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Il segreto dell’Albero – Favola

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Il segreto dell’Albero

L’Uomo guardò alla foglia e vide che nasceva anche se non ne aveva voglia, e fu allora che comprese il ciclo del tutto, un rigenerarsi perpetuo, senza sè, senza ma, senza un perché.

Quante inutili costruzioni mentali si erano susseguite nei secoli per spiegare quel che era dinnanzi agli occhi di tutti, e che tutti non volevano vedere, sarebbe bastato guardare all’albero, la foglia nasce, la foglia “muore” nel perdere la propria identità, dal corpo spoglia e la sua energia nella pianta riconvoglia.

Un fluire di linfa vitale, dove non ci sono occhi, dove non ci sono nomi e cognomi, dove non ci sono titoli, dove non esistono identità, solo un mare di energia che si rimescola generando nuove e mai uguali espressioni di vita.

- Cosa dici? Io credo nella reincarnazione, in passato io sono stata Cleopatra! Non mi potrai mai convincere altrimenti!

- Figurati non tenterei di convincere nessuno cara Cleopatra, ne sei convinta? Procedi per la tua strada.

- Sappi che sei una visionaria cretina!

- Certo un offesa fatta da Cleopatra, a dir poco è un onore. L’accetto volentieri, però ora vai altrove, stai bloccando il fluire del mio racconto.

Dicevamo la nascita come la morte, un fluire naturale di una sola espressione di vita, questa teoria di certo non rende altari alle identità, ci accomuna tutti in un unico calderone vitale, uomo, delfino, foglia, pulcino espressioni diverse di un identica energia, non ci sono altari da cui l’uomo può con orgoglio esibire la sua natura divina e pertanto questa teoria non avrà mai vetrina, così come ha detto Cleopatra sono le visioni di una povera cretina.