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Stellangela – La Favola del Natale

Stellangela – La Favola del Natale

Stellangela

Capanna di sentimenti è in te
e tu come piccola fiamma
accenderai la lanterna dei sogni
in quella modesta dimora
per poi adempiere al tuo destino.

Una luce intensa illuminò la piccola è modesta capanna dove viveva Stellangela, altro luogo non conoscevano i suoi occhi di luce, se non quel piccolo rifugio oscuro. Ma ora questa luce improvvisa, cancellò la penombra alla quale era abituata a vivere, mostrandole le rozze rifiniture della sua modesta dimora, i chiodi arrugginiti, e i pochi mobili tarlati. Tanta fu la tristezza che la bambina decise di abbandonare quel luogo, a cui era comunque grata, ma che ora ai suoi occhi sembrava assai misero e trascurato.

Uscì dalla capanna illuminata, incuriosita da questa intensa luce che le aveva mostrato sinceramente la verità del suo vivere, e sulla sua testa vide brillare la più grande e bella stella del cielo.

Come sei bella!

Disse Stellangela, mentre copiose lacrime le scendevano dagli occhi per la commozione.

Vorrei che il mio cuore avesse la tua luce, stella mia.

Non sei lontana dalla verità Stellangela.

Rispose la stella pulsando intensamente tanto da abbagliarla.

Io sono tua madre.

Mia madre?

Disse la piccola colta da grande meraviglia.

Si sono tua madre, venisti alla luce di un vivere diverso ed io da allora ti osservo figlia mia, dall’alto di questo cielo senza poterti abbracciare e stringere. Credimi darei qualsiasi cosa per essere con te o per averti qui con me.

Disse la stella colta da profonda commozione.

Madre una capanna, triste e spenta mi accolse alla vita.

Non fu per mio volere, ma in te il destino è da compiersi.

Madre ma se mio padre non è una stella, allora cos’è?

La stella sorrise per l’ingenuità della piccola:

Stellangela è il tuo nome, e non è per caso.

Madre vuoi dirmi che mio padre è un angelo?

Si figlia mia, avviene una sola volta ogni mille anni, che il cielo terreno si unisca al cielo celeste, e quando accadde io vidi l’angelo più bello del creato, aveva ali immense e occhi buoni, volò sino al mio cuore portandomi la sua luce ed io lo amai tanto da generare te, figlia mia.

La tua nascita fu accolta come grazia, e per quella grazia che dimora nel tuo cuore, a nessuno fu concesso di trattenerti, tuo padre rinunciò a stringerti per amore e lo stesso feci io.

La stella piangeva e sulla terra cadevano scintille di luce, mentre la piccola Stellangela raccoglieva quelle pagliuzze dorate spargendosele tra i capelli.

Madre non piangere più.

Disse la piccola.

Non devi preoccuparti per me, io porterò a termine la mia missione e vedrai che il cielo terreno e quello celeste, troveranno un sentiero che li unirà per sempre.
Tu intanto continua a brillare, affinchè io non mi perda in questo buio mondo e possa sempre trovare la strada.

Ma la stella era addolorata, e continuava a piangere senza riuscire più a parlare, quella piccola creatura era davvero un angelo non aveva solo la forza di un angelo, ma anche la bellezza e il coraggio, suo padre sarebbe stato orgoglioso di lei se solo l’avesse potuta vedere.

La luce della stella madre continuò ad illuminare la strada a Stellangela, e la piccola seguì il suo cammino seminando ovunque la grazia del suo cuore.

Ciao bambina?

Un giorno un uomo affiancò nel cammino la piccola e con un sorriso serafico le chiese:

Di chi sei figlia, creaturina?

Stellangela lo guardò negli occhi e con un sorrisetto malizioso disse:

Sono figlia di una stella e tua padre mio.

L’uomo la guardò impressionato e poi mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime disse:

Come hai fatto a riconoscermi?

Guardando nei tuoi occhi ho semplicemente riconosciuta la mia anima.

L’uomo prese per mano la piccola è l’accompagnò per tutta la vita a compiere la sua missione, non l’aveva mai lasciata, era sempre stato con lei, nella buia capanna, sotto le scintille di luce di sua madre, ma ora era giunto il momento di apparire per adempiere il destino di Stellangela.

La piccola creatura, aiutata dalla sua stella e dal suo angelo portò a termine la difficile missione che le era stata data. Il suo cammino divenne l’arcobaleno che unì il cielo terreno a quello celeste per sempre.

Cleonice Parisi

7 pensieri su “Stellangela – La Favola del Natale

StellangelaPubblicato in data1:31 pm - Dic 8, 2007

Ancora non ho avuto modo per ringraziarti di queta stupenda, meravigliosa e sublime favola che mi avevi promesso di scrivere perchè te lavrebbe ispirata il mio nome!
Complimenti sei di parola, l’hai scritta davvero!! La favola e’ molto bella come sei molto bella Tu come Donna dentro e fuori!!!
Grazie di cuore e cari saluti.
Stellangela

CleopaPubblicato in data2:36 pm - Dic 8, 2007

Parole troppo belle,
è solo un piccola storia.
Grazie 🙂

Cleo

marianPubblicato in data3:30 pm - Dic 15, 2007

è bellissima davvero mi piacerebbe tantissimo scivere come te, sei bravissima

marianPubblicato in data3:34 pm - Dic 15, 2007

davvero bella, vorrei essere brava come te…..

CleopaPubblicato in data12:11 pm - Dic 20, 2007

Marian ti ringrazio per il bellissimo complimento, per migliorarsi nello scrivere, bisogna scrivere, scrivere e scrivere, pensa che quando rileggo le cose che ho scritto qlc anno fa, un pò me ne vergogno… noto le mie tante imperfezione, le inutili lungaggini per spiegare concetti che ad ora mi sembrano semplici, ma il fatto stesso che io noti queste cose, sta ad indicarmi che ho fatto un ulteriore passettino in avanti, e che ancora tanti ne devo fare. Pertanto se scrivi? Ti dico scrivi, scrivi e scrivi è quella l’unica strada che ti migliora …

ugo esitiniPubblicato in data12:28 pm - Dic 4, 2009

Cleonice come fai ad essere così illuminata quando scrivi queste favole che sono splendite poesie. Ti saluto con immutata ammirazione. Ugo

Cleonice ParisiPubblicato in data1:46 pm - Dic 4, 2009

Grazie, mi piacerebe esserlo, invece è haimè parlo della luce, così come un usignolo cieco dento la sua stretta gabbia canta al cielo del mattino.

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