresci sempre i fiori semplici, quelli che appaiono al tuo vedere come infantili visioni, e nel raccoglierli ti accorgerai d’avere tra le mani non fiori di campo ma splendide rose.
 
221) Nel cuore dell’uomo vive l’inferno del suo esistere, soffi il vento riparatore e spenga quella fiamma accesa, affinché non comprendesse oltre ciò che ora scorge, venga il momento del vero vedere e quel inferno diverrà paradiso.
 
222) Osservati! L’uomo ha in se un intero pianeta, sposta dunque l’occhio al di fuori del tuo essere e percorri prati, valli e buie gallerie, assesta il tuo vivere nel vero, e debellerai ogni zona d’ombra per sempre e quel giorno scoprirai di non essere un semplice pianeta ma un sole di vita.

 
 
 
Aforismi sul Male
 
223) Un verme malefico ci ammala, mano sacra ne depositò il seme, affinché nel cammino del vivere il suo procurar dolore ci conducesse per mano al vero.
 
224) Non dire mai non posso, perché non può solo chi non vuole. Osserva sempre le tue parole attraverso lo specchio dell’anima e ascolta il loro vero dire. Non dire mai non posso, se in vero volevi dir non Voglio. L’ipocrisia è il male che ci devasta l’animo sottraendone il suo più bel fiore, la sincerità.
 
225) Quando del tuo essere avrai accettato anche il suo lato buio, il primo passo verso la luce sarà compiuto. Non nasconda l’uomo agli altri e a se stesso la voce stridula del suo dolore, il buon dottore indaga attentamente il male prima di curarlo. Nessuna malattia verrà debellata alla luce dell’ignoranza.
 
226) Avanza veloce nel passo la lontra di notte, fermandosi di giorno per riscaldarsi al sole. In essa alcuna colpa v’è, se non quella di viver pienamente il suo giorno e di rifuggir la notte. Allo stesso modo il viandante, beato al cospetto della luce ferma il suo procedere, e il sopraggiungere del dolore viene a risvegliarlo dalla sua breve sosta, ancora non è tempo per viver di quella luce, la sua terra lo attende altrove. Avanza nel passo il viandante di notte, egli solo conosce il gelo del suo cuore, e disperato cerca conforto al suo male. Il suo transumar lo strema, ma le oasi di luce terranno alta la sua fede. Un giorno tra gli altri, il sole sorgerà sul suo buio, restando affisso al cielo come un immobile astro, la sua stella sembrerà aver trovato dimora. Invano il viandante attenderà il calar della notte, e l’attesa smetterà d’essere tale solo quando il tempo gli avrà fornito ragione della verità che vive, ma che ancor non comprende. Allora sentirà d’esser finalmente giunto alla sua terra, per viver dei suoi frutti. La luce del sole lo consacrerà uomo, e come tale degnamente riprenderà il suo cammino, in una terra di luce e senza dolori.
 
227) E’ onesto l’uomo che attribuisce agli altri le stesse colpe che vedrebbe in se stesso. Non naviga in mari puliti colui che vede nel solo prossimo il male, ergendo a sua difesa alte muraglie, egli stesso è il male che vede.
 
228) L’uomo che è nel male, del male ha mangiato. Fortunato colui che è stato nutrito di bene, ma nessun merito gliene verrà se avrà percorso strade sane. Merito invece a chi seppur mangiando del male, avrà intrapreso la strada del bene. Pertanto quando il male camminerà per le vostre strade indossate l’occhio della comprensione, solo attraverso il suo vedere scorgerete il male che devasta l’uomo.
 
229) L’ eccesso è sintomo di malessere e di incomprensione, ovunque lo scorgerai, che possa essere nella maniacale cura della persona, nell’eccessiva, pignoleria, nei gesti ripetitivi, negli acquisti spropositati, nella vanità come fine a se stessa, o nei suoi aspetti più estremi la droga, l’alcolismo, il gioco, sappi che la strada intrapresa per giungere alla vita è divenuta malattia. Osservati, comprendi e cambia strada.
 
230) Non comprende le esigenze degli altri l’afflitto e il diseredato dal proprio vivere, egli finge ancora di non capire, che causa del proprio male è il suo rifuggir al viver. Oggi che di quel viver non ha piacere, cerca riparo dalla sua doppia sconfitta, cercando negli occhi del prossimo la causa del suo male. Si ostina l’uomo afflitto, nella vigliacca quanto inutile speranza, di non riconoscer mai nella mano che gli ha inferto dolore la sua.

 
 
Aforismi sulla Miseria
 
231) Gli uomini miseri costruiscono le cancellate delle loro prigioni attraverso il soffio malefico del loro dire, mentre l’uomo saggio fa del proprio dire, dimora di comprensione e ascolto.
 
232) Il grande forgia grandi cose, il piccolo piccole, ma il misero non forgia che disgrazia per se stesso e per chi gli dimora intorno.
 
233) Chi semina del suo pane con infamante sprezzo, non pianga quando da codesta misera semina raccoglierà gli avvizziti frutti della disperazione, perché la mano che aveva messo a dimora tale arida piantagione è la stessa che ne raccoglierà i frutti.
 
234) Ladri di certezze sono i cuori aridi a cui il sorriso del cuore apparirà come inutile ed insensata perdita di tempo.
 
235) Nelle mani dell’avido i colori dipingono la miseria, nelle mani del generoso affrescano arcobaleni su nel cielo, ma ne l’avido e ne il generoso sanno che artefici di quei colori sono le officine dei loro cuori, che riflettono fedeli al vero le sfumature della loro essenza.
 
236) Aride sono le parole dell’avaro di sentimenti, partorisce ingrate creature che ad esso stesso ritornano come frecce infuocate per divorargli il cuore.
 
 
237) Non credere a chi non ha nel proprio cuore il riflesso del suo stesso sorriso, perché colui che non comprende il suo stesso io, non potrà mai amare il suo prossimo.
 
238) I nostri debiti ci verranno rimessi, come polvere sottile ricopriranno l’uomo arido. A occhio cieco il materiale benessere apparirà come benevola mano della vita, anche laddove meriti non vi sono, gettando nella confusione chi cerca ancora attraverso il vivere. Mentre occhio attento e propenso al vero, coglierà la miseria dell’uomo non attraverso le cose, ma per mezzo degli avvizziti frutti che ne avrà prodotto.
 
239) Una pianta sana produce fiori e frutti, una malata solo foglie raggrinzite e talvolta neanche quelle. Osserva i frutti della pianta, ed anche tu potrai riconoscere le vere miserie della vita laddove ci sono.
 
240) Le mani sanno coltivare la terra, dissodarla e renderne soffice il composto per accoglierne i semi, l’occhio attento saprà scegliere i semi da mettere a dimora, l’orecchio acuto sentirà il tuonare lontano, provvedendo a preservare la sua coltura. Tutto nell’uomo è mezzo per raggiungere il fiorire della sua terra, possa pertanto usare i suoi sensi, affinché germoglino i semi giusti nella sua terra. Non gridi al cielo la sua miseria, l’uomo che non raccoglierà i frutti della sua semina, se la prenda piuttosto con l’aridità della sua mano, con la cecità del suo occhio e con la sordità del suo orecchio.
 
241) L’uomo che si specchia riconoscendo in se la più grande delle bellezze, gioirà dei complimenti dell’estraneo per il breve istante del suono delle sue parole, poiché solo chi si riconosce miseria, accoglierà con gioia incommensurabile il carro delle illusioni sospinto dalle parole.
 
242) La miseria che ogni uomo produce rimane a se stesso, e come debito eterno vaga sul suo capo in attesa di ricadergli indosso.

 
 
 
 
 
 
Aforismi sulla Pace
 
243) La pace entra nell’uomo che merita come sbiadita luce mattutina, a cui non si presta occhio. Potresti non riconoscere la pace, sebbene passi per la tua strada, essa è una fanciulla semplice che cammina scalza attraverso le vie del tuo cuore, ben altre fattezze ha invece in mente lo stanco viandante, che tanto l’ha attesa il suo occhio spera nel passo altero di una regina adorna. Non resti deluso nello scoprire che la sua pace appartiene al viver semplice, perché presto anche il suo occhio vedrà attraverso la stessa luce.
 
244) La pace è come un pasto insipido che giunge dopo una pietanza pesante ed amara, potresti non apprezzarne il delicato sapore.
 
245) La pace è una canzone intonata a più voci che s’innalza al cielo, del suo canto potresti non udirne le parole, ma l’ armonia della musica ti prenderà per mano fino a condurti ai giardini della vita.
 
246) La pace è un sole discreto che inizia a sorgere nel riserbo del cuore lentamente, affinché chi della gioia cerca la fonte, possa intanto abituarne l’occhio, per giunger pronto al bagliore intenso dei suoi raggi.
 
247) La pace entra con passo silenzioso nella vita dell’uomo, e lentamente si addentra nei suoi più intimi recessi, per prender dimora nella sua anima afflitta, conducendola alla vera vita.
 
248) Se della tua pace avrai timore e allungando le mani alla vita, non troverai appoggi, abbi allora la visione della tua unicità, e comprenderai che non ci sono approdi umani per chi vola. Nel tuo cielo l’unico approdo è la luce della vita, raggiungila e sarai in grado di riconoscere la tua pace.
 
249) Il sorriso della fortuna non trova casa nelle cose. Il sorriso della fortuna dimora nella pace del cuore, e quando caparbio cercherai il suo volto nelle tue materiali condizioni, ricorda ancora che la vera fortuna non vive tra gli uomini, ma negli uomini. Essa è nel respiro che respiri essa è la tua vita.
 
 
250) Volano alte le speranze di chi cerca la luce, planano leggere sulle ali delle rondini, per raggiungere un mondo fatto di pace, amore e comprensione, solo li troveranno finalmente casa.
 
251) Nella pace vive colui che ha compreso il proprio essere, nel dolore chi ancora non si riconosce eternità. Quando avrai ritrovato nel giorno che vivi la speranza e la certezza , allora e solo allora potrai dire d’aver compreso, e tutto quello che ti sarai lasciato alle spalle non sarà più tempo perso ma fondamenta della tua nuova esistenza.
 
252) False ed ingannevoli sono le vie della vita, possa anche l’uomo fatto sacro dagli uomini, prediligere ai cuori, non sia ipocrisia il suo dire, se i sogni del suo cuore non appartengono alla via intrapresa, cambi. Salvi se stesso prima di voler salvare gli altri, anticipa i passi solo il cieco. Solo l’uomo che avrà raggiunta la propria pace, trovando la fede che cerca in cuor suo, potrà parlare ai fratelli della via. Cerca la vista e troverai la tua vera dimensione umana.

 
Aforismi sulle Ombre
 
253) Non vede l’uomo accecato dai falsi bagliori dei vizi, non vede ne sente il richiamo della vera vita, perché deve meritare di vedere, meritare di sentire, affinché l’essenza vera della vita possa divenire in lui luce e non ombra per l’anima. Non parla col cuore, ne ha sincere carezze, l’uomo che non vede. Sul suo capo mano sacra ha posto un velo, affinché meriti di vedere. Solo quando la stessa mano solleverà quel velo, l’uomo parlerà col cuore e accarezzerà con purezza il suo prossimo, non prima ricorda.
 
254) Chi ama se stesso, rinunci pure a vestire il suo corpo, nessun abito potrà mai esser all’altezza del suo esister. Chi ama se stesso, potrà con coscienza affermare d’amare il prossimo suo, perché quando sorge il sole della comprensione le ombre fuggono, e con esse calano i veli posti sul nostro vedere.
 
255) Le ombre della notte cantano quando mettono in ginocchio l’uomo, ma semplicistiche sono le loro previsioni, l’uomo piegato ha in se la luce di Dio, il cui sorgere non lascia scampo alle ombre.
 
256) Ci sono pesi che affliggono l’anima, ci sono ostacoli che rendono oscuro il giorno che ci chiama, ci sono ombre che conoscono il nostro nome, e la loro voce canta nel nostro cuore. Osserva negli occhi del prossimo la tua immagine riflessa, e vedrai l’orrore che rifuggi. Si generoso con gli altri, e quando cercherai il tuo volto negli occhi della gente, ritrovandoci un sorriso, le ombre dimenticheranno per sempre il tuo nome.
 
257) A te che hai visto le tue ombre, non fuggire al loro apparire, osservale ed ascolta il loro dire: “Speriamo che non accenda la luce”. Talvolta basta poco per metterle in fuga.
 
258) Le ombre dell’anima, sono come vasi colmi di terra, in cui riposano i semi della vita. L’assenza di luce li matura. Vi sia noto: ne un attimo in più, ne uno in meno, di quanto necessita, le ombre vagheranno nel vostro animo.

 
 
 
 
 
Aforismi sulle Parole
 
259) Parla la donna, parla l’uomo, ma chi ascolta la donna e chi sente l’uomo, se non la stessa donna che si confronta con il suo essere e l’uomo stesso che si rispecchia nelle sue parole, pertanto diamo alle parole il giusto valore, e così come si dosa saggiamente sia il pepe che il sale, non eccediamo nel dire, ma allo stesso tempo non omettiamo ciò che avremmo voluto esprimere, perché una pietanza priva di sale risulterà scipita, ma una troppo pepata risulterà immangiabile. Non si lamentino alla mensa della vita l’uomo e la donna a cui verranno servite disgustose pietanze, perché cucina del loro dire sono essi stessi.
 
260) Le parole sono vagoni di varia umanità, talvolta insensate altre volte giuste, non esiste un solo metro che ne accerti la natura. Ogni uomo possiede la sua unità di misura, talvolta insensata e altre volte giusta, come le parole che egli stesso proferisce. Le parole talvolta sono abiti magnifici di cui si vestono i pensieri, altre volte umili tonache a cui non rivolgere lo sguardo. Le parole interpretano la volontà del cuore, e troppo spesso parlano lingue diverse.
 
261) Semplici sono le parole dell’uomo che cerca ascolto, comprensibili a pochi le parole dell’uomo che ha della vita ristrette vedute, il dire di quest’ultimo riflette i limiti del suo cuore.
 
262) Vuoto è il parlare di chi non ascolta, chi non sente le parole del prossimo ha il cuore schermato al dire della vita. Non tendere orecchio a chi dietro al suo sorriso nasconde un cuore duro, nessuna cosa provenga da lui appartiene alla vita.
 
263) Se la parola detta è al tuo orecchio ostica, taglialo, e capirai che senza il suo falso ascolto, tu potrai comprendere. Usa i sensi tutti per accedere al sapere, e fino a quando avrai dei dubbi tra il tuo udire e il tuo vero comprendere, sarai in tempo per sanarti.
 
264) Se nel tuo sentire la vita troverai l’affanno, sappi che quel affanno era il tuo. Se nel tuo vedere la vita scorgerai l’inganno, sappi che quel inganno ti appartiene. Se nel tuo parlare userai solo parole che offendono il vivere, sappi che offeso resterà solo il tuo dire. La vita non offende la vita, e quando nel tuo vedere, nel tuo sentire, e nel tuo parlare non ritroverai la vita, sappi d’esser lontano dal vero.
 
 
265) L’uomo che osserva, sia arguto nel riconoscere l’essere evoluto da colui che non lo è, e laddove colga l’inevitabile differenza, pesi il senso delle sue parole. Non è remoto il caso, in cui il parlar è solo spreco di fiato, perché nel dire taluni interlocutori son dotati solo di parola ma non di ascolto, tal altri delegano alle mani il loro dire, altri ancora, e quelli sono i più infidi, fingono d’ascoltar parola, per poi scagliarti contro la più sorda delle risposte.
 
266) L’uomo che osserva, sia arguto nel dire, quando nel pesar il suo interlocutore vi riconosce l’inadeguatezza al vivere. Limiti ogni suo proferir, niente attecchisce in un mondo dove non c’è terra.
 
267) Le parole abili canaglie, assumono sembianze varie e ballerine, possono apparire false e menzognere, e nasconder nel loro cuore la più nobile delle verità, oppur sembrar bianchi destrieri alati, figli rari della luce, e celar nel riserbo del loro cuore la più grande delle miserie.
 
268) Le parole, sono figlie legittime di chi le ascolta. Le parole appaiono e scompaiono negli stretti ed intrecciati corridoi dei pensieri, restando imbrigliate nelle strette morse del senno di poi, o sulla punta di una lingua che mai le lascerà andare. Le parole sanno ingannarti con soavi promesse, celate non nel senso del loro dire, ma nel artificioso proferir. (I falsi) Le parole sono cuccioli inermi, se proferite da chi ha il cuore al cielo. (I sinceri) Le parole sono frecce infernali, con punte arroventate nel fuoco di cuori ciechi, feriscono e uccidono senza volerlo davvero. (Gli ottusi)
 
269) Attento alle parole seppur uguali hanno spesso sensi opposti. Tutto dipende da chi ascolta. Tutto dipende da chi le proferisce. Attento alle parole escono in un modo ma giungono in un altro. Attento alle parole esse sono per natura infide, come è infida la natura dell’uomo. A te che hai conosciuto l’alternanza delle maree, ricorda sempre, il dire sarà figlio del cuore solo quando l’uomo avrà intuito la natura del suo viaggio, prima di ciò non dar peso alle parole.
 
270) Consigli pure al vivere chi della vita non farà mai parte, le sue parole sono vento che secca la sua già arida piantagione e il suo vedere è reo di parole false e menzognere. Sia prode l’uomo, il cui orecchio ha teso nell’ascolto, nel non credere a tutto ciò che gli è detto, in special modo quando da parola non fuoriesce mai alcun dubbio.
 
271) Un cuore d’oro in ogni cuore di carne, cerca le tue ricchezze in terra e solo quando la sua fuggevole realtà ti avrà mostrato il suo inganno, cerca in te il tuo tesoro. Sordo ma non muto è l’uomo che si riconosce grandi meriti. Parla ma non sa ascoltare, guarda ma non può vedere.
 
272) Taccia dal proferir parole infamanti, l’uomo che stringe al petto la propria colpa, nella sua denuncia è insita la sua paura. A te che ne hai ascoltato il dire, non lasciar che il tuo orecchio creda, chi vaga nel buio potrà solo raccontare dell’abisso che ha nell’anima. Ora che sai, quando il buio uscirà dal proferir dell’uomo, capirai che nel cor suo amore non vi è.

Aforismi sulla Paura
 
273) Chi è stato fedele nel poco, sarà fedele nel molto, disse un giorno un grande saggio, e della sua saggezza oggi il viandante fa tesoro, egli ha creduto quanto il poco gli avvelenava il cuore, ed oggi che possiede tanto sa di avere tra le mani lo stesso calice che un dì gli diede veleno. Chiaro gli appare ora il suo trascorso, la vita è un calice sacro al quale avviciniamo le labbra per dissetare l’arsura che ci dilania, ma nel fondo di questa coppa troveremo solo ciò che noi stessi avremo prodotto. Non abbia paura l’uomo inesperto che ha prodotto aceto alla sua prima vendemmia, l’esperienza lo aiuterà a produrre un buon nettare. Sia fedele nel poco alla sua stessa anima, e presto potrà brindare col calice della vita ad un ottimo nettare, frutto della sua consapevolezza acquisita.
 
274) Le diversità che i nostri occhi scorgono sono la proiezione della paura che alberga nei cuori, e la nostra apparente cecità il trampolino di lancio per spiccare il volo verso l’infinita comprensione.
 
275) La diversità non è un difetto ma è il secondo nome della normalità, quello che siamo soliti non usare. a regola che governa il nostro mondo si basa sul principio della promiscuità o diversità, ma talvolta preferiamo guardare la diversità negli occhi degli altri, piuttosto che riconoscerla in noi stessi, e questo solo per paura.
 
276) Il coraggio non alberga nei cuori impavidi, il vero coraggio é quello che trova dimora nei cuori divorati dalla paura. Quando il coraggio affianca la paura, diviene parte dell’uomo.
 
277) L’incoscienza, governa il passo dell’uomo che sfida il pericolo senza alcun timore. Trema invece l’ardito, e la sua fronte è imperlata di sudore, niente può dargli la certezza di una vittoria, ma ciò nonostante avanza nel passo. Il vero coraggio convive sempre con la paura.
 
278) Si spogli dai suoi abiti logori colui che ne riconosce la miseria, comprenderà che l’anima priva del suo antico bagaglio di paura, altro non è che luce intensa. Butti alle spalle le sue antiche abitudini: non siamo nati per soffrire, siamo nati per vivere.
 
279) Non vedrà la vita chi è accecato dalla paura, essa è come un mantello buio che copre ogni cosa, ma non si spaventi l’ignaro viandante che in questa strada avanza, essa è comunque una via che conduce alla vita. Prosegua sicuro che nel domani del suo esistere grande luce giungerà a sanarlo.

Aforismi sulla Ricchezza
 
280) Chi è giunto, stringe al petto una sola certezza quella d’appartenersi. Di questa ricchezza è fiero l’ardito cavaliere ed ora spoglio della sua corazza, scorge nel riflesso del sole le sue vere sembianze egli uomo non era, ma solo il raggio stesso in cui ora scorge il suo riflesso.
 
281) Gioielli, fama, ricchezze in nessuna delle cose che vedi è depositato il segreto della vita, esso risiede in dimore semplici dove acqua e terra germogliano frutti, di questi doni sarà ricca la tua vita. Le materiali confezioni non schiudono mai al mondo reali ricchezze ma solo fragili illusioni, che appaiano rapidamente per sparire poi allo stesso modo.
 
282) Se della tua vita non comprendi il valore, non affidarla nelle mani di chi sicuramente la deprezzerà ancor di più. Ascolta nessuno mai vedrà di te l’oro che hai nel cuore, di quella ricchezza ha occhio solo l’uomo che la possiede. Pertanto non creder a chi ti allarga le braccia, nessuno potrà abbracciarti con lo stesso calore di un tuo abbraccio. Amati e chi ti osserva ti vedrà con lo stesso occhio.
 
283) Custode di ogni certezza è il cuore dell’uomo, che molto dovrà scavare per giunger al fulcro fertile. La grande ricchezza che cerca è nel semplice osservare il vivere, libero da catene e false visioni, pronto a spiccare un volo unico nella luce della propria esistenza.
 
284) Deluso appare chi ha percorso le tristi vie della vita, ad attenderlo dopo tanto cammino non ha trovato tesori ma lo stesso specchio attraverso il quale specchiarsi. E le ricchezze tanto promesse dove sono? dirà allora l’uomo. A rispondergli non sarà il cielo, la voce che udrà sarà la sua: “Le tue ricchezze sono in te, non cercare fuori ciò che ti appartiene, oggi tu esisti davvero.

 
Aforismi sulla Saggezza
 
285) Libero è il canto del viandante che vive il suo cammino, egli sa che non esiste fine al suo avanzare verso il limpido orizzonte che i suoi occhi scorgono. La sua voce toccherà luoghi lontani e il vento si vestirà fiero dell’eco delle sue parole. Procede con passo certo il viandante scevro da inutili pesi, il suo pellegrinare tra le molteplici avversità, diverrà leggiadro soffio tra i fiori odorosi del suo giardino, solo chi conosce la via ha in mano la bilancia della saggezza.
 
286) La vera saggezza nasce dal confronto degli opposti, il bello e il brutto, il dolce e l’amaro, l’amore e l’odio; solo conoscendo i due antitetici aspetti di una stessa medaglia sarai in grado di coniare il più prezioso dei monili, che avrà su entrambe le facciate il segno della tua comprensione.
 
287) Non accettare mai questo dire: All’errore non c’è rimedio! Perché l’uomo che sbaglia è sulla strada della consapevolezza, e su questa via gli errori sono il solo pane che lo nutre. Impari dai suoi errori l’uomo, la sua saggezza interiore, gli suggerirà parole soffocate dalle mille voci della vita, ma niente metterà a tacere la sua coscienza, la cui voce altro non è che l’eco della sua saggezza soffocata, l’ascolti. Sappia l’uomo che sbaglia che per ogni muro sollevato dalla ragione, l’anima costruirà mille ponti per superare l’ostacolo.
 
288) Si innalzino i piccoli, si edifichino strutture per accoglierli, generosa sarà la mano che li aiuterà ma ancora più generosa sarà la mano che solleverà il genere umano. Non cerchi chi del bene ha fatto ricompense per se, ma osservi il progredire del suo mondo verso un domani migliore. La ricompensa è nel sorriso dei bambini che verranno, la ricompensa è nella cultura e nella saggezza che ne deriverà, chi di ricchezze si veste in terra sappia che l’unico scopo della sua ricchezza è quello di portar sollievo ai fratelli meno fortunati.
 
289) Saggio è l’uomo che si osserva dal di fuori, e del suo osservare grande riflessione fa, perché solo chi riesce a cogliere l’estraneità del proprio vivere umano, potrà cogliere i limiti che lo dividono dalla comprensione, aggiustandone la mira.
 
290) Saggio è l’uomo che ha patito il dolore del non vivere. Arido è l’uomo che ha patito il dolore del non vivere. Il dolore non consacra alla vita l’uomo, ma traccia la via ed illumina l’orizzonte. Libero è chi intraprende quel sentiero.
 
291) Si inizia a vivere stipulando un contratto a lungo termine, e sottoscrivendo un innumerevole quantità di rate che ci accompagneranno passo dopo passo durante il cammino della vita. Sino a giungere alla maxi rata finale a saldo della quale ci verrà richiesta la restituzione della vita. Ma cosa avrò in cambio di tante rate? – disse l’uomo al saggio. Se avrai vissuto in modo degno le rate ti saranno accreditate sotto forma di averi, dignità , amore e comprensione, altrimenti sarai tu a versarle alla vita, perdendo goccia dopo goccia il credito di fiducia che ti era stato dato, per il solo fatto d’esser nato.
 
292) I grandi riconosceranno i grandi, i piccoli abbasseranno il capo, gli stolti volteranno lo sguardo. Si occupi il saggio di sollevare i piccoli, perché i grandi già appartengono alla vita, e gli stolti sono ciò che non si conserva.
 
293) .Semplice è la dimora del saggio, non crederesti mai che il suo cuore è giardino germogliato, ma se presterai orecchio al suo dire, e occhi alla luce del suo sguardo, sentirai il caldo sole dell’amore sfiorarti il cuore

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Aforismi sulla Speranza
 
294) Al rogo la tua speranza, sopprimila prima che lei sopprima te. Essa e un piccolo gobbo malefico che ha trovato dimora sulle tue spalle, e con le mani ti copre gli occhi per non farti vedere, scaraventalo a terra. Allarga quelle mani che ostacolano il tuo vedere e conta quante sono le pecore del tuo vivere. Sono poche? Ne avresti volute di più? Ti capisco, ma questo non ti autorizza a chiudere gli occhi.
 
295) I sogni e le speranze hanno una sola madre, sono frutti della mente. Ma quando la mente sarà stata educata alla vita, essa vivrà nella pienezza del proprio essere, e non avrà più necessità ne di sogni e ne di speranza.
 
296) I sogni son desideri, ma non si vive di sogni e neppure di desideri, talvolta il miraggio di un sogno preclude la riuscita di una vita.
 
297) La luce del sole illumina i campi lontani, e il grano e il miglio si vestono di bagliori dorati. L’uomo che osserva il domani coglie i bagliori e gioisce, vorrebbe avanzare il passo verso quella ricca distesa d’oro. Oro? Ogni cosa non stretta al cuore, può apparire irraggiungibile e preziosa, ma quando la mano raggiunge il desio, ciò che prima appariva oro, ridiventa ciò è sempre stato, grano.
 
298) I desideri si vestono d’oro, proprio perché desideri.
 
299) Chi vivrà la vita con vero entusiasmo, troverà nel vivere assolta la sua più grande speranza.
 
300) La speranza ritarda, è un freno alla vera visione della vita, quando della speranza ti sarai liberato potrai finalmente vivere. Nessuna speranza sarà mai tanto bella quanto la tua vita. La speranza apparente luce che inebria è la lenta agonia dell’animo umano, cieco è l’uomo che ha messo a dimora i suoi semi in terre che mai genereranno vita. La speranza è il cibo degli uomini semplici, che ad occhi aperti sognano di vivere, e nell’attesa che si compia la loro beata speranza vedranno sfumare la loro vita. Della speranza abbia l’uomo terrore, essa si veste di candide vesti e sorride come la più luminosa delle stelle, ma come i sogni impalpabili la sua visione sfugge al nostro tocco sempre.
 
 
301) Non viva l’uomo di speranze quando la vita gli offre le certezze.
 
302) Uccidi la speranza, questo sarà l’unico delitto per il quale non sarai giudicato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Aforismi sul Successo
 
303) Caparbio è l’uomo di successo, vola alto nei suoi sogni incurante dei venti contrari che gli schiaffeggiano il volto. Fiducioso è il vittorioso, perché non cala mai il capo al fronte di una grande truppa, egli sa che il pavido ha già perso prima che innalzi la sua spada, è mai quel dire dovrà essere accostato al suo nome. Grande è l’umanità tutta che procede inconsapevole verso un domani incerto, conservando nel cuore la speranza di una vita migliore. Pertanto sia la caparbietà dell’uomo di successo, e la fiducia del vittorioso a ricordare a voi tutti che non esistono ostacoli insormontabili a chi ha scelto di rincorre un sogno. Avanti tutta, nessuno é chi crede di esserlo. Ricordatelo voi siete.
 
304) Sempre sorridente è chi accetta la sua sconfitta, nella visione più ampia di una vittoria superiore, perché ogni sconfitta compresa e non rifiutata, aggiunge ad una struttura forte maggiore e più salda tenuta. Pertanto guarda con amore al seme depositato nella tua sconfitta, e un giorno vedrai il suo rigoglioso fiore ergersi alla luce del sole, e capirai che la vittoria stretta è semplicemente il frutto delle tue sconfitte.
 
305) Il successo è una famelica creatura a due teste, una dalla voce melodiosa e l’altra dai denti aguzzi. La prima canta dolcissime note riempiendo la testa del mondo, che confuso la insegue. La seconda inietta in chi più le si accosta un veleno pericoloso che non da tregua al cuore. Solo un antidoto tiene a bada la famelica bestia, la profonda comprensione del proprio essere. Chi possiede il dono della comprensione non è preda ne del canto ne tanto meno del veleno, perché non si riempirà mai la testa di dolci note, e neanche si avvicinerà tanto da esserne avvelenato. Il successo è una famelica creatura che incanta ed avvelena l’incauto.
 
306) Prega il viandante che ha il tasca la chiave del suo successo, egli non è ancora conscio del suo prezioso valore. Apra con fiducia l’uscio di quella nobile dimora che gli appartiene, al suo avanzare le luci del successo prenderanno ad illuminarlo, e il clamore concitato di quel istante lo innalzerà alto verso un mondo nuovo. Altro non chiederà alla vita, ne la vita a lui, in simbiosi perfetta vivranno l’uno del sorriso dell’altra.

Aforismi sulla Verità
 
307) Il mondo vedrà germogliare i suoi fiori fratelli, ed insieme mano nella mano solleveranno il mondo, incontro alla luce della verità.
308) Cerca il minatore nel buio soffocante della sua miniera, la pepita d’oro che gli risolva la vita, ma nella ricerca il suo tempo scorre veloce verso la fine, se solo sapesse che la strada intrapresa è inganno, e che la verità e nella luce del mondo. Non cerchi più nel buio, il minatore accecato dalla brama di vivere, torni alla luce della vita lì è celata la più preziosa delle pepite, nel cuore della gente.
309) Il disegno della vita apparirà nel profondo del nostro intimo desiderio di capire, solo quando cercheremo la verità.
310) Non ci sono verità che non verranno portate alla luce, anzi esse sono già li pronte a raccontarti dei loro sogni. Smetti d’esser cieco, il domani della vita è nelle mani della gente che vede. Accendi la speranza del tuo cuore e questa luce ti renderà la vista.
 
311) Ci sono verità sepolte in terra, a cui l’uomo per pigrizia non presta occhio, ci sono verità che ti sussurrano all’orecchio, a cui l’uomo finge d’esser sordo. Fino a quando il pigro uomo che ci sostiene non presterà occhio ne orecchie niente di ciò che è in terra ci apparterrà.
 
312) Non esistono verità che non appaiano chiare a chi ha cavalcato il buio cavallo della non vita. Ora il bianco destriero che lo guida vola veloce verso la chiara e limpida verità.
 
313) Complice è la vita che accresce la comprensione, la sua fitta tela intrappola lentamente la preda in un dedalo di avvicendamenti sino a rendere sofferenza il suo esistere. Solo quando il cuore dell’uomo è stretto nella morsa del dolore, cerca la libertà. La sofferenza accende la ricerca, e la ricerca conduce alla verità.
 
314) Ci sono verità rivelate ai pochi, e quei pochi sapranno con giusta dovizia divulgare ai tanti che sapranno ascoltarne parola. Chi non avrà ancora compreso avanzi il suo passo per raggiungere chi già sa, ed insieme varcheranno la soglia della vita.
 
315) Prendi per mano la tua vita, essa non ti è nemica come hai sempre pensato, ogni passo verso la verità e fatto di sangue e lacrime, come altrimenti si potrebbe svegliare una montagna che dorme?
 
 
316) Quante divinità hanno dettato legge sul tuo cuore, esse come statue di ghiaccio si sono sciolte al sole della verità, lasciando sulla tua terra solo semplice acqua. Ma nel percorso di una vita niente è lasciato al caso, ogni elemento della nostra esistenza segue una sola regola quella che ci conduce alla comprensione. L’acqua irrorerà la terra del nostro animo, è il seme che vi dorme da sempre crescerà venendo alla luce.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Aforismi sulla Vita
 
 
317) Pianta i semi della vita ogni giorno nel tuo terreno, e presto i fiori della consapevolezza prenderanno a sbocciare pieni di luce. Credi in chi prima di te ha percorso la stessa via.
 
318) Cerca l’uomo nelle cose, l’unguento che sani il suo animo, egli in errore non è, il suo percorso è obbligato. Deve imparare che nelle cose non troverà mai nutrimento, ma solo brevi soffi di quel vento eterno che soffia al di sopra del suo vedere. Solo voltando lo sguardo dalle cose riconoscerà la vita.
 
319) Cerchi la vita nel proprio vivere, l’uomo che innalza al cielo la sua preghiera, non esiste altra via che non quella di vivere, per innalzarsi poi degnamente al cielo.
 
320) Culla il tuo sorriso così come si culla un figlio, nutri la tua gioia così come nutri la tua bocca, gioca con la tua vita e la notte non calerà mai sul tuo vivere.
 
321) La vita si restituisce alla vita, essa non ha fine ritorna nel grembo che l’ha generata, più ricca, più povera non importa, essa sarà sempre la benvenuta.
 
322) Chi ha cura nel coltivare il proprio giardino godrà di buoni frutti, non cerchi raccolto chi non lo ha seminato.
 
323) Il tuo vivere oggi è la prova della continuità della vita, cerca nelle cose di ogni giorno la sua essenza, ogni cosa grida o sussurra della sua energia. Tocca con orgoglio i tuoi successi, ma allo stesso modo guarda con amore alle tue sconfitte, essi sono fratelli che camminano mano per mano sulla rotta di Dio.
 
324) La gioia è nel vivere, e non vivere nella gioia.
 
325) Cerchi l’uomo la vita nella sua Vita.
 
326) Il benessere è nel vivere, semplicemente nel vivere, presto ti renderai conto di non voler null’altro dal tuo vivere se non la tua vita stessa, essa ti riempirà di gioia ed entusiasmo, sarai viva dei tuoi colori. Vivi dei tuoi colori e sarai sazia per sempre.
 
327) L’entusiasmo nasce dalla libertà dell’essenza, che scevra da ogni catena costruisce il suo personalissimo percorso di vita, e con occhio limpido compirà scelte immuni da ogni influenza.
 
328) La gioia vive negli occhi di chi la brama. La brama langue negli occhi di chi insegue le fatue percezioni del vivere. Il vivere si esprime attraverso le fragili dita di chi dona. Il dono rende ricco solo colui che ne riconosce il valore.
 
329) Non esistono prigioni attorno all’uomo che accompagna alla sua parola il sentire della propria vita.
 
330) L’angelo della vita, vive in ogni cosa che popola la terra, è esso stesso la terra che nutre e sostiene ogni passo del nostro antico cammino.
 
331) Ciò che l’uomo produce, vaga sul suo capo come eterna promessa, la vita ripaga con la stessa moneta chi non l’ha onorata.
 
332) Rifuggi oggi ciò che potresti amare domani. Insegui oggi ciò che potresti avere domani. Smetti di affannare oggi, è già il tuo domani. Assaggia i frutti comuni dell’oggi per poter godere delle primizie domani.
 
333) Gioca e rigioca alla lotteria della vita, i numeri che attendi attendono a loro volta d’esser pescati da una mano che crede in loro. La fortuna è la figlia più caparbia della vita, sceglie quali suoi depositari solo uomini che le abbiano dimostrata fiducia.
 
334) La vita saggiamente distribuisce l’accumulo di debiti che l’uomo ha contratto.
 
335) Ci sono giorni comuni e giorni speciali, ma quando i nostri giorni saranno volati via sulle ali del tempo, comprenderemo che non esistono giorni comuni che non siano giorni speciali. Non attendiamo l’ultimo istante del nostro respiro per apprezzare il profumo inebriante che un giorno cosiddetto “comune” sa infonderci. Vivi oggi.
 
 
336) Il futuro è nelle mani di chi crede, il passato resterà come ombra velenosa nei pensieri di chi più non spera. Allontana da te ciò che è trascorso procedi libero verso il domani, il futuro appartiene a coloro che avranno dato fiducia alla vita. Vivi guardando con gioia al tuo domani, e il domani diverrà il sorriso che ora generi.
 
337) La vita ti chiede un solo miracolo, il tuo sorriso.
 
338) Nessuna esistenza è vana e inutile, siamo tutti elementi essenziali del magico disegno della vita. Apparteniamo a esso, come esso ci appartiene.
 
339) Meglio un uovo oggi che una gallina domani, ma a questo nobile e basilare concetto può giunger solo chi ha colto il vacuo albeggiar del domani nel sentir l’oggi scivolargli dalle mani.
 
340) Presuntuoso è l’uomo che pensa di non meritare la vita, abbatta questa suo altro limite e renda libera la vita di parlargli dei suoi più veri progetti, stupirà del suo dire, alta è la stima che la vita ha di lui.
 
341) La ruota della fortuna sceglie i suoi uomini attraverso le fitte maglie del vivere cogliendo solo quelli che del loro vivere hanno fatto sacra cosa.
 
342) Accendi il tuo sorriso la vita che cerchi e nel giorno di questa nuova vita, e presto le luci giungeranno per consacrarti . Non dubitare chi ti ama non mente.
 
343) Grande è la passione che la vita sa infondere in chi vive del suo vero vivere. Negli occhi del tuo prossimo scorgerai l’entusiasmo che cerchi, vivi sino in fondo la tua vita è l’essenza che ti appartiene avrà realizzo.
 
344) Vivi la tua vita come sacra cosa, essa giorno dopo giorno perde il carico di ore che le sono state concesse, non buttare via le ore che restano tra te e ciò che non conosci. Se non ti è dato di conoscere il dopo è perché devi vivere con tutta la tua intensità l’oggi. Vivi con entusiasmo la tua vita e il dopo diverrà certezza nel tuo cuore.
 
345) Cerca l’uomo, la forte mano che lo sollevi dall’impegno di vivere, la sua ricerca sfiora lidi lontani, ed intanto la vita scorre verso il finire. Se solo sapesse che è nel vivere la forza e non nel rifuggirla, non avrebbe sprecato la sua esistenza.
 
346) Accettati, e accetta la tua missione di vita.
 
347) Le tre missioni del vivere. Nel vivere la prima missione dell’uomo, nel sorridere la sua seconda missione, nel trasmettere la sua gioia la sua terza missione.
 
348) Non si dica mai che il sovrano ha ceduto il suo scettro, egli lo ha solo poggiato sul suo trono per stanchezza, e qualsiasi mano avida lo stia bramando, sappia che non esiste altro essere degno, destinato a possederlo. Si svegli il Sovrano del tuo vivere, nessuna ombra potrà mai vivere la tua vita. Meriti di Vivere.
 
349) La conoscenza talvolta concepisce delle anime malvagie, riconoscerai coloro che realmente appartengono all’albero della vita, chi conosce la via con umiltà saprà diffondere l’univoco messaggio di vita che tu ben conosci.
 
350) L’umiltà è una delle porte della conoscenza. E per coloro che tengono eternamente aperta questa porta, sia il mio dire: essa è un varco, ma non un filtro tra il vero e il falso. L’umiltà è un percorso difficile che schiaccia e solleva. L’umiltà assomiglia a un maglione di lana tarlato, se lo indossi sempre sarai scambiato per uno straccione. Vestiti di umiltà solo quando é l’umile a chiedertelo.
 
 

Cleonice Parisi

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