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Le favole dell’anima

Le favole dell’anima

Ogni favola…ha un messaggio per te



Pagine: 221
ISBN: 978 – 88 – 6223 – 104 – 6
Prezzo: 12,00 euro

Copertina di:


Progetto grafico ed impaginazione a cura di: Cleonice Parisi


L’anima, la nostra bambina dimenticata, prigioniera dei preconcetti, dei falsi credo, degli insegnamenti insensati, dei pregiudizi, raccontiamole una favola, rendiamole il più prezioso dei doni, il sorriso.

L’anima, bambina ferita, trafitta da mille spine, rinchiusa nelle buie stanze della nostra incomprensione, apriamole la finestra dei sogni,… schiuderà le sue immense ali, per volare nei cieli tersi di una vita migliore.

Sorridiamo alla vita e la vita ci sorriderà.


Indice delle favole:

A partire da te

Anche la Monotonia resta incinta

Ardore e Castità.

Chi ha tempo non aspetti Tempo

Cuore di bacherozzo

Fulgida stella

Il Buio che accese il Sole

Il Cammino del Piccolo Uomo

Il canto semplice

Il fantasma del Silenzio

Il mendicante cieco

Il principe delle mosche

Il Sogno Cullato

Io sono la Vita

L’Alibi del Burattino

L’eco delle stelle

La mela canterina

La conchiglia cornuta

La farfalla Fru Fru

La fede dell’ombrello

La Nuvola e la Betulla

La nuvola mutata

La pagina bianca

La piccola grande mano

La porta della vita

La Riconoscenza

La Terra del Domani

La Vita non fa schiavi

Le ali dei Sogni

Nascere formica è già una grazia

Oggi basti a te stesso

Piccolo Sole

Sangue, Lacrime e Terra

Stellangela

Un angolo di cielo

Un cuore nuovo

Un grande dono

Una rondine del cielo

Vuoi sbirciarne qualche pagina? Volaci dentro…


Intervista della Boopen

Per chi non sa:

Storie altamente spirituali e teneramente infantili insieme, sussurrate all’orecchio di un’anima opaca ed avvilita. Ogni fiaba è la sfaccettatura simbolica di un intimo percorso liberatorio che ciascuno deve attraversare prima di giungere alla consapevolezza; ogni invenzione personifica la voce profonda che invita ad incontrarsi con il principio spirituale; ogni racconto ha la valenza positiva di un’energia soccorritrice. Le favole dell’anima generano coscienza, cullando lo spessore vitale delle cose e dell’interiorità per svelarne il valore a chi non lo conosce, a chi non sa.

Nelle fiabe l’anima appare ingabbiata da tabù, superficialità, paure. Ma, a Suo parere, nasce libera per poi divenire schiava o nasce già prigioniera?

Una volta vidi un albero le cui profonde radici abbracciavano la terra e i cui alti steli carezzavano il cielo, e chiesi: Che senso ha la breve vita di una foglia? E l’albero disse: E’ nel sano esistere dell’albero generare foglie, fiori e frutti, essi sono il mio respiro.
L’albero la grande anima del mondo e le foglie/gli uomini la pura espressione del suo amore per la vita, quella che interpretiamo come prigione altro non è che la limitata visione razionale di una grandezza inconcepibile.

Cosa rende faticoso il percorso di consapevolezza della propria spiritualità?

La Paura è il più grande degli ostacoli nell’evoluzione della coscienza personale, ma la stessa non giunge mai sola, ha per mano il Dolore, chiave per aprire tutte le porte.

“L’orso che dorme non è conscio che la sua primavera è giunta. Il suo occhio continuerà a restare chiuso sino a quando… la rosa seminata sotto il suo giaciglio non fiorirà pungendolo.”

Le anime sono tutte uguali?

Credo di no, nella Vita nessuna cosa è identica ad un’altra, prendiamo di nuovo ad esempio l’albero, se osserviamo con attenzione due foglie di uno stesso ramo, seppur a prima vista potrebbero sembrarci identiche, in realtà ad un esame più “attento” esse risulteranno differenti. Ogni Anima è Unica e irripetibile, così come le foglie. Nel “piccolo” il riflesso del “grande”.

Che differenza c’è tra il leggere ed il non leggere il Suo libro?

Ogni libro è uno specchio, inizieremo a leggerlo cercando i confini di un anima diversa dalla nostra, e finiremo col viaggiare ad ali spiegate attraverso le sconfinate terre del nostro cuore.
“Le favole dell’anima” sono solo un altro specchio, leggerlo vuol dire cercarsi, non leggerlo vuol dire cercarsi altrove.


Anna R. (Napoli)

Quando nella vita tutto intorno tace e neppure il rumore del tempo scandisce le note del cuore…Ti ritrovi tra le mani “Le favole dell’anima” e, oziosamente, lo sfogli. Ti senti avvolta ed ammaliata in dolci novelle che ti avvicinano a quei piccoli incanti di cui solo la natura è protagonista, ma l’autrice, a piccoli sorsi, ti trascina nell’impeto della tranquillità in cui anche la tua anima emerge come l’ arcobaleno dopo la tempesta… E’ così che mi sono sentita dopo aver letto la prima pagina ed è così che ho continuato a sentirmi dopo averne divorato le restanti! Improvvisamente la mia rabbia, il mio nervosismo e la mia superficialità sono state predominate e sostituite dal piacevole senso di beltà, di tranquillità, di Amore profondo per l’ESSENZA della vita!!!! Non so se ringraziare l’autrice del testo per il suo impegno oppure essere grata alla curiosità che mi ha spinta ad aprire il libro, ma di sicuro ringrazio tutti gli eventi che si susseguono nel tempo perchè includono in sè la magia del vivere!!!


Pasquale Foglia
pfoglia2@libero.it


Ho letto “Le favole dell’anima” con attenzione e con vero piacere. Le favole di Parisi Cleonice sono sempre interessanti e ci inducono a riflettere. Le storielle apparentemente semplici, rappresentano invece le verità profonde dell’anima. Tutte le favole vogliono insegnare qualcosa e ci fanno comprendere, attraverso originali metafore, i nostri problemi e ci aiutano a ritrovare l’amore perduto per sé e per gli altri. “Le favole dell’anima” sono perciò adatte sia agli adulti che agli scolari perché riflettono il mondo interiore maturo e sofferto dell’autrice alla quale vanno le mie più sincere congratulazioni ed il mio convinto apprezzamento.


Arta (Stati Uniti)

Fin dalla nostra infanzia le favole hanno fatto parte dei nostri sogni, raccontate dalla voce calda e suadente dei nostri genitori in un dolce oblio, dove l’impossibile era una parola sconosciuta, custodite gelosamente come un piccolo tesoro dove attingere nel momento del bisogno, in fondo non siamo altro che bambini un po’ cresciuti. Ripercorrere nella favola della vita tutti i nostri sogni per poi scontrarsi con la dura realtà, lì si forma il carattere è la consapevole natura del proprio Io.

Vivendo il passaggio da bambina-adulta aprendo lo scrigno dei nostri ricordi, come una continuazione della nostra favola infinita. Le favole ci permettono di annullare lo spazio temporale dove rivivere mille volte situazioni diverse per ritrovare un nuovo equilibrio, viviamole come un supporto importante dove trarne i dovuti benefici.

Nel libro “Le favole dell”anima” della grande Cleonice Parisi, c’è speranza, speranza che a volte scivola via dalle nostre anime, ma il suo scrivere fa capire che c’è sempre una luce nel fondo del tunnel.

Le Favole dell’anima, fanno sorridere l’anima di chi lo legge.


Marina degli Angeli

in questo libro ho trovato perle di inestimabile valore…
che brillano di una luce mai vista…
non sempre un libro riesce a trasmettere…
spesso sono solo parole …
ma… nel tuo ho colto vibrazioni di un anima
che vola…
attraverso quel libro…
nelle parole che ho incontrato
mi sono sentita parte del racconto…
e in quei personaggi descritti…
li ho sentiti come degli amici

il mondo che attraversiamo solamente attraverso un libro…
ci sembra …
che ci appartenga
e così…
in quelle parole scritte… ritrovi qualcosa di te…
e in quelle pagine cogli pensieri che avresti voluto scrivere tu
ti trovi a sottolineare quelle righe…
e ti dici…
ma era quello che pensavo io!

Da quel libro…
vengono fuori profumi di prati…
incontri persone e ascolti voci… familiari
Un libro… lo sentiamo come un pittore incontra una tela…
e in quelle parole come dei colori…
intingiamo il nostro pennello
e con la fantasia… in quella tela infinita ci ritroviamo
perchè un libro… per essere “letto” …
deve essere anche “ascoltato”


Antonia Alfano

“Le favole dell’anima” sono una sorpresa perché, con la narrazione tipica della favola, affronti i temi più importanti dell’esistenza. Gli uomini,gli alberi e gli animali, ma anche le cose più infinitesimali, dialogando tra loro rilasciano quegli insegnamenti basilari per vivere nell’armonia naturale.

Vivere nell’armonia naturale vuol dire riconoscere ed apprezzare i valori della vita ed essere grati al Creatore per quanto ci concede di sperimentare in questo nostro viaggio terreno. Imposti i tuoi racconti in modo originale, corredandoli di illustrazioni infantili e di spazi vuoti,che dell’infanzia hanno la freschezza.

Le mini-storie si svolgono con ingenuità e candore, ma conducono al nucleo della tua comunicazione: l’Essere invisibile e perfetto che sta primadell’universo e, infinito e imperturbabile, governa il determinato e l’indeterminato.
Inoltre additi le virtù, grazie alle quali è possibile avvicinarsi all’inconfutabile verità che il corpo è un prestito e solo l’anima è immortale.


Un libro facile da leggere, con un messaggio chiaro da ricordare:

“ogni cosa nel vivere nasce per compiere un cammino verso l’evoluzione della propria essenza”

Perciò, viviamo con gioia, riconoscenti per l’opportunità di sperimentare la vita!

Antonia Alfano attenta, ricercatrice delle tradizioni popolari, autrice dell’opera i: “Quaderni dimenticati”, Premio “Associazione Culturale Colline di Giovi 2005″ ed ancora autrice assieme allo scrittore Mimmo Guarino dell’ opera: “Cronoche dal futuro”.


Myriam Urga Vinciguerra

Mia cara Cleo,

le tue “Favole dell’Anima” in stile prettamente naif, vogliono riportare l’uomo del nostro tempo dalla disperazione dei valori alla preziosità dell’etica.

Questo tuo gesto liberatorio, tenero e toccante, genera poetica e fa bene allo spirito. Inoltre, questa tua opera si avvale di un appropriata veste tipogradica: il delicato decoro che inquadra il primo foglio, l’intemittenza dei disegnini ingenui tra le righe e gli spazi, i minuscoli-civettuoli asterischi che affiancano la numerazione delle pagine, il notturno della copertina il titolo e il nome dell’autrice timidamente velati da una sorta di nebulosa argentea.

Toccata da tutto l’insieme ti auguro ogni bene, e un crescente successo, cara Cleo, e ti abbraccio con un arrivederci.


Mario Renna

La sua pubblicazione “Le favole dell’anima” è ben collegata allo stile di altri suoi lavori letterari. Favole avvincenti anche se spesso l’umano è contrapposto al divino. I personaggi, anche se sono quelli universali propri delle favole di ogni tempo e luogo, hanno un ruolo specifico che è proprio anche della favolistica Campana, in cui i “Cunti”, sono ancora diffusi, anche se la comunicazione orale è diversa da quella scritta.

Anche gli animali sono collegati in modo da avvicinare favolistica e letteratura. Sono sempre di aiuto al protagonista sia che si tratti di animali parlanti – metafora del sociale – o di animali magici attraverso i quali la favola può avere un lieto fine anche in situazioni difficoltose.

La favolistica in genere, NARRA per finzione avvenimenti che accadono in un mondo IRREALE non descrive l’esperienza umana, bada alla forma più che allo schema del pensiero, il suo NARRATORE dà, invece, un senso alla bellezza della NATURA e a quella VITA anche quando spazia dall’immaginario al fantastico dal sacro al profano.

Con stima.


Gaetano Carro, curatore del sito “Parole di Saggezza”

Oggi vorrei segnalarvi un libro che ho appena finito di leggere e che mi ha colpito molto… s’intitola “Le Favole dell’Anima” ed è stato scritto dalla nostra amica Cleonice Parisi!
Le favole raccolte in questo libro colpiscono perchè hanno qualcosa di speciale… per me sono delle gemme preziose di grande valore che penetrano nell’anima toccandone le intime corde… rinfrancando lo spirito, risvegliando la nostra forza interiore, rincuorandoci nelle varie prove e vicissitudini della vita…

Attraverso delle splendide ed originali metafore, l’autrice ci aiuta a comprendere e a recuperare il senso più profondo ed autentico della nostra vita, ci sprona ad amare incondizionatamente noi stessi e il nostro prossimo con fiducia, superando le tensioni e le divisioni, ricercando la presenza di Dio nel cuore delle persone, scoprendo i piccoli miracoli quotidiani attraverso gli occhi del cuore…

E’ essenzialmente un cammino d’amore, quello che ci fa intravedere Cleonice, attraverso i personaggi delle sue favole… un cammino da compiersi giorno per giorno, assaporando la preziosità dell’istante, vivendo la vita nella sua pienezza, nella sua meraviglia, nella sua unicità e preziosità…accettando anche i momenti dolorosi, consapevoli che il cambiamento deve partire da noi stessi in primo luogo, solo così potremo ispirare e coinvolgere anche gli altri…

….condividendo l’amore per la vita….liberandoci dai “fardelli che pesano sull’anima”, vale a dire: pregiudizi, paure, false convinzioni, vanità, egoismi, illusioni… che causano la freddezza del cuore e dell’anima… e imparando a coltivare e a far crescere il seme dell’amore innanzitutto nei nostri cuori… per poi farlo fruttificare e donarlo agli altri…

Insomma in questo libro troverete delle bellissime e significative favole che poi sono delle lezioni di vita e di saggezza fanno riflettere, sognare, sorridere e anche a volte commuovere… un libro che consiglio a tutti… perchè è stato scritto con il cuore e con l’anima…

Che dire… GRAZIE Cleonice x averlo scritto!!!


Katia Guido, scrittrice, critico letterario per Aphorism


Chi ha detto che le favole sono per bambini? In effetti possono sicuramente essere lette sia dai grandi che dai piccini, che le interpreteranno a seconda di come le vedono i loro occhi, di come le spiegano attraverso le loro diverse esperienze.

Il libro di Cleonice Parisi, Le Favole dell’Anima, è qualcosa di più di una semplice raccolta di fiabe inventate. E’ un insieme di piccole novelle, l’una differente dall’altra, che nascondono tra le righe dei grandi insegnamenti. Queste favole, che sicuramente possono essere lette anche dai bambini, sono più che altro rivolte agli adulti secondo me.

Sono rivolte a tutti noi, che spesso perdiamo di vista quello che si nasconde dietro alle nostre azioni quotidiane. Da ognuna di esse si sprigiona una perla di saggezza, che noi già conosciamo, ma che spesso e volentieri tendiamo a dimenticare o a mettere da parte, ciechi forse dall’avidità o semplicemente schiavi di una vita che non ci fa riflettere.

Ogni storiella, se così la possiamo chiamare, ci fa sorridere, ci porta indietro nel tempo proprio come una bella favola, per poi ricongiungerci al presente ricordandoci di quello che siamo, spronandoci a guardare dove stiamo andando. Se le nostre anime si sono perse sul cammino, niente paura; c’è sempre il modo per ritrovare la via, c’è sempre il modo per ritrovare noi stessi e riprendere il cammino per andare incontro alla vita, fatta anche di destino, ma soprattutto costruita mattone dopo mattone dalle nostre stesse mani inseguendo i nostri sogni, attraverso la speranza, senza perdere di vista anche la realtà.

Le Favole dell’Anima è l’ennesimo gioiello, che Cleonice ci regala. Un’altra sua perla fatta di grandi sentimenti.


Nel mio pensiero

Scrivere per me è aprire un po’ il diario dei pensieri reconditi, quelli che nel vivere comune non riesci a comunicare al prossimo, perché nell’osservazione del quotidiano, ti rendi conto che tutti cercano il sorriso personale, attraverso il miglioramento della propria materiale condizione, senza considerare che una terra incolta (la propria anima) non potrà mai generare fiore (sorriso) se non amata e soprattutto lavorata.

A tutti è chiara la fatica celata nei bui e oscuri vicoli di un cuore inesplorato, il nostro, è più facile perdersi nei mille colori del vivere che promettono ricompense immediate, ma queste soddisfazioni così come rapidamente raccolte ancora più rapidamente le perdiamo.

Siamo soliti auto premiarci, diventiamo carezzevoli col nostro io, quando la tristezza e la stanchezza ci angustiano, e cerchiamo nelle cose le nostre “soddisfazioni” la cura, così come si fa per strappare un sorriso ad un bimbo, ci auto premiamo.

Ma questo tipo di “soddisfazione” è fallace, svanisce rapidamente così come l’abbiamo raccolta, questa consapevolezza anni fa giunse nel mio cuore e mi resi conto che ogni cosa conquistata perdeva di valore ai miei occhi non appena toccata, e il mio interesse per il vivere si spense.

In questi ultimi anni mi sono trovata a navigare nei mari bui della mia personale incomprensione, laddove il quotidiano aggrapparsi alle cose, è divenuto un inutile e vano tentavo di salvezza, ed è per questo che la mia ricerca ha incominciato a proiettarsi nel profondo, nella ricerca delle ricchezze nascoste quelle che sono celate in ogni uomo, alla quale poca attenzione dedichiamo.

E sono fioriti, non senza sorpresa un numero considerevole di aforismi, poesie e favole dove questa mia ricerca ha trovato il suo sfociare, con “Le favole dell’anima” sono al mio quarto libro, ogni libro è per un autore come un figlio cullato, di ognuno si ha coscienza dei difetti e dei pregi ma ciò nonostante lo si continua ad amare.

Nelle favole dell’anima ho raccolto un anno di favole, dove ho toccato fasi e pensieri del mio percorso interiore:

Talvolta la nostra ricerca ci spinge troppo allo spirituale e nella strenua fatica di sfiorare le stelle del cielo l’anima si disinnamora della vita ed essa incomincia ad anelare al mare delle anime del cielo.

Non esiste errore più grande che darsi e dirsi che non è qui la vita. La vita è appartenenza, è la nostra essenza che si bagna nella sua piena e consapevole responsabilità. La vita è coscienza del proprio divenire la vita è responsabilità.

Dall’Anima l’Uomo e la Vita:

Uomo il guardare estatico alla tua luce, aveva fatto disinnamorare la tua Anima alla Vita.

Talvolta le illusioni e i sogni si mescolano confondendoci la mente. Le illusioni mani fredde che accecano l’uomo, rendendolo credulone e figlio della vuota speranza, fermo nell’attesa che il cielo faccia piovere manna.

E nell’attesa speranzosa ed illusa, la nostra vita trascorre vuota e senza senso, ma il vivere premia realmente solo chi realmente si è adoperato affinché qualcosa cambi, dobbiamo sì affidarci alle speranze, ma a quelle piene di sogni sani.

Ed è questo l’inganno più pericoloso, non distinguere i sogni dalle illusioni. Le prime incantano e accecano e ci fanno sentire senza mani per “fare”, mentre i sogni sani, ci mostrano orizzonti sfavillanti di luce e ci rendono le mani per operare.

Mettiamo sempre i sogni avanti a trainare il nostro carro della vita, i sogni sani quelli che richiedono fatica e volontà:

Dal Sogno cullato:

Piccola sirena- rispose la luna – non conta cosa nei farai dei sogni, in essi c’è la preziosità dell’istante e di quell’istante dovrai cogliere l’essenza, al domani non rivolgere pensiero, perché al domani sempre e solo chiederai di offrirti altri sogni.

Credere ed ancora credere nelle proprie capacità, piangere e ridere vuol dire vivere con intensità il proprio vissuto.

La sterile attesa sterile raccolta non darà, questo è quello che capitò a quell’uomo che sulla spiaggia della sua vita attendeva che il mare gli ritornasse tutto quel che gli aveva tolto.

Seduto attendeva, mentre il suo sole era intanto sulla via del tramonto, ma l’uomo aveva deciso di non procedere più, perché ogni cosa lo aveva deluso.

Il mare però gli mostrò le ricchezze che stava perdendo e che se avesse continuato a camminare invece gli avrebbe restituito, e l’uomo nel veder depositare sulla sua spiaggia tali ricchezze si alzò di scatto e avanzò nella sua vita.

Siamo un po’ tutti così, stanchi di combattere e sulla spiaggia della vita fermiamo il nostro procedere, questa stanchezza mentale che ci influenza il cuore…ma il mare non abbandona mai i suoi figli…

Dalla spiaggia della Vita: La vita è un mare giusto, distribuisce doni al tempo debito.

Altre volte siamo come quell’uomo che nel corso del suo esistere riconosce la preziosità della sua vita e del suo cuore, ma che lo nasconde a tutti e soprattutto a se stesso. Cosa assai grave, chi comprende la preziosità della vita non deve nascondersi al prossimo, chi nel proprio cuore diviene luce, deve questa luce diffonderla attraverso il fare e il dire, perché la vita merita che sia degnamente rappresentata da chi è riuscito a trovarla:

Dalla Conchiglia cornuta: Tu non mi hai difesa, mi hai solamente tenuta rinchiusa in un sacco, negando a tutti la mia esistenza. Sapevi che ero ciò che di bello possedevi, eppure non mi hai mai mostrata al prossimo.

Uomo, ascoltami, ora posso dirtelo, tu al vivere non hai nascosto semplicemente una conchiglia cornuta, tu hai nascosto la tua anima.

Fintanto il cielo fa scendere acqua noi ci facciamo forza e come un filo d’erba e un fiore solleviamo il capo verso il Sole, ma quando il cielo smette di far scendere acqua, cioè quando ogni cosa diventa fatica e sete, quando l’aridità della terra secca ogni sogno e speranza, noi pregheremo il cielo di darci acqua, e quanto il cielo ci offrirà il suo diniego dicendoci quello che non avremmo mai voluto ascoltare: Bevi del tuo pianto!

Ci danneremo, maledicendo ogni cosa, senza riuscire a capire che in quelle parole c’è la nostra grazia. In ogni uomo sgorga un ruscello limpido ed eterno che disseta e ci rende ricchi ed indipendenti, ma solo grazie al diniego del cielo lo cercheremo.

Pertanto quando il cielo ci urlerà il suo diniego, noi vi riconosceremo la nostra fortuna e cercheremo la fonte eterna quella insita nel nostro cuore. A partire da te, a partire da me verso la nuova vita fatta di uomini nuovi che hanno nel cuore la loro sorgente eterna.

…non ti stancare di bere delle tue lacrime, è in te la salvezza del tuo essere e attraverso lo splendore del tuo filo d’erba molti, altri saneranno il loro. Ricorda un solo giardino di luce, tutti i fili d’erba mossi da un solo vento insieme verso un mondo migliore, a partire da te.

Non esistono uomini cattivi, esistono uomini che non si sono ancora trovati, e questo mi ricorda la storia del Mendicante Cieco che bastonava tutto quello che si trovava dinnanzi, odiava e considerava incomprensibile tutto quello che non poteva vedere, sino al giorno in cui:

Quando la luce dell’amore si accende in un cuore, con essa s’infiammano ad una ad una le mille fiamme della conoscenza e al loro scintillare le ombre svaniscono per sempre.

E fu così che il mendicante cieco cominciò ad amare la vita, e ovunque vide la sua stessa cecità, cercò di portare la luce.

Non esistono uomini cattivi, ma uomini sordi e ciechi alla vita, strappiamogli dalle mani il bastone del comando e facciamoli respirare l’amore per la vita.

Altre volte ci nascondiamo dietro la nostra fede come fosse un ombrello che apriamo solo nei periodi di pioggia, ed ecco che i luoghi di culto si riempiono, di anziani che sentono più vicina la dipartita, o di persone malate, ma nei momenti in cui il benessere ci avvolge è difficile che ci si ricordi della propria fede:

“La vera fede è un ruscello spontaneo che nasce nei cuori, non una casa fatta di mattoni. Il buio del vostro cuore potrà indicarvi la via, ma giungerà solo chi avrà profondamente sposato il proprio dolore, solo chi riconosce l’oscura natura della propria ombra potrà poi superarla nel passo.”

A volte ci lamentiamo per la nostra posizione sociale senza renderci conto che “Nascere formica è già una grazia”, i piccoli avranno meno vezzi e vizi, per poter ottenere dal cuore la vista, ostacoli a volte insormontabili per i poveri “ricchi” che accecati dal molto e dal tanto, dovranno faticare sette camice per giungere al cuore del loro cuore, prima dovranno spogliarlo dei mille falsi abiti che la loro errata visione di vita gli ha imposto:

“E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio!”

Non esiste essere piccolo, esistono esseri in cammino verso la propria consapevolezza, anche il più piccolo degli uomini ha nel cuore un angelo, ma dovrà credere prima nella sua umanità per poter poi trovare l’angelo addormentato, dovrà cantare alla vita con tutta la forza la sua umanità.

Da Un angolo di cielo: Quel topo aveva creduto fortemente nella sua natura e aveva camminato nel giusto, non si era nascosto al vivere vergognandosi per quello che era, e usando le sue sole capacità era riuscito a superare gli ostacoli della vita, in quei passi compiuti da topo ci aveva creduto con tutte le sue forze.

Bisogna seguire semplicemente l’amore vero, svestirsi dei preconcetti che ci accecano facendoci sbagliare strada. La strada del cuore è quella più difficile, e quella che ci chiede lavoro e fatica ma è l’unica che ci restituirà frutti, gli altri cammini saranno sterili ed infruttuosi…seguiamo la voce del cuore e diventiamo tutti Piccolo Sole:

Il fuoco che ti brucia dentro è il fuoco dell’amore, quello che ti condurrà alla vera vita e quel fiume che hai appena seccato è il vivere per come lo conoscevi, tu non sei in balia delle correnti del vivere, sei tu il vivere, perché in te oggi si è acceso il vero amore.

Ma quanti sono gli errori da aggiustare quando si cammina accecati dai falsi credo, e quando la luce del cuore accende il suo sole, lo sconforto ci coglie, le ombre ci soffocano, per i tanti errori compiuti durante il cammino inconsapevole. Come aggiustarli?

Il fatto stesso di riuscire a scorgerli ci deve già rendere felici, rimboccarci le maniche ed incominciare ad operare per rimediare è solo il secondo passo e credetemi meno importante d’aver compreso e visti gli errori.

Talvolta giudichiamo male il prossimo, perché lo osserviamo con occhi sbagliati, forse accecati dai falsi vizi, ed in base a questa luce non veritiera compiamo errori fatali, nella scelta dei nostri amici e dei nostri compagni di vita. La valutazione di ogni essere umano deve essere fatta nell’ascoltare, ma soprattutto deve essere completata nell’osservazione, perché con le parole si possono dipingere castelli ma solo osservando potremo vedere se davvero questi castelli ci esisitono.

A volte certi errori sanno condurci alla disperazione, ed in quella grande disperazione è possibile scorgere il nostro sincero amore per il vivere. Quando la disperazione tocca profondamente il cuore tanto da farci desiderare che la vita finisca, ecco che il sincero amore per il vivere vero viene alla luce della nostra esistenza.

Chi sfiora la profonda disperazione e il diniego al vivere, non accetta nel profondo la sua esistenza, perché ha visto la luce del suo cuore e non sopporta di vivere nel buio di questa vita.

Ecco a quelle persone che hanno tentato il suicidio o che solamente hanno accarezzato il pensiero… direi:

…a te che hai visto la luce della vera vita, rendi vita la tua morte. Buttando a terra palafitte, case o castelli non importa quel che avrai costruito sino ad allora, se le fondamenta non erano nel tuo cuore. Distruggi il passato e ricostruisci, ma non rinunciare al bene più prezioso la vita, la tua sensibilità sarà concime per le terre aride di altri cuori, sìì forte e dai l’esempio a partire dalla tua vita, niente è irrimediabile a tutto c’è rimedio fintanto c’è la vita.

“Non c’è pioggia, non c’è nuvola che non abbia in animo d’accrescere il tuo essere.”

Ogni cuore avrà il giusto vento, zefiro per il filo d’erba, tifone per i grandi alberi, ma tutto ha in animo di accrescere il nostro essere…

Vedi i semi in terra sono tanti, e tutti hanno in se potenzialità, c’e’ il seme che darà vita ad un semplice filo d’erba ed averlo portato sino al realizzo della sua natura sarà il compito della brezza che lo alimenterà, c’è il seme destinato a divenire fiore e la pioggia sottile lo avvolgerà sino al suo sbocciare, ma tu eri destinata a diventare albero, un compito assai gravoso, e per te sono dovuta giungere io la tua nuvola nera, ed averti portata sino al realizzo della tua natura, è per me un grandissimo successo.

Non deve sconfortarci l’alternanza del vivere, essa è in ogni cosa, e la vita altro non è che la nostra scuola e maestra, impariamo dal giorno che lascia il tempo alla notte, dalla pioggia che precede o succede il sereno. Così i momenti bui del nostro cuore saranno seguiti dai momenti di luce, di questa legge ne abbia certezza il cuore, così come la ragione ha la certezza che dopo la notte viene sempre il giorno, ci vuole osservazione e profonda appartenenza per vivere e soprattutto viversi.

Da Cuore di Bacherozzo: …onora sempre te stessa, tu sei un aquila reale e come tale devi volare alta alta.

Purtroppo nessuno è esentato dall’esperienza di vivere, solo vivendo profondamente avremo compreso il senso e il valore della nostra esistenza:

Da Il cammino del piccolo uomo: Vita accetto tuo figlio, è per me sarà il più sacro dei doni, ma sappi che i passi fatti nell’Esperienza non sempre te lo riporteranno, molti cadranno vittima della loro stessa incomprensione.

E quante volte siamo caduti, ma quanti di noi si sono rialzati nell’errore e nel comprendere l’esperienza hanno evitato errori più grandi?

Quando nel comprendere che il “buio” non è una punizione del cielo ma un segnalare alla ragione la strada del cuore…ecco che la stella del nostro cielo comincerà ad illuminarci la strada, alla luce del cuore ogni cosa si illumina e il buio introdurrà la luce di un nuovo giorno di una nuova vita la nostra vita.

Il tuo destino è una pagina bianca, scrivila con la mano del cuore. Getta via la pala con la quale ti stai scavando la fossa ed usa le tue mani per costruire le fondamenta del tuo domani.

Costruiamo il nostro domani, ogni uomo è porta per la propria vita, apriamo la porta e facciamo entrare la luce del sole.





Cleonice Parisi

17 pensieri su “Le favole dell’anima

peppino fieniPubblicato in data10:33 pm - Mar 24, 2009

Cleonice, devo dirti cosa penso dell’anima.

Anima

Lasciate ogni sospetto voi che entrate,

allora si, troverete voi stessi, immersi

in una nuvola, che si è fermata nel tempo

e nel tempo torna.

Troverete anche qualcos’altro, che dall’alto

vi mostra il vostro io, che non è Dio,

dovete solo imparare a non parlare e sentirete

entrare in voi quel pieno che le parole non vi

danno, anzi vi tolgono, è buffo il fatto

che non si dolgono di questo.

Ho risposto cercando di parafrasare le tue belle favole

dell’anima.

CleopaPubblicato in data4:13 pm - Mar 25, 2009

“troverete voi stessi, immersi
in una nuvola, che si è fermata nel tempo
e nel tempo torna.”

L’anima non ha tempo, è la coscienza della vita che torna ad irrorare la nostra terra incosciente.

“dovete solo imparare a non parlare e sentirete
entrare in voi quel pieno che le parole non vi
danno, anzi vi tolgono”

Una verità intuita.

peppino fieniPubblicato in data4:53 pm - Mar 25, 2009

Cleonice è la nuvola che si è fermata nel tempo, è lei il soggetto della frase, questa è una quasi poesia e certo non ha pretese di verità assoluta. Se questa è una poesia è tutta intuita. Lasciate ogni sospetto voi che entrate mi è venuta spontaneamente, perchè è di Dante nel primo canto, l’inferno, ma come sai poi il terzo canto è il paradiso e lì l’anima dovrebbe esserci ed essere atemporale.
Mi piace sempre questa tua difesa dell’anima che so tu consideri la nostra bambina nascosta e questo è bellissimo , minimo di una *Favolista Spiritale*.
OK

CleopaPubblicato in data4:59 pm - Mar 25, 2009

Lo sai ho sempre la tendenza a favoleggiare :))) sarà perchè sono una *favolista spirituale* non so :)))

CleopaPubblicato in data5:13 pm - Mar 25, 2009

Anima

Lasciate ogni sospetto voi che entrate,

allora si, troverete voi stessi, immersi

in una nuvola, che si è fermata nel tempo

e nel tempo torna.

Vedi o non vedi, credi o non credi, non è in quel che credi la spiegazione di ciò che vedi.

:)))))))))

peppino fieniPubblicato in data9:55 pm - Mar 25, 2009

Te l’ho già detto che dobbiamo scrivere in due , se ci completiamo così.Sulla saggistica si può fare, sul resto? Ma chi lo sa!!
OK

CleopaPubblicato in data6:45 am - Mar 26, 2009

:))))))))))))la distanza è una danza quando riconosci la “Speranza” e se il Paradosso avesse superato il dosso…avrebbe dipinto sul potrei, il posso.

peppino fieniPubblicato in data9:02 am - Mar 26, 2009

Non so se hai letto tutte quelle 56 pagine, ma Nessuno e Silenzio sono , secondo me, il nostro potere di adesso, altro che Tolle,oltre che essere portanti nel secondo Paradosso che è nel mio computer. La tua intuizione per me è comunque sempre una lezione. Prendere le parole, comporle e fare così della loro distanza una danza, alla fine è ABITARE LA DISTANZA. Avrai notato che Paradosso e dosso hanno 5 lettere uguali, probabilmente non è un caso, la mia anima prende l’alfabeto come struttura semplice e se fosse la ” tua anima Cleonice “? Devo rileggere PARADOSSO uno, ora sto rileggendo il secondo. Alfabeto e anima non ci avevo mai pensato, ma nessuno riesce a pensare niente senza intrappolarlo nel linguaggio, quindi nell’alfabeto, questo lo so.
GRAZIE

CleopaPubblicato in data11:57 am - Mar 26, 2009

Non ho letto tutte le 56 pagine, però…ora ho trovato il filo…l’anima viaggia in un tempo che non conosce tempo, sa prima di sapere, come il paradosso, che si trovava dinnazi al suo dosso…e forse un pò commosso, ora lo ha completamente rimosso.

e se fosse la ” tua anima Cleonice “?

Dimmi cosa hai pensato…anche io ho delle riflessioni in embrione da svelarti.

peppino fieniPubblicato in data4:04 pm - Mar 26, 2009

Ho pensato all’anima che per Pitagora è un numero che si muove per propria virtù, proprio come fa PARADOSSO. Alfabeto, quindi linguaggio e numeri viaggiano, come dici tu,viaggiano in un tempo che non conosce tempo.
Scusa Pitagora, ma è stato il primo a parlare dell’anima legandola ai numeri, che per lui sono il principio di tutte le cose.Ho già detto che PARADOSSO è un racconto che nasce dall’inconscio. Quando puoi dimmi di PARADOSSO di cui so molto poco e senza uno specchio forse non ne saprò mai niente e delle tue riflessioni in embrione, ma piano, piano.

gianni donnoPubblicato in data8:27 am - Mar 27, 2009

“Le favole dell’anima” sono solo un altro specchio, leggerlo vuol dire cercarsi, non leggerlo vuol dire cercarsi altrove.

Cos’altro è il bimbo che vive in ognuno di noi, se non la nostra anima? Cercatevi ovunque, come umilmente vi succeriscono le parole di Cleo intervistata dalla Boopen, ma passate anche da questo libro perchè la semplicità penetrante delle sue favole, vi aprirà la porta principale dell’anima.

Cleonice ParisiPubblicato in data3:17 pm - Mar 27, 2009

Quando puoi dimmi di PARADOSSO di cui so molto poco e senza uno specchio forse non ne saprò mai niente e delle tue riflessioni in embrione, ma piano, piano.

Lo sapevi che “Il Paradosso” non è altro che una storia d’Amore? :)))

Un amore diverso tra due essenze che si incontrano per dare vita non qualcosa di nuovo, ma a un Paradosso che Muta…

Prime tracce di un pensiero che nasce sul tuo libro…

Cleonice ParisiPubblicato in data3:19 pm - Mar 27, 2009

“ma passate anche da questo libro perchè la semplicità penetrante delle sue favole, vi aprirà la porta principale dell’anima”

Giado di grazie al tuo bambino interiore da parte della bambina che abita il mio cuore.

peppino fieniPubblicato in data10:22 pm - Mar 27, 2009

Stupefacente, storia e cronaca nel mio inconscio, che ha scritto il PARADOSSO, diventano una storia d’amore. Due essenze diverse che si incontrano per dare vita, non a qualcosa di nuovo, ma a un paradosso che muta.Prime tracce di un pensiero che nasce nel mio libro che comunque può aprire la porta principale dell’anima. Poi dici, se capisco bene,grazie al mio bambino interiore da parte della bambina che abita il tuo cuore.
Quando ti va di rispondere mi puoi dire solo OK o che cosa non ho capito. Comunque grazie.

Cleonice ParisiPubblicato in data6:13 am - Mar 28, 2009

Ok :)))))

Logicamente quella che ne sta venendo fuori, è la mia personale interpretazione del tuo Paradosso…

peppino fieniPubblicato in data10:00 am - Mar 28, 2009

Certo che è la tua personale interpretazione, ma da me CONDIVISA e folgorante. Tu dici che PARADOSSO non è altro che una storia d’amore, il mio apparire “scienziato” è solo una ricerca continua di amore. Scovare questo nel PARADOSSO, che sembra libro dotto e ironico, era molto difficile. Tu hai accennato in una e-mail, che conservo, che è un libro per pochi, è vero, perchè l’amore, a questa profondità, è per pochi, tuo sicuro.
Il mio bambino interiore e la tua bambina interiore si sono incontrati e questo è bellissimo. Anche l’intuito, Cleonice, è amore.
Il mio inconscio col PARADOSSO ha fatto centro e tu l’hai visto, perchè sei ” il centro “.

peppino fieniPubblicato in data9:15 pm - Giu 25, 2009

Un collage questo in cui pazienza e sequenza non si distiguono, perchè perdono il loro significato, cedondoselo reciprocamente. Comunque Cleonìce Parisi è quello che hai scritto. Sei tu nella ricerca della differenza col troppo ovvio e nell’intuire che gli archetipi junghiani partono tutti dall’anima, maestra anche della mente. Insomma una ricerca che deve portare alla favola spirituale, la tua.

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