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L’Angelo Scalzo – La Favola dell’Adoperarsi

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L’Angelo Scalzo

Un Angelo scalzo scese in terra, di vesti semplici era adorno ma nel suo volto una luce irradiava il mondo. Nulla ricordava della sua nascita ma le origini immense del suo cuore pulito erano chiare a chiunque lo incontrasse. Camminò per il mondo senza calzari e nonostante il gran dolore, non si tirò mai indietro nel dare amore e luce a chiunque incontrasse.

Il Signore amava quell’Angelo e promise di dargli delle scarpe giuste.

Nell’attesa scandita da un tempo senza tempo, dove anche un attimo sembrava un eternità, l’Angelo era sempre più prostato, i  suoi piedi erano ormai ricoperti da dolorosissime piaghe che rendevano il cammino un calvario. Il Signore intanto sembrava essere indeciso se fargli delle scarpe prendendo in prestito le nuvole, o prendendo dal cielo due stelle.

Non importa Signore come siano, purché siano delle scarpe!

Implorò l’Angelo. Ma un giorno il profondo dolore dopo tanta attesa, l’Angelo fermò il suo cammino e alzando gli occhi al Cielo profondamente deluso, disse:

Signore avrai di certo cose più importanti da fare, che fabbricare un paio di scarpe per me!

Nell’abbassare gli occhi dal Cielo, prese a guardare in Terra qualcosa che potesse fornirgli un pò di sollievo, e scorse un ruscello dalle fresche acque dove nell’immergervi i piedi gonfi e doloranti trovò un immediato sollievo. Nel riprendere a passeggiare anche se lentamente, trovò delle grosse foglie di fico, che ebbe l’idea di legare ai piedi con delle cordicelle che aveva in tasca, e così da solo con un pò d’ingegno il piccolo Angelo si fabbricò dei calzari. Sembrò sentirsi meglio, e riprese a camminare sul suo sentiero spedito, il dolore sembrava essere quasi completamente svanito, un senso di benessere totale lo peravase, e pensò tra se:

“Guarda un pò che grande potere hanno le foglie di fico, a saperlo prima!

Fece per guardarsi i piedi e vide che ora camminava sollevato da terra, v o l a v a. Pianse di gioia, le scarpe a chi sa volare non servivano. Grato come solo gli Angeli sanno essere, chiese perdono al Signore per aver dubitato, e il Signore che non lo aveva mai abbandonato disse:

Angelo ci sono scarpe rare che non è possibile confezionare, esse sono il risultato di un giusto cammino, e talvolta le giuste vie sono irte e dolorose. Ma tu hai superato la prova grazie al tuo grande cuore, e nell’attesa che il cielo operasse ti sei adoperato, è in ciò il tuo mandato. Ora vola alto a te non servono scarpe tu VOLI…

Fu allora che l’Angelo comprese il disegno del Signore,  non gli aveva fornito le scarpe perchè doveva imparare a volare e non a camminare. S’innalzò alto ora consapevole della sua natura, al suo sguardo limpido il mondo apparve ricco e pieno di speranze, inviò al padre il suo sincero e profondo amore e riprese il suo cammino sulla terra, stavolta volteggiando leggiadro nei cieli azzurri di una vita serena e senza dolori. Ed ovunque si fermò raccontò dell’enorme bontà del suo genitore e dei poteri speciali che avevano le foglie di fico dicendo a tutti:

Usate le foglie di fico sono miracolose, vi raccomando!

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  1. “Usate le foglie di fico sono miracolose, vi raccomando!”

    E’ meraviglioso camminare nel vivere con un occhio al cielo, ma è poco saggio al cielo lasciarVi il cuore. La vita è un dono e saperne apprezzare i suoi frutti è un nostro dovere.
    Raccogliamo, durante il nostro scalzo pellegrinare verso la luce, i frutti sani del vivere. Il nostro andare ne gioverà alimentandone il sorriso, e quando le ali si schiuderanno alla vita, della vita avremo già raccolto le sue primizie.

    In altre parole:

    Aiutati che Dio ti Aiuta.

  2. Non camminare e basta, non accontentarti di questo, fallo pure, la natura te lovuole, ma non dimenticare che puoi volare, se vuoi. Aiutati che Dio ti aiuta, lo cambierei con: aiutati leggendo le favole di Cleonice.

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